Sale la pressione delle autorità sul mondo delle criptovalute. In un segnale inequivocabile di come l’attenzione verso i potenziali rischi legati agli asset digitali sia ai massimi livelli, si è registrato un aumento vertiginoso del 300% nelle richieste di informazioni inviate dalle Forze dell’Ordine italiane all’OAM, l’Organismo degli Agenti e Mediatori. Questo dato, emerso durante la presentazione del libro “Criptovalute, domanda, offerta e regolamentazione”, curato dall’ufficio studi dello stesso OAM, copre il biennio 2023-2025 e testimonia il ruolo sempre più centrale dell’Organismo come custode di dati preziosi per il contrasto agli illeciti.
Le richieste, provenienti da Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia e altre Autorità di vigilanza, hanno mantenuto un ritmo serrato anche all’inizio del 2026, con ben 24 nuove istanze nei primi due mesi dell’anno. Un’attività febbrile che evidenzia l’importanza del Registro degli operatori in valute virtuali (VASP), gestito dall’OAM, come strumento fondamentale per le indagini, specialmente in materia di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo.
Il Ruolo Chiave dell’OAM e il Protocollo con la Guardia di Finanza
Istituito per regolamentare un settore in rapida e talvolta caotica espansione, il registro VASP dell’OAM ha rappresentato un punto di svolta per la trasparenza in Italia. Gli operatori che offrono servizi legati alle criptovalute, come exchange e fornitori di portafogli digitali, sono stati obbligati a iscriversi e a trasmettere periodicamente dati cruciali sulla loro operatività e sulla clientela.
Questa raccolta dati si è rivelata un patrimonio informativo di immenso valore, soprattutto grazie a un protocollo d’intesa siglato tra l’OAM e la Guardia di Finanza. Tale accordo ha garantito alle Fiamme Gialle un accesso diretto, completo e senza restrizioni a questo set informativo, trasformando di fatto l’Organismo in un pilastro per le attività investigative. L’obiettivo primario è stato quello di monitorare i flussi finanziari, individuare operazioni sospette e far luce su quell’anonimato che, sebbene sia una caratteristica intrinseca di alcune tecnologie blockchain, può essere sfruttato per finalità illecite.
Verso il Passaporto Europeo: Cosa Cambia dal 30 Giugno 2026
Questo scenario, tuttavia, è destinato a una profonda trasformazione. Il 30 giugno 2026 segna infatti la fine del periodo transitorio che porterà all’adozione completa del “passaporto europeo” per gli operatori del settore, introdotto dal Regolamento (UE) 2023/1114, meglio noto come MiCA (Markets in Crypto-Assets).
Il MiCA mira a creare un quadro normativo armonizzato in tutta l’Unione Europea, stabilendo regole comuni per i fornitori di servizi per le cripto-attività (che evolveranno da VASP a CASP, Crypto-Asset Service Provider). Se da un lato questo comporterà un rafforzamento delle tutele per i consumatori e requisiti più stringenti per gli operatori, dall’altro modificherà l’architettura della vigilanza.
Con il passaggio al nuovo regime, l’attuale registro OAM verrà progressivamente svuotato e cesserà la sua funzione. Una delle conseguenze più rilevanti sarà la fine dell’accesso diretto e sistematico ai dati da parte della Guardia di Finanza come previsto dall’attuale protocollo. Questo ha suscitato il rammarico del presidente dell’OAM, Francesco Alfonso, che ha parlato della perdita di un “patrimonio di informazioni prezioso per il Paese”.
Gestione e Conservazione dei Dati: Il Futuro della Vigilanza
È importante sottolineare che l’obbligo per i VASP di trasmettere i dati trimestrali all’OAM è già cessato nell’ottobre del 2025. Tuttavia, la normativa prevede che gli operatori debbano conservare le informazioni raccolte per un periodo di 10 anni dalla data di cancellazione dal registro. Questo significa che, sebbene l’accesso non sarà più diretto e immediato, le autorità potranno comunque richiedere i dati per via giudiziaria nell’ambito di specifiche indagini.
Il passaggio al regime MiCA, pur ridisegnando le modalità di supervisione, non segna un “liberi tutti”. La lotta all’antiriciclaggio rimane una priorità a livello europeo e nazionale. Le nuove normative includeranno presidi specifici e la vigilanza sarà affidata a Banca d’Italia e Consob, che collaboreranno con le autorità europee come l’ESMA. La sfida futura sarà quella di rendere la cooperazione tra le autorità dei diversi Stati membri altrettanto efficace ed efficiente quanto lo è stato il sistema centralizzato italiano, per non disperdere l’esperienza e i risultati ottenuti finora nella prevenzione e repressione degli illeciti finanziari nel mondo crypto.
