In una cerimonia carica di emozione e riconoscenza, tenutasi presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari di Montecitorio, il mondo del cinema e le istituzioni italiane hanno reso omaggio a uno dei suoi più grandi e visionari artisti: Dario Argento. Il regista, sceneggiatore e produttore, universalmente riconosciuto come il “Maestro del brivido”, ha ricevuto la Medaglia della Camera dei Deputati, un’onorificenza conferitagli su incarico del Presidente Lorenzo Fontana per il suo inestimabile contributo alla settima arte. Un momento solenne che non solo celebra una carriera leggendaria, ma che ha anche regalato ai suoi innumerevoli ammiratori una promessa tanto attesa: “Continuerò a spaventarvi”.

Visibilmente commosso, l’ottantacinquenne cineasta romano ha accettato il premio ringraziando “il popolo e la Repubblica italiana”, sottolineando come questa onorificenza rappresenti per lui un momento di profonda emozione. Al suo fianco, in un quadro familiare e professionale che ha sempre contraddistinto la sua carriera, le figlie Fiore e Asia Argento, e il fratello Claudio, storico produttore e sceneggiatore di molti dei suoi capolavori. La sala era gremita di collaboratori di una vita, tra cui il maestro degli effetti speciali Sergio Stivaletti e il compositore Claudio Simonetti, le cui note hanno contribuito a creare le atmosfere indimenticabili del cinema argentiano.

Un Nuovo Incubo all’Orizzonte: “I vivi e i morti”

Ma le emozioni non si sono fermate alla celebrazione del passato. Con un sorriso che ha acceso la curiosità dei presenti, Dario Argento ha annunciato di essere al lavoro su un nuovo progetto cinematografico, un film che lui stesso definisce “importante” e “uno dei miei più interessanti”. Basato su un suo soggetto e una sua sceneggiatura, il regista prevede di iniziare le riprese a Roma verso la fine della primavera. Sebbene i dettagli sul cast rimangano avvolti nel mistero, durante l’incontro è emerso un possibile titolo: “I vivi e i morti”. Argento ha tenuto a precisare che non si tratta del progetto precedentemente discusso con l’attrice francese Isabelle Huppert, definita “un’amica bellissima”, lasciando intendere che la priorità attuale è questa nuova pellicola tutta italiana.

Il Riconoscimento Istituzionale a un Innovatore del Cinema

A consegnare il premio è stato Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera, che ha descritto Argento come “l’artista che ha ridisegnato i confini del visibile e dell’inconscio”. Nelle sue parole, un’analisi acuta dello stile unico del Maestro: “Se Hitchcock ha razionalizzato la suspense e Kubrick ha geometrizzato il terrore, Dario Argento ha scelto una strada diversa, più audace e affascinante, quella dell’estetica onirica”. Mollicone ha inoltre evidenziato l’importanza del cinema di genere come “soft power nazionale” e ha ricordato la mozione, approvata dal Parlamento su sua proposta, per la riscoperta e il sostegno a generi come l’horror.

Anche il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, ha voluto omaggiare il regista con un messaggio, definendo il premio non un semplice “atto di cortesia istituzionale, ma il doveroso riconoscimento a un innovatore che ha ridefinito i canoni del grande schermo”.

L’Horror: Un Genere Magico e Globale

Interrogato sul futuro del suo genere d’elezione, Argento ha espresso un grande ottimismo: “Oggi è il momento più importante per fare l’horror, non a caso si fa tantissimo in Oriente, in Sud America, in Spagna. È un momento magico per questo genere”. Una visione che riflette la vitalità di un linguaggio cinematografico capace di attraversare culture e confini, parlando direttamente all’inconscio collettivo. E a chi, tra i giovani aspiranti registi, gli chiedeva un consiglio, ha risposto con umiltà: “Sono l’ultimo che può dare consigli… Penso che l’unico sistema valido possa essere andare a una scuola di cinema, quelle un po’ ti avviano”.

L’Omaggio delle Figlie: “L’Arte di Dario ci ha Contagiati Tutti”

Particolarmente toccante è stato l’intervento di Asia Argento, attrice e regista, che ha condiviso un ricordo intimo e potente del padre: “L’arte di Dario ci ha contagiati tutti con la sua magia e il suo viaggio nel subconscio. Ci ha traumatizzato, colpito e liberato con i suoi incubi e il suo modo di vedere la parte più profonda di tutti noi”. Ha poi aggiunto, sottolineando il lato umano del Maestro: “Sono molto fortunata ad essere stata sua collaboratrice, attrice, e di avere potuto osservarlo dentro e fuori dal set, questo mi ha formato come artista e essere umano”, concludendo con affetto che, nonostante il cinema sia stato il suo grande amore, “anche noi lo siamo”. Un ritratto che svela l’uomo dietro l’icona, un padre capace di trasformare i propri sogni e incubi in arte universale.

Di euterpe

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