Milano – Le imprese familiari italiane si confermano ancora una volta la spina dorsale dell’economia nazionale, dimostrando una resilienza strutturale superiore in un contesto macroeconomico globale incerto e complesso. È quanto emerge con chiarezza dal XVII rapporto dell’Osservatorio AUB, promosso da Aidaf (Associazione Italiana delle Aziende Familiari), UniCredit e dalla cattedra Aidaf-Ey di Strategia delle Aziende Familiari dell’Università Bocconi. Presentato a Palazzo Mezzanotte a Milano, lo studio fotografa un tessuto imprenditoriale solido che, pur registrando una fisiologica normalizzazione della crescita, guarda al futuro con una propensione all’investimento superiore alla media e affronta con sempre maggiore consapevolezza la sfida cruciale della successione.
Dati Economici: Oltre la Normalizzazione, una Solidità Confermata
Dopo l’eccezionale rimbalzo post-pandemico, i dati del 2024 mostrano una lieve flessione dei ricavi per le imprese a controllo familiare, attestatasi a -1,2%. Un dato che, come sottolinea il rapporto, è perfettamente in linea con il rallentamento generale del ciclo economico e non intacca il quadro di fondo. Anzi, l’analisi su un periodo più lungo conferma un “vantaggio strutturale rispetto alle aziende non familiari, sia in termini di crescita cumulata, sia di redditività”. L’Osservatorio, che monitora un campione di 23.578 aziende italiane con fatturato superiore ai 20 milioni di euro (di cui il 66% a controllo familiare), evidenzia infatti una salute finanziaria robusta.
A testimoniarlo sono soprattutto due fattori chiave:
- Investimenti Sostenuti: Nel 2024, le immobilizzazioni delle imprese familiari sono cresciute del 9,2%, un segnale inequivocabile di fiducia nel futuro e di una visione a lungo termine che privilegia la crescita organica e il rafforzamento strutturale rispetto alla speculazione di breve periodo.
- Struttura Finanziaria Solida: Nonostante una leggera flessione, la redditività operativa si mantiene su livelli superiori al periodo pre-Covid. A questo si aggiunge un indebitamento contenuto e una quota crescente di aziende con una posizione finanziaria netta positiva, a riprova di una gestione prudente e oculata.
La Sfida Cruciale: L’Accelerazione del Passaggio Generazionale
Se i dati economici descrivono una situazione di stabilità, il vero focus del XVII rapporto AUB si concentra su una delle dinamiche più delicate e strategiche per il futuro del capitalismo familiare italiano: il passaggio generazionale. I dati mostrano una forte accelerazione di questo processo a partire dal 2020, con quasi duemila passaggi osservati dal 2010 a oggi.
Il rapporto delinea un quadro complesso e in piena evoluzione. La guida dell’impresa viene trasferita, in media, quando la generazione senior ha circa 75 anni, mentre i successori assumono il comando intorno ai 45 anni, spesso dopo lunghi percorsi di affiancamento. La vera novità, però, risiede nella composizione delle famiglie proprietarie: oltre l’80% ha più di un figlio, con una media di 2,5 potenziali successori per famiglia. Questa pluralità, se da un lato rappresenta un bacino di talenti, dall’altro “rende più complessa la scelta del leader, trasformando il passaggio generazionale da un evento prevalentemente anagrafico a un vero processo decisionale strategico”.
Dalla ‘Successione’ alla ‘Transizione’: Un Nuovo Paradigma
Le parole di Cristina Bombassei, presidente di Aidaf, catturano perfettamente questo cambio di paradigma: “Il passaggio generazionale è una responsabilità importante. Ci piace chiamarla ‘transizione generazionale’, più che passaggio”. Questa non è una semplice sfumatura semantica, ma la sintesi di una visione moderna che vede nella successione un’opportunità di rilancio e innovazione.
“Con l’ingresso della NextGen – continua Bombassei – arrivano nuove sensibilità, competenze aggiornate e un approccio più strutturato alla gestione e alla governance”. Il successo, secondo il rapporto, risiede proprio nella capacità di integrare tradizione e meritocrazia, scegliendo i futuri leader sulla base di competenze e preparazione, aprendo anche a manager esterni quando necessario. Le aziende che hanno già affrontato con successo questo percorso mostrano, non a caso, performance economico-finanziarie superiori alla media.
In conclusione, il XVII Osservatorio AUB restituisce l’immagine di un’Italia imprenditoriale che, pur navigando nelle incertezze del presente, poggia su fondamenta solide. La resilienza e la capacità di investimento delle imprese familiari sono un asset strategico per il Paese, ma la loro competitività futura dipenderà in modo cruciale dalla capacità di gestire la transizione generazionale non come un obbligo, ma come la più grande occasione per rigenerarsi e continuare a crescere.
