ROMA – La Procura della Repubblica di Roma ha ufficialmente aperto un fascicolo d’inchiesta con le pesanti ipotesi di reato di associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti. La decisione è seguita alla ricezione di una prima informativa dettagliata da parte della Digos e della Polizia Ferroviaria in merito ai gravi episodi di sabotaggio registrati sabato 14 febbraio sulle linee ferroviarie dell’Alta Velocità. Nel mirino degli inquirenti, coordinati dal procuratore capo Francesco Lo Voi, sono finiti gli atti dolosi che hanno interessato due delle arterie ferroviarie più importanti d’Italia: la tratta Roma-Napoli, tra le località di Salone e Labico, e la Roma-Firenze, nel tratto urbano vicino a via Salaria e tra Tiburtina e Settebagni.
La dinamica dei sabotaggi: azioni mirate e danni ingenti
I sabotaggi sono stati messi a segno poco prima dell’alba di sabato, in punti nevralgici della rete. Gli autori, che secondo gli investigatori hanno dimostrato “mani esperte” e una notevole conoscenza del sistema ferroviario, hanno agito manomettendo pozzetti tecnici e dando fuoco a cavi essenziali per la gestione della circolazione e la sicurezza dei convogli. In particolare, sulla linea Roma-Napoli sono stati danneggiati i cunicoli contenenti i cavi, mentre sulla Roma-Firenze, all’altezza di via di Villa Spada, è stato appiccato il fuoco all’interno di un pozzetto. Un terzo episodio, segnalato tra Capena e Gallese, è ancora in fase di accertamento, ma le prime verifiche sembrano orientate verso un guasto tecnico.
Le conseguenze sulla circolazione sono state immediate e pesantissime. Migliaia di passeggeri hanno subito ritardi che hanno raggiunto e superato i 150 minuti, con treni cancellati, limitati nel percorso o deviati sulle linee convenzionali, con un inevitabile allungamento dei tempi di percorrenza. I disagi si sono propagati a cascata su tutta la rete nazionale, con picchi di ritardo registrati anche nelle stazioni di Milano e Bologna.
La pista anarchica e i collegamenti con episodi precedenti
Sebbene al momento non sia pervenuta alcuna rivendicazione ufficiale per i fatti di Roma, l’ipotesi investigativa che sta prendendo sempre più piede è quella legata alla pista anarchico-insurrezionalista. Gli inquirenti non escludono un collegamento diretto con gli episodi di sabotaggio avvenuti solo una settimana prima, il 7 febbraio, in concomitanza con l’avvio delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina. In quell’occasione, erano state colpite le linee ferroviarie a Castel Maggiore (Bologna) e a Pesaro. A Bologna, in particolare, era stato ritrovato un ordigno incendiario rudimentale rimasto intatto. L’azione di Pesaro era stata successivamente rivendicata su un blog di area anarchica.
La Dda di Milano ha inoltre aperto un’inchiesta per terrorismo su un altro sabotaggio avvenuto tra il 10 e l’11 febbraio sulla linea Lecco-Tirano, tratta strategica per le sedi olimpiche. La Procura di Bologna, per i fatti di sua competenza, procede anch’essa per terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti. La modalità operativa, che denota una pianificazione mirata a causare il massimo disagio possibile, e la scelta di obiettivi strategici rafforzano il sospetto di un’unica regia dietro questa escalation di attacchi.
La risposta delle istituzioni: vertice al Viminale e nuove misure di sicurezza
La gravità della situazione ha innescato una pronta reazione da parte delle istituzioni. Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha convocato d’urgenza un Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, al quale hanno partecipato i vertici delle forze di polizia, dell’intelligence e del gruppo Ferrovie dello Stato. Dal vertice è emersa la volontà di innalzare significativamente il livello di attenzione e di adottare contromisure tecnologiche avanzate. Tra le misure annunciate figurano:
- L’impiego di droni per il presidio delle aree più sensibili e remote della rete ferroviaria.
- Il rafforzamento dei sistemi di videosorveglianza, anche con l’ausilio di software di Intelligenza Artificiale per l’analisi predittiva.
- L’incremento delle pattuglie congiunte tra FS Security e forze dell’ordine lungo i binari.
- Il potenziamento del programma “Stazioni Sicure” nei principali scali ferroviari.
Il Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha definito gli episodi “odiosi atti criminali”, assicurando un’azione decisa per individuare i responsabili e annunciando che il Ministero si costituirà parte civile per chiedere il risarcimento dei danni milionari. Anche le associazioni dei consumatori, come Assoutenti e Codacons, hanno condannato duramente gli attacchi, sottolineando gli enormi disagi per i viaggiatori e annunciando possibili azioni legali per i rimborsi.
