Milano – In un clima internazionale carico di tensioni, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha ribadito con forza la posizione del governo italiano riguardo al coinvolgimento militare all’estero. “L’Italia non è in guerra con nessuno, ha sempre affermato di non mandare truppe in Ucraina, giustamente, e immagino non mandi truppe neanche in Iran”, ha dichiarato Salvini durante un sopralluogo tecnico al cantiere di riqualificazione degli edifici Aler nel quartiere San Siro a Milano. Le sue parole tracciano una linea netta tra il sostegno agli alleati occidentali e l’invio di soldati in zone di conflitto, un’opzione che ha definito “non in programma”.
La Diplomazia come “Via Maestra”
Il vicepremier ha insistito sul ruolo primario della diplomazia per la risoluzione delle crisi. “Qua il problema non è l’imbarazzo, il problema è la vita delle persone in Italia e nel mondo, e per me la diplomazia è sempre la via maestra”, ha aggiunto, commentando il mancato preavviso da parte degli Stati Uniti riguardo all’attacco in Iran. Una questione, ha precisato, che sarà affrontata in Parlamento dal Ministro degli Esteri. Salvini ha poi esteso il concetto a tutti i conflitti in corso, inclusa la guerra tra Russia e Ucraina, sottolineando gli “sforzi di ciascuno di porre fine al conflitto”.
Questa posizione si allinea con quanto già espresso in passato dal governo italiano, che ha costantemente escluso l’impiego di truppe sul terreno in Ucraina, pur confermando il pieno sostegno a Kiev. Anche di fronte a recenti aperture di altri leader europei, come il presidente francese Macron, su un possibile invio di soldati, l’Italia ha mantenuto una linea prudente, ribadendo che il supporto all’Ucraina non contempla la presenza di truppe di Stati europei o NATO sul territorio.
Il Contesto Mediorientale e le Reazioni Internazionali
Le dichiarazioni di Salvini arrivano in un momento di grave escalation in Medio Oriente. L’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, definito “preventivo”, ha scatenato la reazione di Teheran, con lanci di missili verso Israele e basi statunitensi nella regione, creando caos e disagi a livello globale, come la chiusura di importanti aeroporti, tra cui quello di Dubai. In questo scenario, Francia e Gran Bretagna hanno manifestato l’intenzione di rafforzare la loro presenza difensiva in Medio Oriente, una mossa che ha spinto Salvini a chiarire la posizione italiana.
Il vicepremier, pur sostenendo la necessità del dialogo, ha anche offerto una lettura pragmatica delle azioni statunitensi: “Se hanno ritenuto di intervenire prima che ci fosse la bomba atomica operativa nelle mani di un regime islamico sanguinario avranno avuto i loro motivi per farlo, poi non sto lì ad annotare a chi riceve per primo o per secondo la telefonata”. Parole che riecheggiano la preoccupazione, condivisa a livello internazionale, per il programma nucleare iraniano, ma che si scontrano con le critiche delle opposizioni italiane, che hanno parlato di “violazione del diritto internazionale” e di un’azione unilaterale che rischia di destabilizzare ulteriormente la regione.
Il dibattito si è acceso anche sul mancato preavviso all’Italia, interpretato da alcuni come un segnale del ruolo marginale del governo Meloni sullo scacchiere internazionale. Fonti governative hanno tuttavia minimizzato, spiegando che la riservatezza era legata a questioni di sicurezza operativa e che anche altri alleati europei non erano stati informati preventivamente.
Il “Caso Crosetto” e le Polemiche Interne
Ad aggiungere un ulteriore livello di complessità al quadro politico è stata la vicenda del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, rimasto bloccato a Dubai con la famiglia a causa della chiusura dello spazio aereo seguita agli attacchi. La sua presenza negli Emirati Arabi Uniti, per motivi non istituzionali, ha innescato una forte polemica, con le opposizioni, in particolare il Movimento 5 Stelle, che ne hanno chiesto le dimissioni, sollevando dubbi sull’operatività della catena di comando in un momento così critico.
Crosetto ha replicato definendo le polemiche “vergognose” e ha annunciato il suo rientro in Italia con un volo militare, specificando di aver pagato di tasca propria una cifra tripla rispetto alla tariffa prevista per i voli di Stato, per evitare strumentalizzazioni. Salvini ha espresso piena fiducia nel collega: “Io mi fido dei miei colleghi e ho fiducia nell’operato dei miei colleghi. So che ciascuno di noi sta dando il massimo in un momento complicato. L’opposizione fa il suo mestiere, chiede ogni giorno dimissioni di qualcuno e noi lavoriamo”.
Il Sopralluogo a San Siro: Un Contesto di Riqualificazione Urbana
Le dichiarazioni di politica estera sono state rilasciate in un contesto prettamente locale: il sopralluogo al cantiere Aler di San Siro. Un progetto di riqualificazione che, come sottolineato da Salvini in altre occasioni, mira a restituire sicurezza e vivibilità a quartieri popolari, attraverso ingenti investimenti del Ministero delle Infrastrutture. La sinergia tra Ministero e Aler (Azienda Lombarda Edilizia Residenziale) ha portato al restauro di migliaia di appartamenti in diverse zone di Milano, un’azione che il ministro rivendica come un passaggio “dalle parole ai fatti”.
