Milano – Un vento di cambiamento, intriso di rispetto per il passato e di una chiara visione per il futuro, ha soffiato sulla passerella della Milano Fashion Week. La designer belga Meryll Rogge ha ufficialmente inaugurato la sua era come direttrice creativa di Marni, presentando una collezione Autunno/Inverno 2026 che è già sulla bocca di tutti. Un debutto che non rappresenta una rottura, ma piuttosto un’evoluzione consapevole, un dialogo tra l’eredità intellettuale della fondatrice Consuelo Castiglioni e una sensibilità squisitamente contemporanea.

L’attesa era palpabile. Dopo quasi un decennio sotto la guida avanguardistica e massimalista di Francesco Risso, che ha lasciato il marchio lo scorso anno, il mondo della moda si interrogava sulla nuova direzione che avrebbe intrapreso la maison. La risposta di Rogge è stata un’elegante dichiarazione d’intenti: “riportare i capi alla vita, quella quotidiana”. Una filosofia che si è tradotta in una collezione co-ed estremamente indossabile, dove la stravaganza tipica di Marni non è urlata, ma sussurrata attraverso dettagli ricercati e abbinamenti inaspettati.

Un omaggio alle radici e alla “Fashion Education”

Per Meryll Rogge, il legame con Marni è profondo e personale. La stilista ha raccontato di come il suo primo stipendio da assistente di Marc Jacobs a New York sia stato speso proprio per un paio di sandali con plateau in legno di Marni, definendo la fondatrice Consuelo Castiglioni “una parte fondamentale della mia fashion education”. Questo profondo rispetto si è riflesso in passerella, dove sono riemersi codici stilistici che hanno definito l’estetica originaria del brand: le gonne a matita, le stampe a pois, i maxi paillettes e i volumi morbidi, tutti reinterpretati con un linguaggio fresco e attuale.

La collezione è un sapiente equilibrio tra familiarità e sorpresa. Rogge ha attinto a piene mani dall’archivio, non per replicare, ma per ricalibrare. Ha esplorato le radici del marchio, riscoprendo come le prime collezioni fossero caratterizzate da una palette di colori più contenuta, prima dell’esplosione di stampe che ha poi reso celebre Marni. Il risultato è un guardaroba che parla a una donna e a un uomo intellettuali, amanti dell’arte e del design, che cercano nell’abito un’estensione della propria personalità, non un travestimento.

La Collezione: tra pragmatismo e stravaganza controllata

Sulla passerella disegnata in collaborazione con lo studio di design Formafantasma, che evocava un interno borghese frammentato e ricomposto, hanno sfilato capi che fondono pragmatismo e un tocco di glamour eccentrico. L’ispirazione alpina si è mescolata a riferimenti sportswear tecnici e sartoriali. Ecco allora i cappottini al ginocchio in shearling e maglia maculata, le gonne in ciré con moschettoni da montagna che dialogano con quelle in pelle traforata a effetto broderie anglaise. I cardigan con zip sportive si accostano ad abiti in organza impreziositi da fiori in carta di riso.

Altri elementi chiave includono:

  • Maglieria Chunky: I maglioni tricottati, spesso con elementi metallici, sono stati un punto fermo, offrendo comfort e carattere.
  • Pantaloni Sartoriali: I pantaloni, alcuni con bande dipinte a mano, hanno mostrato un’attenzione sartoriale precisa ma rilassata.
  • Gioielli Scultorei: Il ritorno di gioielli artistici, come collane a cordoncino con petali e foglie scultoree, ha segnato un altro cenno all’era Castiglioni.
  • Icone rivisitate: Accessori iconici come il sandalo Fussbett e la borsa Trunk sono stati ridisegnati, integrando nuovi dettagli pur mantenendo la loro riconoscibilità.

La collezione è stata concepita per essere fluida, per vestire i corpi senza rigide distinzioni di genere, promuovendo l’idea che siano le persone ad appropriarsi degli abiti con creatività. Un approccio che sposa la funzionalità con la formalità, permettendo loro di coesistere in un equilibrio armonioso.

Chi è Meryll Rogge: un talento forgiato tra Anversa e New York

La nomina di Meryll Rogge, annunciata nel luglio 2025, è stata accolta con grande entusiasmo. Belga, diplomata alla prestigiosa Accademia Reale di Belle Arti di Anversa, Rogge vanta un curriculum di tutto rispetto. La sua carriera è decollata a New York, dove ha lavorato per sette anni al fianco di Marc Jacobs, passando da stagista a designer per il womenswear. Successivamente, è tornata in Belgio per assumere il ruolo di responsabile del design donna da Dries Van Noten, un’altra figura chiave nella sua formazione.

Nel 2020 ha lanciato il suo marchio omonimo, che ha rapidamente guadagnato consensi per il suo approccio sovversivo e raffinato alla sartoria, guadagnandole premi prestigiosi come il Grand Prize degli ANDAM Awards nel 2025. La sua estetica, un mix di classico e inaspettato, appare come la scelta perfetta per traghettare Marni in un nuovo capitolo, evolvendo il DNA del marchio “senza nostalgia”.

Un nuovo capitolo per Marni

Il debutto di Meryll Rogge è stato più di una sfilata; è stato un manifesto. Un messaggio chiaro che Marni intende riconnettersi con la sua essenza più autentica: quella di un marchio che offre un lusso intellettuale, giocoso e intrinsecamente indossabile. La stilista, che si è trasferita a Milano con la famiglia, sembra aver già assorbito l’eleganza naturale della città, traducendola in una collezione che celebra la bellezza della vita di tutti i giorni. Con questo primo, riuscitissimo capitolo, Meryll Rogge non ha solo rassicurato i fan storici del brand, ma ha anche posto le basi per attrarre una nuova generazione di amanti della moda, alla ricerca di abiti che siano espressione di un pensiero, oltre che di uno stile.

Di davinci

La vostra guida digitale nell’oceano dell’informazione 🌊, dove curiosità 🧐 e innovazione 💡 navigano insieme alla velocità della luce ⚡.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *