REGGIO CALABRIA – Un’operazione senza precedenti ha scosso le fondamenta della criminalità organizzata transnazionale, rivelando per la prima volta la presenza di un’articolazione stabile della potente cosca di ‘ndrangheta dei Commisso di Siderno nello Stato di New York. L’inchiesta, battezzata “Risiko”, è stata condotta dal Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) dei Carabinieri e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Reggio Calabria, in stretta collaborazione con il Federal Bureau of Investigation (FBI) statunitense. L’esito è stato l’esecuzione di un provvedimento di fermo nei confronti di sette soggetti, accusati a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e danneggiamento, reati aggravati dal metodo mafioso.
L’ASSE CRIMINALE TRA SIDERNO E ALBANY
Le indagini, protrattesi dal 2019 al 2025, hanno permesso di documentare l’esistenza e la piena operatività del “Locale” di ‘ndrangheta di Siderno, confermando il suo ruolo nevralgico nelle dinamiche criminali a livello internazionale. Se in passato era già nota la presenza della cosca in Canada, questa operazione segna una svolta storica, accertando una sua proiezione stabile anche negli Stati Uniti, in particolare nella città di Albany. Come sottolineato dal generale dei carabinieri Vincenzo Molinese, comandante del Ros centrale, si tratta di un risultato di eccezionale rilievo investigativo.
Al centro della rete criminale scoperta dagli inquirenti ci sono due figure di primo piano:
- Antonio Commisso, 46 anni, considerato l’attuale reggente della cosca. Figlio di Francesco, latitante in Canada, e nipote dell’omonimo patriarca di Siderno deceduto lo scorso anno, avrebbe assunto le redini del clan.
- Frank Albanese, 59 anni, residente negli Stati Uniti e ritenuto il responsabile dei Commisso nel territorio di Albany. Albanese avrebbe agito come un “ponte” informativo e logistico, garantendo un collegamento costante tra la “casa madre” di Siderno e le proiezioni in Nord America, curando i rapporti con altre organizzazioni criminali e offrendo supporto ai latitanti.
I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE “RISIKO”
L’operazione, scattata il 17 febbraio, ha visto l’impiego di ingenti risorse da parte del ROS, con il supporto del Comando Provinciale di Reggio Calabria. Inizialmente, la DDA di Reggio Calabria, guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli e dal coordinatore dell’area jonica Giuseppe Lombardo, ha emesso un provvedimento di fermo d’indiziato di delitto. Successivamente, il Giudice per le indagini preliminari (GIP) del Tribunale di Locri, pur non convalidando il fermo, ha riconosciuto la solidità degli indizi raccolti e ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per tutti e sette gli indagati. Sei di loro sono accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso. Contestualmente, è stato eseguito il sequestro delle quote sociali di un’impresa edile riconducibile a uno degli indagati.
L’inchiesta ha messo in luce l’egemonia del ramo degli “Scelti” della cosca Commisso e ha documentato l’operatività della ‘ndrina di Contrada Mirto, una sotto-articolazione del Locale di Siderno. Le indagini si sono avvalse anche di riprese video di incontri riservati e delle cosiddette “mangiate”, durante le quali venivano prese decisioni strategiche.
IL “SIDERNO GROUP OF ORGANIZED CRIME”: UNA MINACCIA GLOBALE
L’operazione “Risiko” ha fornito ulteriori conferme sull’esistenza del cosiddetto “Siderno Group of Organized Crime”, un’organizzazione criminale su base mafiosa con ramificazioni in Canada, Stati Uniti e Australia, attiva sin dagli anni ’70. Questa struttura, pur godendo di una certa autonomia gestionale, mantiene uno stretto legame di dipendenza organizzativa con la “mamma” calabrese e con l’organo di vertice denominato “Provincia”. Il procuratore Borrelli ha evidenziato come la cosca Commisso non si limiti a operare all’estero, ma detenga un ruolo di vertice nelle dinamiche criminali internazionali.
L’inchiesta ha anche rivelato la capacità della cosca di condizionare profondamente la vita quotidiana e le attività economiche del territorio di Siderno. Dalle intercettazioni è emerso come molti cittadini si rivolgessero ad Antonio Commisso per risolvere problemi di varia natura, di fatto sostituendosi all’autorità dello Stato. In un caso emblematico, un assessore comunale di Siderno, non indagato, si sarebbe rivolto a Commisso per una questione di debiti di gioco del figlio, ottenendo in cambio favori personali.
Questa operazione rappresenta un duro colpo per la ‘ndrangheta e testimonia l’efficacia della cooperazione internazionale tra le forze dell’ordine nel contrasto alle mafie globali. La presidente della commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo, ha definito l’operazione “un risultato storico e di grande rilievo”.
