In una mossa che potrebbe ridefinire le relazioni tra l’Unione Europea e il Venezuela, l’Alta Rappresentante per gli Affari Esteri, Kaja Kallas, ha dichiarato che proporrà ai Paesi membri la revoca delle sanzioni individuali imposte a Delcy Rodríguez, attuale presidente ad interim del Venezuela. L’annuncio, fatto al termine del Consiglio Esteri a Bruxelles, segnala un’apertura significativa verso le autorità di Caracas e l’avvio di “una discussione più ampia su quale sia il nostro nuovo approccio”, come sottolineato dalla stessa Kallas.
Un Nuovo Approccio Pragmatico
La proposta di Kallas non è un gesto isolato, ma si inserisce in un contesto di rinnovato pragmatismo da parte dell’UE, che cerca di normalizzare rapporti tesi da quasi un decennio. L’obiettivo è stabilire dei “parametri di riferimento”, ovvero delle condizioni chiare che il Venezuela dovrebbe soddisfare per vedere ulteriori passi positivi da parte europea. Questa nuova strategia sembra essere stata influenzata in modo significativo dalla Spagna, che, attraverso il suo Ministro degli Esteri José Manuel Albares, ha spinto per un segnale di apertura. Madrid ha evidenziato i recenti sviluppi positivi a Caracas, come l’approvazione di una legge di amnistia che ha portato alla liberazione di 379 prigionieri politici, come un “segnale” che il paese sta entrando in una “nuova fase”.
Le sanzioni europee, in vigore dal 2017, colpiscono attualmente 69 individui ed entità venezuelane accusate di violazioni dei diritti umani e di aver minato lo stato di diritto. Tra le figure colpite vi è Delcy Rodríguez, all’epoca presidente dell’Assemblea Nazionale Costituente voluta da Nicolás Maduro. Le misure restrittive includono il divieto di viaggio nell’UE e il congelamento dei beni. È importante notare che queste sanzioni erano state prorogate lo scorso anno fino al 10 gennaio 2027.
Le Ragioni Dietro la Svolta
La decisione di proporre la revoca delle sanzioni a Rodríguez, figura chiave dell’attuale amministrazione venezuelana, è motivata da diverse considerazioni. Kallas ha menzionato esplicitamente “le iniziative intraprese dal Venezuela nei confronti dell’Europa, ad esempio il rilascio dei prigionieri politici europei”. Questo approccio a due vie, come descritto dalla diplomatica estone, prevede in primo luogo la rimozione delle misure contro Rodríguez per poi avviare un dialogo più strutturato sulle future relazioni.
Il Ministro spagnolo Albares ha ulteriormente chiarito la logica dietro questa mossa, sottolineando che l’UE solitamente non sanziona i capi di stato o i ministri degli esteri per non chiudere completamente i canali di dialogo. Essendo Rodríguez l’attuale massima autorità di fatto, revocare le sanzioni a suo carico rappresenterebbe “una forma di decirle desde Europa che si sta andando per il buon camino”. L’obiettivo è evitare che l’Europa rimanga ai margini del processo politico in Venezuela, dove gli Stati Uniti mantengono un livello di interlocuzione.
Il Contesto Politico Venezuelano
La situazione in Venezuela rimane complessa. La proposta europea arriva a meno di due mesi dalla cattura dell’ex leader chavista Nicolás Maduro, un evento che ha rimescolato le carte politiche nel paese sudamericano. L’approvazione della legge di amnistia da parte dell’Assemblea Nazionale, che ha visto un voto unanime di governo e opposizione, è stata vista da molti osservatori internazionali come un passo cruciale verso la riconciliazione nazionale. Tuttavia, la strada verso una piena democrazia e il rispetto dei diritti umani è ancora lunga e richiederà un impegno costante da parte di tutte le forze politiche venezuelane.
L’Unione Europea, pur aprendo al dialogo, rimane ferma nel sostenere una transizione pacifica e democratica guidata dai venezuelani. In passato, l’UE ha ripetutamente affermato che Nicolás Maduro non possedeva la legittimità di un presidente democraticamente eletto. Ora, con un nuovo scenario politico, Bruxelles sembra intenzionata a giocare un ruolo più attivo, utilizzando la diplomazia e incentivi mirati per incoraggiare ulteriori riforme.
Le Prospettive Future
La proposta di Kaja Kallas dovrà ora ottenere il consenso unanime dei 27 stati membri dell’UE. Se approvata, potrebbe segnare l’inizio di una nuova era nelle relazioni euro-venezuelane. Sarà fondamentale monitorare i prossimi passi di Caracas in risposta a questa apertura. L’Unione Europea si aspetta progressi concreti, in particolare per quanto riguarda il pieno rispetto dello stato di diritto, la tutela dei diritti umani e la creazione di condizioni per elezioni libere e giuste. La palla, ora, passa al campo del governo venezuelano, chiamato a dimostrare con i fatti la volontà di percorrere la strada del dialogo e della democrazia.
