Cortina d’Ampezzo – Un Riccardo Scamarcio inedito, profondo e carismatico ha catturato la scena a Cortinametraggio, il prestigioso festival dedicato al cinema breve, giunto alla sua 21ª edizione. Lontano dai riflettori del set, l’attore pugliese, oggi 46enne, ha vestito i panni del “professore” per una masterclass di due giorni organizzata dal Centro Sperimentale di Cinematografia (CSC), un evento che ha richiamato giovani aspiranti attori da ogni angolo d’Italia. Nella suggestiva cornice di una galleria d’arte nel cuore di Cortina, Scamarcio ha offerto non solo lezioni di tecnica, ma una vera e propria immersione nella filosofia che anima il mestiere dell’attore.
Un Maestro Inaspettato: L’Energia come Materia Prima
“Respirate profondamente, rilassatevi, poi ad occhi chiusi venite su in piedi e seguite il ritmo, fate qualunque gesto o passo senza badare agli altri, liberatevi”. Con queste parole, pronunciate con voce calma e suadente, Scamarcio ha dato il via al suo laboratorio intensivo, invitando la trentina di allievi a un esercizio di liberazione fisica ed emotiva. L’obiettivo, ha spiegato, è imparare a “gestire l’energia, il nostro materiale energetico”, mettendosi alla scoperta di sé in un ambiente protetto come il set o il palcoscenico. Per l’attore, che ha alle spalle una filmografia di circa 80 titoli tra cinema e televisione, la recitazione è un percorso che parte dalla confidenza con il proprio corpo per arrivare all’esplorazione dell’ “aspetto animico”.
“Per essere autentici”, ha sottolineato, “bisogna abitare l’essere umano che vogliamo interpretare cercando non di rappresentarlo ma di viverlo. Questo è un mestiere in cui si cammina sul filo, in cui la paura non ti abbandona anzi guai non averla”. Un concetto potente, che demolisce l’idea superficiale della recitazione come mero esibizionismo. Al contrario, per Scamarcio, si tratta di un “atto di grande generosità”, un mettersi a nudo senza esserlo fisicamente, mostrando al pubblico qualcosa di recondito e profondo di sé.
Dalla Perdizione alla Salvezza: Il Teatro come Folgorazione
Con grande onestà, Scamarcio ha condiviso con i giovani il suo percorso personale, un racconto che ha aggiunto spessore e credibilità ai suoi insegnamenti. “Ho cominciato a fare l’attore ed è stata la mia salvezza”, ha confessato, descrivendosi come “il classico ragazzo perso, inquieto”, che vedeva la scuola come una perdita di tempo e cercava costantemente il pericolo. La svolta è arrivata per caso, entrando in una piccola compagnia teatrale. “È stata una folgorazione”, ha ricordato, “ho capito quello che potevo fare con l’energia che mi tirava fuori quella cosa”. Un messaggio di speranza per i presenti: “Non è mai tardi per cominciare, per trovare una strada”.
Questo percorso, iniziato quasi per caso, lo ha portato a formarsi proprio al Centro Sperimentale di Cinematografia, chiudendo un cerchio ideale che oggi lo vede tornare in veste di docente per la stessa istituzione. Dal successo adolescenziale di “Tre metri sopra il cielo”, che avrebbe potuto ingabbiarlo nel ruolo di sex symbol, Scamarcio ha costruito una carriera eclettica, alternando successi popolari a pellicole d’autore e collaborando con registi di fama internazionale. La sua presenza a Cortinametraggio, festival presieduto da Maddalena Mayneri e con la direzione artistica di Niccolò Gentili, si inserisce in un programma volto a valorizzare i nuovi talenti, creando un ponte tra professionisti affermati e le nuove leve del cinema italiano.
Oltre il Personaggio: L’Ego, il Tennis e la Vita Vera
La masterclass è stata anche un’occasione per riflettere sulla natura stessa dell’attore. “È chiaro che siamo mossi dall’ego che è un bastardo a noi necessario”, ha ammesso Scamarcio, “ma poi dobbiamo trascenderlo, perché la libertà è il lasciarsi andare ad essere l’altro”. Un gioco serio, dove ci si perde in scena per poi ritrovarsi, un esercizio di controllo e abbandono che richiede coraggio e disciplina.
E parlando di disciplina e passioni che trascendono il cinema, l’attore ha svelato ai microfoni dell’ANSA una sua recente e totalizzante “ossessione”: il tennis. “Gioco due ore al giorno, ormai è una dipendenza”, ha raccontato con un sorriso. Una passione così forte da influenzare l’organizzazione delle sue giornate sul set e la scelta degli hotel. “Prima o poi Benedetta (Porcaroli, la sua compagna, ndr) mi chiederà di scegliere… mollerò il tennis!”, ha concluso scherzando, mostrando un lato privato e ironico che ha ulteriormente avvicinato il “professore” al suo pubblico.
Cortinametraggio 2026: Un Laboratorio per il Futuro del Cinema
La presenza di Riccardo Scamarcio si inserisce perfettamente nella filosofia della 21ª edizione di Cortinametraggio (23-29 marzo 2026), che si conferma non solo una vetrina per il cinema breve ma un vero e proprio laboratorio di idee e talenti. Oltre al CSC Lab, il festival offre ai giovani registi in concorso la possibilità di presentare i propri progetti a importanti produttori e distributori, in un’ottica di concreto sviluppo professionale. Con sedici corti in gara, una sezione internazionale dedicata alla Romania e una nuova sezione per i branded short movie, la kermesse ampezzana si dimostra un osservatorio privilegiato sulle nuove tendenze e un trampolino di lancio fondamentale per il futuro del cinema italiano.
