LISBONA – Una nuova, vergognosa pagina di razzismo macchia il mondo del calcio. Durante l’accesissima sfida di andata dei playoff di Champions League tra Benfica e Real Madrid, disputatasi allo Stadio da Luz, l’attaccante brasiliano dei Blancos, Vinicius Junior, è stato vittima di un presunto insulto razzista da parte di un avversario. Un episodio che ha scatenato l’immediata reazione del mondo sportivo e istituzionale, a partire dal presidente della FIFA, Gianni Infantino.
LA CONDANNA DI INFANTINO: “NON C’È SPAZIO PER IL RAZZISMO”
Attraverso i suoi canali social, il numero uno del calcio mondiale ha espresso profondo sdegno per l’accaduto: “Sono rimasto scioccato e rattristato nel vedere l’episodio di presunto razzismo nei confronti di Vinicius Junior. Non c’è assolutamente spazio per il razzismo nel nostro sport e nella società: abbiamo bisogno che tutte le parti interessate prendano provvedimenti e chiedano conto ai responsabili”.
Infantino ha poi elogiato la prontezza dell’arbitro francese, François Letexier, per aver applicato il protocollo antirazzismo: “Mi congratulo con l’arbitro per aver attivato il protocollo, utilizzando il gesto del braccio per interrompere la partita e affrontare la situazione”. Il presidente della FIFA ha ribadito l’impegno della sua organizzazione nella lotta contro ogni forma di discriminazione, menzionando iniziative come il Global Stand Against Racism e il Players’ Voice Panel, volti a proteggere giocatori, dirigenti e tifosi.
LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI: COSA È SUCCESSO AL DA LUZ
L’episodio incriminato si è verificato al 50′ minuto del secondo tempo, subito dopo la splendida rete che ha portato in vantaggio il Real Madrid, siglata proprio da Vinicius Junior. Dopo un’esultanza considerata provocatoria dai tifosi di casa, l’attaccante brasiliano è stato avvicinato dal giocatore del Benfica, l’argentino Gianluca Prestianni. Quest’ultimo, coprendosi la bocca con la maglia, avrebbe rivolto a Vinicius un insulto a sfondo razziale. Secondo diverse ricostruzioni, la parola pronunciata sarebbe stata “mono”, ovvero “scimmia” in spagnolo.
La reazione di Vinicius è stata immediata: si è diretto verso l’arbitro Letexier per denunciare l’accaduto. Il direttore di gara, seguendo le nuove direttive, ha incrociato le braccia a formare una “X”, il segnale universale per indicare un’interruzione dovuta a razzismo, e ha sospeso la partita per circa dieci minuti. Si tratta della prima volta che questo specifico gesto viene utilizzato in una partita di Champions League. Durante l’interruzione, gli animi in campo si sono surriscaldati, con diversi giocatori coinvolti in accese discussioni.
L’INCHIESTA DELLA UEFA E LE POSIZIONI DEI CLUB
A seguito del rapporto dell’arbitro, la UEFA ha ufficialmente aperto un’indagine sull’accaduto. “Un ispettore etico e disciplinare della UEFA è stato nominato per indagare sulle accuse di comportamento discriminatorio”, si legge nel comunicato del massimo organo calcistico europeo. Il Benfica, dal canto suo, ha risposto con un comunicato in cui si dichiara pronto a collaborare con “totale spirito di trasparenza” all’indagine, ribadendo il proprio “fermo impegno nella difesa dei valori di uguaglianza, rispetto e inclusione”. Il club portoghese ha anche pubblicato un video sui social media sostenendo che, data la distanza, fosse impossibile per gli altri giocatori del Real Madrid udire le presunte offese.
Prestianni ha negato le accuse attraverso una storia su Instagram, affermando che Vinicius “ha interpretato male ciò che crede di avere ascoltato” e di non essere mai stato razzista. Una versione, però, che si scontra con le testimonianze di alcuni giocatori del Real Madrid, tra cui Kylian Mbappé, che avrebbe riferito di aver sentito l’insulto ripetuto per ben cinque volte.
VINICIUS JUNIOR: UN TRISTE E LUNGO PRECEDENTE
Purtroppo, non è la prima volta che Vinicius Junior si trova ad essere bersaglio di insulti razzisti. L’attaccante brasiliano è stato vittima di numerosi episodi simili da quando è arrivato in Spagna, sia da parte di tifosi avversari che, come in questo caso, da altri giocatori. Questi continui attacchi hanno portato a denunce, indagini e, in alcuni casi, a condanne per i responsabili. Lo stesso giocatore ha più volte denunciato pubblicamente la situazione, diventando un simbolo della lotta al razzismo nel calcio.
“I razzisti sono, prima di tutto, dei codardi. Devono coprirsi la bocca con la maglia per mostrare quanto sono deboli”, ha scritto Vinicius sui social dopo l’episodio di Lisbona, sottolineando come questi eventi non siano una novità né per lui né per la sua squadra.
L’ennesimo caso di razzismo che vede coinvolto Vinicius riapre una ferita mai sanata nel mondo del calcio e solleva interrogativi sull’efficacia degli strumenti attualmente in uso per combattere questa piaga. La ferma presa di posizione di Infantino e l’apertura dell’inchiesta UEFA sono passi necessari, ma la strada per estirpare definitivamente la discriminazione dagli stadi appare ancora lunga e tortuosa.
