Il vulcano Stromboli, uno dei più attivi al mondo, ha manifestato una nuova fase di attività effusiva. A partire dalle prime ore di oggi, 23 febbraio, come riportato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) – Osservatorio Etneo, si è osservata una tracimazione lavica proveniente dall’area craterica Nord. Questo fenomeno ha dato origine a un flusso di lava di modesta entità, il cui fronte si sta lentamente muovendo nella parte alta della Sciara del Fuoco, il ripido pendio che caratterizza il versante nord-occidentale del vulcano e che funge da naturale via di scorrimento per il materiale eruttato.

Dettagli dell’Attività Vulcanica in Corso

Secondo le analisi delle immagini catturate dalle telecamere di sorveglianza dell’INGV, l’attività effusiva è iniziata intorno alla mezzanotte. La tracimazione si verifica quando il magma, dopo essersi accumulato all’interno del cratere, ne supera il bordo e si riversa all’esterno. Questo evento segue un’altra fase effusiva registrata il 20 febbraio, originata dalla bocca N2, che si era poi conclusa il 22 febbraio. L’attuale flusso lavico, sebbene descritto come “modesto e lento”, rappresenta un’evoluzione dell’attività del vulcano che richiede un’attenzione costante da parte degli esperti.

In parallelo all’attività effusiva, prosegue l’ordinaria attività esplosiva di tipo stromboliano in entrambe le aree crateriche, Nord e Centro-Sud. La frequenza e l’intensità di queste esplosioni, che sono una caratteristica distintiva e persistente dello Stromboli, si mantengono a un regime variabile ma rientrano, per il momento, nei parametri della normale attività del vulcano.

Analisi dei Dati Sismici e Geofisici

Dal punto di vista sismico, l’ampiezza media del tremore vulcanico, un indicatore chiave dell’energia del processo eruttivo, si attesta attualmente all’interno della fascia dei valori medi. Nei giorni precedenti, in concomitanza con l’attività del 20 febbraio, questo valore aveva raggiunto la fascia dei valori alti. L’INGV ha precisato che, al momento, non si registrano variazioni significative né nel tasso di occorrenza né nell’ampiezza delle esplosioni registrate come “explosion-quakes”.

Anche i segnali provenienti dalle reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo, che misurano eventuali rigonfiamenti o abbassamenti dell’edificio vulcanico, non mostrano al momento variazioni di rilievo. Questi dati, nel loro insieme, suggeriscono che, pur in presenza di una fenomenologia evidente, la situazione rimane per ora confinata a una dinamica eruttiva considerata tipica per lo Stromboli.

Contesto e Monitoraggio Continuo

Lo Stromboli è un vulcano caratterizzato da un’attività persistente, con piccole eruzioni che si susseguono a intervalli di tempo che possono variare da pochi minuti a qualche ora. Tuttavia, non sono rari eventi di maggiore intensità. L’attuale livello di allerta per il vulcano, dichiarato dal Dipartimento della Protezione Civile, è GIALLO, che indica la necessità di un monitoraggio scientifico continuo e di un’attenta sorveglianza. Questo livello di allerta è stato stabilito sulla base delle valutazioni di pericolosità fornite dall’INGV e dagli altri centri di competenza.

L’accesso alle quote sommitali del vulcano è attualmente interdetto, come stabilito da un’ordinanza del Sindaco di Lipari, per garantire la sicurezza di residenti e turisti. La comunità scientifica, attraverso le sezioni dell’INGV di Catania, Napoli e Palermo e in collaborazione con diverse università, continua a pubblicare bollettini settimanali e comunicati tempestivi per informare le autorità e la popolazione sull’evoluzione dello stato di attività del vulcano.

Recentemente, il risveglio dell’attività vulcanica ha riacceso le preoccupazioni degli isolani riguardo alla funzionalità delle infrastrutture portuali di Scari e Ginostra, ritenute vitali per un’eventuale evacuazione in caso di emergenza. Sono in corso discussioni e sopralluoghi per il ripristino e la messa in sicurezza di queste strutture cruciali.

Di veritas

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