Un fiume in piena di rivelazioni che tocca nervi scoperti del mondo dello spettacolo. Costantino Vitagliano, icona televisiva dei primi anni Duemila, è tornato a far parlare di sé con dichiarazioni forti e inaspettate durante la sua partecipazione al programma “Storie al bivio”, condotto da Monica Setta e andato in onda su Rai2. L’ex tronista di “Uomini e Donne” ha aperto uno spaccato crudo sulla sua carriera, parlando di tentativi di molestie, del suo complesso rapporto con lo storico agente Lele Mora e delle vertiginose montagne russe finanziarie che hanno segnato la sua vita.
Il lato oscuro dello showbiz: “Tentativi di molestie per lavorare”
Con una franchezza disarmante, Vitagliano ha affrontato un tema tanto delicato quanto attuale: le pressioni e le molestie nel mondo del lavoro. “È inutile girarci intorno, le raccomandazioni sono ovunque, anche in tv. È capitato pure a me di subire tentativi di molestie da parte di gente che pensava io accettassi per lavorare”, ha confessato alla conduttrice. Una dichiarazione che getta un’ombra sul sistema dello spettacolo, suggerendo un “modus operandi” basato su scambi di favori che non risparmia nessuno. Pur precisando di non essere “mai cascato” in queste dinamiche, le sue parole si aggiungono a un coro sempre più nutrito di voci che denunciano un sistema malato. Già in passato, Vitagliano aveva accennato a episodi simili, parlando di avances ricevute sia da uomini che da donne potenti, a cui si è sempre opposto con fermezza.
Il ritorno di Lele Mora: un sodalizio tra perdono e affari
La rivelazione forse più sorprendente è stata l’annuncio della rinnovata collaborazione professionale con Lele Mora, il manager che lo lanciò nell’olimpo della popolarità. Un ritorno di fiamma che ha il sapore del perdono e della riconoscenza, nonostante un passato a dir poco turbolento. “Siamo tornati a collaborare perché io non dimentico quanto lui ha fatto per me”, ha spiegato Vitagliano. Un legame, il loro, che un tempo era sinonimo di successo e guadagni stratosferici. “A Mora avevo deciso di dare il 50 per cento dei miei guadagni perché lui mi faceva guadagnare cifre vertiginose. Ho portato a casa in quegli anni anche 100 mila euro al giorno”, ha ricordato, dipingendo un quadro di opulenza quasi surreale. In quel periodo d’oro, Vitagliano era un vero e proprio “prodotto commerciale”, capace di fatturare un milione di euro in un anno solo con le chat telefoniche e di acquistare d’impulso una Bentley da 250mila euro.
Dalle stelle alle stalle: gestioni fallimentari e problemi con il fisco
Ma la medaglia, come spesso accade, ha il suo rovescio. La rottura con Mora non fu indolore. “Mi sono arrabbiato con Lele perché alcune gestioni sono state fallimentari e ho avuto anche grossi problemi con il fisco”, ha ammesso Vitagliano. Il crollo dell’agenzia di Lele Mora, coinvolto in numerosi procedimenti giudiziari, trascinò con sé anche le fortune dell’ex tronista. Si ritrovò improvvisamente da “re delle ospitate” a “ospite non gradito”, costretto a vendere proprietà e a fare i conti con un debito pesante con l’erario, arrivando a pagare rate da decine di migliaia di euro. Una caduta rovinosa che, tuttavia, non lo ha spezzato, grazie, a suo dire, a oculati investimenti immobiliari fatti negli anni d’oro che gli hanno permesso di “restare in piedi”.
Oggi, il rancore sembra aver lasciato spazio a una forma di compassione e pragmatismo. “Ma oggi Lele è una persona anziana che va rispettata dimenticando magari anche qualche momento buio”, ha concluso Vitagliano, chiudendo un cerchio e aprendo un nuovo capitolo di una delle saghe più discusse e affascinanti dello spettacolo italiano. Una storia che continua a intrecciare successo, denaro, potere e fragilità, offrendo uno spaccato vivido e a tratti impietoso del prezzo della fama.
