Milano – Sospiro di sollievo per le condizioni dei feriti più gravi coinvolti nel drammatico deragliamento del tram della linea 9, avvenuto venerdì scorso in viale Vittorio Veneto a Milano. Secondo quanto comunicato dal Comune di Milano, i due pazienti ricoverati in Neurorianimazione presso l’ospedale Policlinico sono stabili e non versano in pericolo di vita. Nella mattinata di sabato, il sindaco Giuseppe Sala si è recato personalmente in ospedale per manifestare la vicinanza sua e dell’intera città ai feriti e alle loro famiglie.

La visita del Sindaco e il ringraziamento ai soccorritori

In una nota ufficiale, Palazzo Marino ha sottolineato come la visita del sindaco Sala abbia voluto essere un segno tangibile di supporto in un momento così delicato. Il primo cittadino ha inoltre espresso un sentito ringraziamento a tutto lo staff medico, ai sanitari e ai soccorritori che sono intervenuti con tempestività e professionalità per prestare aiuto alle vittime del tragico incidente. Anche l’assessora alla Mobilità, Arianna Censi, ha ribadito l’impegno dell’amministrazione per garantire la sicurezza del trasporto pubblico, definendola una “priorità costante”.

Il bilancio dell’incidente e le vittime

Il bilancio dell’incidente resta drammatico: due persone hanno perso la vita e circa cinquanta sono rimaste ferite. Le vittime sono Ferdinando Lavia, un commerciante di 59 anni, e un altro uomo di origine africana. Inizialmente si era diffusa la notizia che la seconda vittima fosse un cittadino senegalese di 56 anni, Abodu Karim Toure, ma la Procura ha successivamente precisato che si è trattato di uno scambio di persona e che il signor Tourè è ricoverato in ospedale. Entrambe le vittime si trovavano a bordo del tram al momento dell’incidente. In particolare, il signor Lavia è stato sbalzato fuori dal mezzo a causa del violento impatto.

Le indagini della Procura: si ipotizza il disastro ferroviario

La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta per fare luce sulle cause del deragliamento. I reati ipotizzati sono omicidio colposo, lesioni colpose e disastro ferroviario. L’autista del tram, un uomo di 60 anni con una lunga esperienza di servizio, è stato iscritto nel registro degli indagati. Questa decisione è un atto dovuto per poter procedere con tutti gli accertamenti necessari, comprese le consulenze tecniche sul mezzo e sulla “scatola nera”.

L’uomo, che ha riportato un trauma alla testa e una sincope vasovagale, ha dichiarato agli inquirenti di aver avuto un malore improvviso che gli avrebbe fatto perdere il controllo del mezzo. Gli investigatori stanno verificando la sua versione, anche attraverso l’acquisizione delle immagini delle telecamere di bordo e delle comunicazioni con la sala operativa di Atm, l’azienda dei trasporti milanesi. La Polizia Locale ha effettuato perquisizioni nella sede di Atm per acquisire documenti e registrazioni utili alle indagini.

La dinamica dell’incidente e le ipotesi al vaglio

Secondo una prima ricostruzione, il tram, un moderno Tramlink, stava procedendo a velocità sostenuta quando, invece di proseguire dritto, ha imboccato uno scambio a sinistra, deragliando e finendo la sua corsa contro un edificio all’angolo con via Lazzaretto. Gli inquirenti stanno valutando diverse ipotesi, tra cui l’errore umano legato al presunto malore del conducente e un possibile malfunzionamento tecnico del sistema di scambio o del sistema frenante. Si sta inoltre analizzando il funzionamento del cosiddetto “uomo morto”, un dispositivo di sicurezza che dovrebbe arrestare il mezzo in caso di inattività del conducente.

Il sindaco Sala ha sottolineato che, se fosse confermata l’ipotesi del malore, la vetustà o meno del mezzo avrebbe poca importanza. Intanto, Atm ha espresso il proprio cordoglio per le vittime e la vicinanza ai feriti e al proprio dipendente, mettendosi a completa disposizione della magistratura.

Di veritas

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