CITTÀ DEL VATICANO – Un richiamo forte e un invito a un impegno coraggioso per il Sud Italia sono risuonati questa mattina nel Palazzo Apostolico Vaticano. Ricevendo in udienza le comunità della Facoltà Teologica Pugliese e dell’Istituto Teologico di Calabria, Papa Francesco ha delineato il ruolo cruciale della teologia nella formazione di “una coscienza nuova e un impegno audace da parte di tutti” per contrastare i mali che ancora affliggono la società meridionale. L’occasione dell’incontro è stata il ventesimo anniversario di fondazione della Facoltà Teologica Pugliese.
Una teologia in “mare aperto”, non per “navigatori solitari”
Utilizzando una potente metafora marina, il Pontefice ha esortato i presenti a non rimanere confinati in “porti sicuri”, ma a navigare “in mare aperto”. Questo viaggio, ha spiegato, deve muoversi in una duplice direzione: scendere in profondità per scrutare il mistero di Dio e, allo stesso tempo, prendere il largo per esplorare nuovi orizzonti e linguaggi per annunciare il Vangelo nel mondo contemporaneo. “Il cattolico non deve aver paura del mare aperto”, ha affermato il Papa, sottolineando che la formazione teologica non è un esercizio intellettuale per pochi specialisti, ma un percorso coraggioso che deve essere intrapreso “insieme”, non come “navigatori solitari”.
Questa sinergia, secondo il Santo Padre, è fondamentale per superare “antichi campanilismi” e promuovere una reale comunione tra le diocesi, un processo che ha definito un “vero e proprio passaggio storico”.
Pensiero critico contro rassegnazione e indifferenza
Il discorso del Papa ha toccato con realismo le complesse sfide del Mezzogiorno. Pur riconoscendo la grande ricchezza storica e la diffusa religiosità popolare di Puglia e Calabria, ha messo in guardia dal considerare questi elementi come una cancellazione delle “numerose problematiche sociali”. Tra queste, ha elencato esplicitamente la crisi del lavoro, il fenomeno dell’emigrazione e tutte quelle forme di oppressione, di schiavitù e di ingiustizia che richiedono una risposta forte e consapevole.
In questo contesto, la teologia assume un ruolo di prim’ordine. “La formazione teologica”, ha dichiarato Papa Francesco, “contribuisce a generare un pensiero critico e profetico, rappresentando un investimento culturale per il futuro in grado di disinnescare le logiche della rassegnazione e dell’indifferenza”. Si tratta, dunque, di una teologia incarnata nella storia, capace di leggere i segni dei tempi e di offrire strumenti per un discernimento che porti all’azione concreta.
Le istituzioni accademiche e il loro ruolo nel territorio
L’udienza ha visto la partecipazione non solo di studenti e docenti, ma anche di tutti i vescovi delle Conferenze episcopali pugliese e calabra, a testimonianza dell’importanza dell’evento per le Chiese locali. La Facoltà Teologica Pugliese, con sede a Bari, è nata nel 2005 dall’unione di diverse istituzioni teologiche preesistenti, con l’obiettivo di creare un polo accademico di riferimento per la regione. L’Istituto Teologico Calabro “San Francesco di Paola”, con sede a Catanzaro, rappresenta anch’esso un punto di riferimento per la formazione teologica nella regione, frutto di un processo di riqualificazione degli studi teologici in Calabria.
L’incontro in Vaticano, come sottolineato dal preside della Facoltà Pugliese, don Vito Mignozzi, è stato un’occasione per fare memoria del cammino percorso e per ricevere un incoraggiamento a proseguire nella missione di una teologia al servizio della Chiesa e della società.
Un appello alla responsabilità collettiva
Le parole di Papa Francesco rappresentano un appello che va oltre l’ambito accademico e teologico. È un invito a tutta la società civile del Sud Italia a non arrendersi di fronte alle difficoltà, ma a investire nella cultura e nella formazione come motori di cambiamento. La “coscienza nuova” di cui parla il Pontefice è una responsabilità collettiva, un impegno a costruire un futuro più giusto e solidale, dove la ricchezza della tradizione e della fede si traduca in azioni concrete per il bene comune.
