GENOVA – Una vittoria che sa di impresa, di carattere, di cuore. Un successo che pesa come un macigno nella corsa ai vertici della classifica. Il Napoli di Antonio Conte esce dal Luigi Ferraris con tre punti d’oro, al termine di una partita folle, vinta 3-2 contro un ottimo Genoa, decisa solo al quinto minuto di recupero da un calcio di rigore di Rasmus Hojlund. Una vittoria ancora più significativa perché arrivata in inferiorità numerica, dopo l’espulsione per doppia ammonizione di Juan Jesus al 76′.
Pronti, via e il Genoa è già in vantaggio
La sfida si infiamma sin dalle primissime battute. Non sono passati nemmeno 30 secondi che un clamoroso errore in fase di disimpegno di Alessandro Buongiorno spalanca la porta a Vitinha. L’attaccante portoghese si invola verso Meret che, nel tentativo di rimediare, lo atterra in area. L’arbitro Massa, inizialmente incerto, viene richiamato dal VAR (Di Bello e Fabbri) e, dopo l’on-field review, concede il calcio di rigore ai padroni di casa. Dal dischetto si presenta Ruslan Malinovskyi che con freddezza spiazza il portiere azzurro, portando il Genoa in vantaggio dopo appena 3 minuti.
La reazione rabbiosa del Napoli: McTominay e Hojlund ribaltano tutto
Il gol a freddo scuote il Napoli, che non si scompone e inizia a macinare gioco con personalità. La reazione è veemente e si concretizza in due minuti da urlo. Al 20′, Stanislav Lobotka inventa una verticalizzazione per Scott McTominay. Lo scozzese, da posizione defilata sulla destra, lascia partire un diagonale potente che Bijlow respinge a fatica. Sulla ribattuta, il più lesto di tutti è Rasmus Hojlund, che da vero rapace d’area insacca per il gol del pareggio. Neanche il tempo di rimettere la palla al centro che il Napoli completa la rimonta. È ancora McTominay, vero trascinatore, a rendersi protagonista con una conclusione fulminante dalla lunga distanza che sorprende l’estremo difensore genoano e si infila in rete per l’1-2. Una doppietta di colpi che stordisce il Genoa e infiamma la panchina di Conte.
Tuttavia, proprio nel suo momento migliore, il Napoli deve fare i conti con un problema fisico per il suo centrocampista scozzese, costretto a lasciare il campo durante l’intervallo per un problema al flessore.
Secondo tempo di sofferenza: errore di Buongiorno e rosso a Juan Jesus
Nella ripresa, il Genoa rientra in campo con un piglio diverso, deciso a riacciuffare il risultato. La pressione rossoblù porta i suoi frutti al 57′, quando un’altra ingenuità di Buongiorno regala palla a Lorenzo Colombo. L’attaccante, ex Milan, si invola verso la porta di Meret e con un preciso diagonale firma il gol del 2-2, riaprendo completamente i giochi.
La situazione per il Napoli si complica ulteriormente al 76′. Juan Jesus, già ammonito, commette un’ingenuità trattenendo vistosamente Ekuban lanciato in contropiede. Per l’arbitro Massa non ci sono dubbi: secondo cartellino giallo ed espulsione. L’inferiorità numerica costringe Conte a ridisegnare la squadra, che si trova a dover soffrire l’assalto finale di un Genoa galvanizzato.
Il finale al cardiopalma: il VAR e la freddezza di Hojlund
Quando il pareggio sembra ormai scritto, arriva l’episodio che decide la partita. In pieno recupero, il giovane Antonio Vergara, subentrato nel finale, si incunea in area di rigore e viene atterrato da un intervento di Cornet. L’arbitro lascia correre, ma viene nuovamente richiamato dal VAR. Dopo aver rivisto l’azione al monitor, Massa torna sui suoi passi e assegna il calcio di rigore al Napoli. Sul dischetto si presenta Rasmus Hojlund. La tensione è palpabile, ma l’attaccante danese non trema: il suo tiro, seppur toccato da Bijlow, si insacca in rete, scatenando la gioia incontenibile dei giocatori e della panchina partenopea. È il gol del 3-2, che arriva al 95′ e consegna al Napoli una vittoria epica, fondamentale per il morale e per la classifica, che vede gli azzurri consolidare il terzo posto.
Una serata da incubo per Alessandro Buongiorno, protagonista in negativo con due errori costati altrettanti gol, ma cancellata dalla grinta di una squadra che, anche nelle difficoltà, ha dimostrato di non mollare mai, incarnando alla perfezione lo spirito del suo allenatore, Antonio Conte.
