ROMA – Una risposta immediata e concreta per fronteggiare un’emergenza che assume contorni sempre più drammatici. Il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, è intervenuto sulla grave situazione di Niscemi, comune siciliano in provincia di Caltanissetta messo in ginocchio da un imponente movimento franoso, annunciando l’adozione di provvedimenti urgenti a sostegno della popolazione e del tessuto produttivo locale. La misura più attesa, confermata dal Ministro durante un’intervista radiofonica, è la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e di ogni altra obbligazione finanziaria per i residenti colpiti dal disastro.
Una boccata d’ossigeno per le oltre 1.300 persone sfollate, costrette ad abbandonare le proprie abitazioni di fronte all’avanzare inesorabile della frana, un movimento di terra che, secondo il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano, ha superato per dimensioni quello del tragico disastro del Vajont del 1963. “Stiamo parlando di un movimento franoso di circa 350 milioni di metri cubi“, ha dichiarato Ciciliano, evidenziando la portata eccezionale dell’evento.
Sostegno alle imprese e ammortizzatori sociali
L’attenzione del Governo non è rivolta solo ai privati cittadini. Il Ministro Musumeci ha infatti reso noto di essere al lavoro in sinergia con la Ministra del Lavoro, Marina Calderone, per definire un pacchetto di ammortizzatori sociali destinato a sostenere le aziende la cui attività è stata paralizzata dalla calamità. “Stiamo individuando quali e quanti ammortizzatori servono per sollevare quelle aziende, ora inattive, che dovrebbero pagare i contributi per i lavoratori“, ha spiegato Musumeci. Alcune di queste misure, ha precisato il Ministro, sarebbero già in dirittura d’arrivo, pronte per la firma del Dipartimento della Protezione Civile, mentre altre necessiteranno di un apposito provvedimento di legge che verrà discusso nel prossimo Consiglio dei Ministri.
La “zona rossa” si allarga e la Procura indaga
La situazione sul campo resta estremamente critica. Il fronte della frana continua a muoversi, minacciando il centro abitato. “La linea del fronte continua ad arretrare verso il centro abitato, l’area rossa è destinata ad allargarsi“, ha avvertito il Ministro Musumeci, sottolineando la necessità di monitorare costantemente l’evoluzione del fenomeno. Per questo, è stata istituita una commissione di studio per analizzare le cause e l’evoluzione del movimento franoso. L’Autorità di Bacino del Distretto idrografico della Sicilia ha già disposto l’estensione dell’area di rischio per circa 25 chilometri quadrati, imponendo un divieto di edificabilità assoluta.
Parallelamente all’azione del Governo, si è mossa anche la magistratura. La Procura di Gela ha aperto un fascicolo, al momento a carico di ignoti, per i reati di disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. L’inchiesta mira a fare luce su eventuali inadempienze e responsabilità, in particolare riguardo alla mancata messa in sicurezza del territorio dopo un evento franoso simile che colpì la stessa area nel 1997. Si indaga anche sulla mancata presentazione di progetti da parte del Comune per accedere ai 99 milioni di euro stanziati dal PNRR per il contrasto al dissesto idrogeologico in Sicilia.
Le polemiche politiche e il futuro degli sfollati
L’emergenza di Niscemi ha inevitabilmente acceso il dibattito politico. Esponenti dell’opposizione hanno criticato l’operato passato della Regione Siciliana, guidata dallo stesso Musumeci dal 2017 al 2022, accusandolo di non aver agito preventivamente nonostante i rischi noti. Il Ministro, da parte sua, ha annunciato l’intenzione di proporre in Consiglio dei Ministri un’indagine amministrativa per ricostruire la cronistoria degli ultimi 30 anni e accertare eventuali sottovalutazioni.
Intanto, la priorità resta l’assistenza agli sfollati. Il Governo, attraverso il Dipartimento della Protezione Civile, ha già attivato il Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS), che prevede un sostegno economico fino a 900 euro al mese per nucleo familiare. La premier Giorgia Meloni, in visita sui luoghi del disastro, ha assicurato che “quanto accaduto nel 1997 non si ripeterà“, promettendo celerità negli indennizzi. Per il futuro, si lavora all’individuazione di un’area alternativa dove poter ricollocare le famiglie che non potranno più fare ritorno nelle loro case, destinate purtroppo alla demolizione. L’esercito è già intervenuto per ripristinare la viabilità e garantire i collegamenti.
