Un contenzioso da 3,5 milioni di euro. A tanto ammonta la richiesta di risarcimento danni presentata da Fincantieri, attraverso la sua controllata Fincantieri Infrastructure Opere Marittime, nei confronti del Comune di Monfalcone. Al centro della disputa legale c’è il diniego, da parte dell’amministrazione comunale, a concedere una deroga ai limiti di impatto acustico per consentire lavorazioni notturne all’interno del cantiere navale di Panzano. Una vicenda complessa che intreccia esigenze industriali, tutela della quiete pubblica e cavilli burocratici, e che vedrà un nuovo capitolo con l’udienza fissata per martedì prossimo, quando il TAR si pronuncerà sulla richiesta di sospensiva avanzata dall’azienda.

La genesi dello scontro: la necessità delle lavorazioni notturne

La richiesta di Fincantieri di poter operare anche durante le ore notturne, specificatamente dalle 22:00 alle 6:00 per un periodo di oltre tre mesi, non è un capriccio, ma una necessità legata a impegni contrattuali già siglati. Le lavorazioni in questione sono propedeutiche all’installazione di nuove e imponenti gru a cavalletto, indispensabili per la costruzione delle future maxi navi da crociera, unità che vedranno un significativo aumento di stazza, passando dalle attuali 175.000 a 226.000 tonnellate. Queste gru, due colossi “Goliath” da 800 tonnellate ciascuna in costruzione a Chioggia, rappresentano un tassello fondamentale per l’evoluzione produttiva dello stabilimento di Monfalcone, uno dei principali poli della cantieristica navale a livello europeo. Ogni ritardo nell’allestimento di queste infrastrutture rischia di avere ripercussioni a cascata sull’intera filiera produttiva, con penali che, secondo alcune stime, potrebbero raggiungere i 345.000 euro al giorno.

Un iter burocratico travagliato

Il braccio di ferro tra Fincantieri e il Comune di Monfalcone ha avuto un percorso tortuoso. In un primo momento, il diniego alla deroga era stato firmato direttamente dal sindaco, il leghista Luca Fasan. Fincantieri aveva prontamente impugnato l’atto, sostenendo un vizio di forma: a firmare un provvedimento di tale natura avrebbe dovuto essere un dirigente tecnico e non il primo cittadino. Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) aveva dato ragione all’azienda, annullando il provvedimento sindacale.

Tuttavia, la vittoria di Fincantieri è stata di breve durata. Poche ore dopo la sentenza del TAR, il Comune ha emesso un nuovo provvedimento di diniego, identico nel contenuto al precedente, ma questa volta firmato da un dirigente tecnico, sanando così il vizio di forma. È contro quest’ultimo atto che Fincantieri ha presentato un nuovo ricorso, chiedendone la sospensiva e, contestualmente, avanzando la richiesta di risarcimento danni per l’impossibilità di operare di notte all’interno delle proprie aree.

Le ragioni contrapposte

Le posizioni delle due parti sono nette e apparentemente inconciliabili.

  • Fincantieri: il colosso della navalmeccanica sostiene di aver subito un danno economico diretto a causa del fermo notturno, che impedisce il rispetto del cronoprogramma per commesse già acquisite. L’azienda sottolinea inoltre gli ingenti investimenti effettuati negli ultimi anni per il potenziamento del cantiere di Panzano, pari a 23 milioni di euro, che hanno riguardato non solo le infrastrutture produttive ma anche opere a beneficio della comunità locale.
  • Comune di Monfalcone: l’amministrazione guidata da Luca Fasan si è costituita in giudizio contro Fincantieri, reputando l’impatto acustico delle lavorazioni notturne, protratte per oltre tre mesi, eccessivamente gravoso per la cittadinanza. Secondo il Comune, esisterebbero modalità alternative per effettuare i lavori, seppur più onerose per l’azienda. La tutela della salute e della quiete pubblica viene quindi posta come priorità.

Un contesto più ampio: il ruolo strategico di Monfalcone

La querelle locale si inserisce in un quadro di rilevanza nazionale. Recentemente, il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Sandra Savino, ha incontrato l’amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, per discutere delle prospettive industriali del gruppo, con un focus specifico sullo stabilimento di Monfalcone. Durante l’incontro è stato ribadito il ruolo strategico del cantiere, considerato un asset centrale per l’economia del Friuli Venezia Giulia e per l’intero sistema Paese. Lo stabilimento di Monfalcone contribuisce in modo significativo all’export regionale e garantisce un’importante tenuta occupazionale, con una filiera che coinvolge centinaia di imprese dell’indotto e oltre 270 nuove assunzioni dirette.

La vicenda, dunque, solleva interrogativi complessi sul delicato equilibrio tra sviluppo industriale, creazione di posti di lavoro e tutela dell’ambiente e della qualità della vita dei cittadini. La decisione del TAR di martedì prossimo sarà un passaggio cruciale, ma la sensazione è che la partita tra Fincantieri e il Comune di Monfalcone sia destinata a durare a lungo, con implicazioni che vanno ben oltre i confini della città isontina.

Di veritas

🔍 Il vostro algoritmo per la verità, 👁️ oltre le apparenze, 💖 nel cuore dell’informazione 📰

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *