Milano, 3 febbraio 2026 – Una giornata a due velocità per la Borsa di Milano, che dopo un’apertura incerta è riuscita a trovare la via del rialzo nel finale, chiudendo la seduta con un lieve progresso. L’indice principale, il Ftse Mib, ha terminato le contrattazioni a 45.571 punti, registrando un incremento dello 0,1%. A trainare il listino sono stati i titoli del comparto assicurativo, galvanizzati da uno studio positivo pubblicato dagli analisti di UBS, mentre a frenare gli entusiasmi hanno contribuito le vendite sui titoli tecnologici e petroliferi, in una giornata segnata anche dal crollo verticale di BFF Bank.
Assicurativi in rally sull’onda del report di UBS
Protagonisti indiscussi della giornata sono stati i titoli assicurativi. Unipol ha messo a segno un rialzo del 2,3%, seguita a ruota da Assicurazioni Generali, che ha guadagnato il 2,2%. L’ondata di acquisti è scattata in seguito alla diffusione di un report da parte degli analisti della banca d’affari svizzera UBS, che ha promosso il settore assicurativo europeo. Lo studio ha evidenziato la solidità patrimoniale e le prospettive di redditività del comparto, rassicurando gli investitori e innescando un movimento rialzista che ha contagiato le principali piazze finanziarie del continente.
Tecnologia e petrolio sotto pressione: vendite su STM, Eni e Saipem
Di tutt’altro umore il settore tecnologico, che ha risentito dei timori per un possibile rallentamento degli investimenti a livello globale nel campo dell’intelligenza artificiale. A farne le spese è stata soprattutto STM (STMicroelectronics), che ha ceduto il 2,75%, in linea con l’andamento negativo del comparto hi-tech in tutta Europa. Gli investitori temono che, dopo una fase di forte espansione, il settore possa entrare in un periodo di consolidamento, con una conseguente contrazione degli ordinativi per i produttori di semiconduttori.
Giornata difficile anche per i titoli legati al settore energetico, penalizzati dalla debolezza del prezzo del petrolio. Il calo del greggio ha trascinato al ribasso Tenaris (-1,57%), Saipem (-1,25%) ed Eni (-1,1%). In rosso anche Prysmian, che ha perso il 2,1%. Le quotazioni del petrolio in discesa, infatti, riducono i margini di profitto attesi per le compagnie del settore oil & gas, inducendo gli operatori a liquidare le posizioni.
Banche in ordine sparso dopo i conti di Intesa Sanpaolo
Il comparto bancario ha mostrato un andamento contrastato. Intesa Sanpaolo, dopo la diffusione dei risultati trimestrali, ha limitato le perdite, chiudendo con un calo dello 0,6%. In territorio negativo anche Banco Bpm (-0,4%). Hanno invece imboccato la via dei rialzi Mps (Monte dei Paschi di Siena), che ha guadagnato l’1,7%, Bper Banca (+1,2%) e Mediobanca (+0,7%). Poco mossa, infine, Unicredit, che ha registrato un modesto +0,35%.
Il crollo di BFF Bank
La notizia più eclatante della giornata riguarda però un titolo a minor capitalizzazione. BFF Bank ha subito un vero e proprio tracollo, arrivando a perdere il 44,7% del suo valore. A scatenare il panico tra gli investitori sono state la revisione al ribasso delle stime sugli utili e il contemporaneo annuncio di un cambio al vertice, con le dimissioni dell’amministratore delegato. Questa combinazione di fattori ha generato forte incertezza sul futuro della banca, provocando un’ondata di vendite massiccia.
Spread e rendimenti in rialzo
Sul fronte del mercato obbligazionario, si registra un aumento della tensione. Il differenziale di rendimento tra i BTP decennali italiani e i Bund tedeschi, noto come spread, è salito a 63 punti base. Il rendimento annuo del titolo di stato italiano è cresciuto di 2 punti, attestandosi al 3,48%. In aumento anche i rendimenti degli altri titoli di stato europei: quello tedesco è salito di 0,3 punti al 2,84% e quello francese di 1,6 punti al 3,44%.

