AOSTA – Una nuova tragedia ha colpito le montagne della Valle d’Aosta, tingendo di lutto una giornata che doveva essere dedicata alla passione per lo scialpinismo. Uno scialpinista, identificato come Stefano Poli, residente in Lombardia, ha perso la vita travolto da una valanga sulle pendici della Becca di Nana, in Val d’Ayas, a una quota di circa 3000 metri. L’uomo era impegnato in un’escursione in solitaria quando è stato sorpreso dalla furia della neve.

L’ALLARME E LE RICERCHE

L’allarme è scattato nel primo pomeriggio di ieri, domenica 22 febbraio, quando la moglie della vittima, preoccupata per il mancato rientro del marito e l’impossibilità di contattarlo telefonicamente, ha allertato i soccorsi. Le operazioni di ricerca sono state immediatamente avviate, coordinate dalla centrale unica del soccorso valdostano. Un sorvolo in elicottero dell’area indicata ha permesso di individuare rapidamente un distacco nevoso di notevoli dimensioni, con un fronte di circa un centinaio di metri, compatibile con l’itinerario che lo scialpinista stava seguendo.

L’INTERVENTO DEI SOCCORRITORI

Sul luogo della tragedia si sono prontamente recati i tecnici del Soccorso Alpino Valdostano (SAV) e i militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF) di Cervinia. Le squadre di soccorso, operando a terra dopo essere state sbarcate dall’elicottero, hanno localizzato il corpo dello sfortunato escursionista sotto la massa di neve. Purtroppo, per Stefano Poli non c’era più nulla da fare. Il medico dell’equipaggio, una volta raggiunto il punto, non ha potuto far altro che constatarne il decesso.

La salma è stata quindi recuperata e trasportata a valle con l’elicottero. Le operazioni di riconoscimento formale sono state affidate alla Guardia di Finanza di Cervinia, che si occuperà anche di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

LA MONTAGNA E I SUOI PERICOLI

Questo drammatico evento si aggiunge a una triste serie di incidenti mortali causati da valanghe in Valle d’Aosta in questo periodo. La Becca di Nana è una meta considerata classica per gli amanti dello scialpinismo, ma come ogni ambiente di alta montagna, nasconde pericoli intrinseci, specialmente in determinate condizioni nivometeorologiche. Le autorità e gli esperti del settore non smettono mai di raccomandare la massima prudenza, la consultazione attenta dei bollettini valanghe e l’utilizzo di attrezzatura adeguata, come ARTVA, pala e sonda, che in alcune circostanze possono fare la differenza tra la vita e la morte.

L’escursione in solitaria, inoltre, aumenta esponenzialmente i rischi, poiché in caso di incidente viene a mancare l’aiuto immediato dei compagni, fondamentale nei primissimi minuti dopo essere stati travolti da una valanga. La comunità degli appassionati di montagna è in lutto per la perdita di un altro dei suoi membri, un evento che serve da tragico promemoria della potenza e dell’imprevedibilità della natura.

Di veritas

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