NISCEMI (Caltanissetta) – In un’operazione che unisce alta tecnologia, coraggio e un profondo valore simbolico, è stata recuperata la Croce di Niscemi, crollata a seguito del vasto movimento franoso che ha ferito il cuore della cittadina siciliana. L’intervento, complesso e delicato, è stato condotto in sinergia dalle squadre speciali del Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza (Nocs) della Polizia di Stato e dai Vigili del Fuoco, su forte impulso del Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. La notizia, comunicata ufficialmente dalla Protezione Civile, ha riacceso un lume di speranza in una comunità duramente provata.
Un Simbolo di Resilienza Crollato nella Frana
La Croce, per anni sentinella silenziosa sul ciglio del costone nel quartiere “Sante Croci”, era molto più di un semplice manufatto religioso. Era diventata l’emblema della resilienza di Niscemi, un punto di riferimento visivo e spirituale eretto per ricordare la Chiesa delle Sante Croci, anch’essa travolta e distrutta da una precedente, drammatica frana nel 1997. Il suo crollo, avvenuto lo scorso 9 febbraio dopo essere rimasta in bilico per giorni, aveva inferto un colpo profondo al morale dei cittadini, già scossi dall’emergenza che ha costretto centinaia di persone a lasciare le proprie case. Il sindaco, Massimiliano Conti, aveva espresso il dolore della comunità, parlando di un “cuore già triste, reso ancora più pesante”.
Il dissesto idrogeologico che affligge Niscemi è un problema annoso, legato alla particolare conformazione del terreno, composto da strati di argilla e sabbia. L’evento recente, innescato dalle intense piogge portate dal ciclone “Harry”, ha creato un fronte franoso di dimensioni impressionanti, che ha inghiottito strade, abitazioni e ricordi.
L’Intervento Specialistico di Nocs e Vigili del Fuoco
Il recupero della Croce non è stata un’operazione ordinaria. Si è svolta in un’area classificata “zona 0-30”, considerata estremamente instabile e ad altissimo rischio per l’incolumità degli operatori. Per superare le insidie di un terreno impervio e franoso, è stata impiegata una tecnologia d’avanguardia: un drone terrestre in dotazione al Nocs.
Questo robot specializzato, guidato a distanza, ha permesso di raggiungere il punto in cui giaceva la Croce, frammentata in più parti, senza esporre il personale a pericoli. L’intervento ha messo in luce una capacità meno nota del Nocs, un reparto d’élite solitamente associato a operazioni antiterrorismo, ma le cui competenze e dotazioni tecnologiche si rivelano preziose anche in scenari di protezione civile e soccorso pubblico. Una volta messa in sicurezza dal robot, la Croce è stata trasportata in un’area sicura dal personale dei Vigili del Fuoco e della Polizia di Stato, che hanno operato con grande perizia nonostante le difficoltà logistiche.
“L’operazione dimostra l’efficacia della collaborazione tra diverse componenti dello Stato in situazioni di emergenza complessa”, ha sottolineato un portavoce della Protezione Civile.
Oltre il Recupero: un Segnale per il Futuro
L’impegno per il recupero era stato preso direttamente dal Capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, durante una sua visita in città, con l’intento di “continuare a dare speranza ai cittadini” anche attraverso gesti dal forte valore simbolico. La promessa è stata mantenuta. La Croce, sebbene danneggiata, verrà ora restaurata. Il sindaco Massimiliano Conti, ricevendo il manufatto al termine delle operazioni, ha espresso profonda gratitudine: “Ringrazio il Capo della Protezione Civile, la Polizia di Stato e i Vigili del Fuoco. Andiamo avanti, forza, non molliamo”.
Il recupero non si è limitato al solo simbolo religioso. Lo stesso drone terrestre è stato impiegato per entrare in un’abitazione evacuata e recuperare alcuni effetti personali, come foto e libri, riconsegnandoli al legittimo proprietario che, a distanza di sicurezza, ha potuto indicare agli operatori quali oggetti prelevare. Un gesto di umanità che, in mezzo alla devastazione, restituisce un frammento di normalità e di vita passata.
Ora, per Niscemi, inizia la lunga e difficile strada della ricostruzione. Mentre le istituzioni, inclusa la Regione Siciliana che ha già reso disponibili i primi alloggi per gli sfollati, lavorano per gestire l’emergenza e pianificare il futuro, il recupero della Croce diventa un faro. Un monito sulla fragilità del nostro territorio, ma anche una potente testimonianza della forza di una comunità che, come la sua Croce, è caduta ma è pronta a essere ricomposta e a rialzarsi.
