SIBARI (Cosenza) – Non c’è tregua per la piana di Sibari. A distanza di soli otto giorni dalla prima, violenta esondazione, il fiume Crati è tornato a far paura, rompendo nuovamente gli argini e invadendo per la seconda volta il complesso turistico dei Laghi di Sibari, nel territorio di Cassano allo Ionio. L’evento si è verificato proprio nel giorno del sopralluogo del Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, giunto in Calabria per fare il punto sulla già critica situazione.
Una nuova ondata di piena vanifica i lavori
Due distinte onde di piena, verificatesi nel primo pomeriggio di oggi, hanno causato il cedimento di un tratto di argine che era in fase di ripristino dopo i danni della scorsa settimana. Le acque del fiume si sono precipitate all’interno del centro nautico, vanificando gran parte del lavoro svolto nei giorni scorsi da Vigili del Fuoco, volontari e operatori del consorzio di bonifica. “Il risultato è stato che parte dei lavori svolti in questi giorni sono vanificati e al momento l’acqua è alta circa 30, 40 centimetri“, ha dichiarato a caldo il sindaco di Cassano allo Ionio, Gianpaolo Iacobini, in un video messaggio diffuso sui social. Un colpo durissimo per una comunità che stava faticosamente tentando di rialzarsi e ripulire strade e abitazioni dal fango.
La reazione delle istituzioni e la mobilitazione dei soccorsi
La notizia della nuova esondazione è arrivata a poche ore dal vertice operativo presieduto da Fabio Ciciliano, a cui hanno partecipato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, il direttore della Protezione Civile regionale, Domenico Costarella, e i sindaci dei comuni più colpiti, tra cui Cassano allo Ionio e Corigliano-Rossano. Durante l’incontro, Ciciliano aveva definito la situazione “particolarmente complicata“, pur riconoscendo l’efficacia del sistema di Protezione Civile regionale che ha evitato vittime e feriti. “È il segnale che il sistema di prevenzione e previsione ha funzionato”, aveva sottolineato.
Nonostante lo scoramento per il nuovo cedimento, il sindaco Iacobini ha mostrato grande determinazione: “Ci sarebbe da scoraggiarsi, ma noi non ci arrendiamo. Andremo avanti fino a quando Laghi di Sibari torneranno a essere quello che erano“. Per la giornata di domani è già stato convocato un nuovo incontro con Protezione Civile, Vigili del Fuoco e forze dell’ordine per pianificare i prossimi passi. L’obiettivo primario resta quello di mettere in sicurezza l’area e consentire un rapido ritorno alla normalità.
Una corsa contro il tempo e la solidarietà
La buona notizia, come sottolineato dal primo cittadino, è che il fiume sembra aver raggiunto il suo picco di piena e ha iniziato una lenta ritirata verso gli argini. Questo permetterà di riprendere i lavori per riparare questo nuovo, terzo punto di cedimento in pochi giorni. Accanto alle istituzioni, è imponente la macchina della solidarietà. Squadre di volontari della Protezione Civile, operatori di Calabria Verde, del consorzio di bonifica e “tanti giovani che stanno arrivando da ogni angolo della Calabria” sono al lavoro per dare una mano. Una testimonianza di grande coesione di fronte a un’emergenza che ha messo in ginocchio un’intera area, colpendo non solo le abitazioni ma anche il tessuto agricolo e turistico.
Un territorio fragile: la richiesta di interventi strutturali
Questa ennesima esondazione riaccende i riflettori sulla fragilità idrogeologica della piana di Sibari e sulla necessità di interventi strutturali a lungo termine per la messa in sicurezza del fiume Crati. Già dopo la prima alluvione, l’amministrazione comunale di Cassano aveva richiesto la dichiarazione dello stato di emergenza. Ora, di fronte al ripetersi degli eventi, la richiesta di un piano speciale per il Crati e di ristori certi per cittadini e imprese si fa ancora più urgente. Come evidenziato da più parti, l’emergenza non è solo frutto di una calamità naturale, ma anche di “anni di disattenzione verso la fragilità strutturale del nostro territorio“. La sfida ora è duplice: superare l’emergenza immediata e avviare una seria programmazione per evitare che disastri simili possano ripetersi in futuro.
