A quasi diciannove anni da quel tragico 13 agosto 2007, il delitto di Garlasco torna a occupare le cronache giudiziarie con un colpo di scena che potrebbe riscrivere, ancora una volta, una verità processuale mai del tutto pacificata. La difesa di Andrea Sempio, il 37enne amico del fratello di Chiara Poggi e nuovamente iscritto nel registro degli indagati, ha depositato un’istanza per un incidente probatorio finalizzato ad analizzare le copie forensi dei personal computer di Chiara e del suo allora fidanzato, Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio.
Questa mossa legale, notificata a tutte le parti coinvolte, rappresenta un punto di svolta nell’inchiesta-bis aperta dalla Procura di Pavia. Gli avvocati di Sempio, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, puntano a far luce su elementi finora mai messi a loro disposizione, cercando prove che possano non solo dimostrare l’innocenza del loro assistito, ma anche, potenzialmente, rafforzare un movente alternativo a carico esclusivo di Stasi. La decisione ora spetta alla Giudice per le Indagini Preliminari di Pavia, Daniela Garlaschelli, la stessa che ha presieduto il complesso incidente probatorio sul DNA.
La battaglia sulle prove digitali: tra porno e video privati
La richiesta della difesa di Sempio non nasce dal nulla, ma è una diretta conseguenza di una “guerra” di perizie informatiche scatenatasi nelle ultime settimane. A innescarla sono stati i legali della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, i quali hanno presentato una consulenza di parte secondo cui, la sera prima di essere uccisa, Chiara avrebbe scoperto sul computer di Stasi una cartella contenente numerosi file pornografici. Questo dettaglio, secondo la parte civile, costituirebbe un movente inedito e potentissimo per l’omicidio, legato a una possibile lite tra i due fidanzati.
La risposta dei legali di Alberto Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, non si è fatta attendere. Hanno definito il dato “non confermato” e già vagliato in passato, contrattaccando e chiedendo di estendere le analisi anche al computer di Chiara. L’ipotesi, in questo caso, è che qualcun altro, forse proprio Sempio, possa aver visionato un filmato intimo della coppia sul PC della ragazza, un’eventualità che i consulenti dei Poggi hanno però escluso grazie a nuove tecnologie di analisi. In questo scenario di accuse incrociate, la difesa di Sempio, unica titolata a poterlo fare in questa fase, ha chiesto che sia un perito terzo, nominato dal giudice, a esaminare entrambi i computer, per “cristallizzare” la prova e fare chiarezza una volta per tutte. “Andrea nega assolutamente di aver visionato video intimi presenti sul computer di Chiara,” ha dichiarato l’avvocato Cataliotti, sottolineando come la richiesta serva a ristabilire un equilibrio processuale, dato che la sua difesa non ha mai avuto accesso ai dischi dei computer.
Un caso infinito: dalla condanna di Stasi alle nuove indagini
Il delitto di Chiara Poggi, 26 anni, trovata senza vita nella sua villetta di Garlasco, è uno dei casi giudiziari più complessi e mediatici della storia italiana. Alberto Stasi, unico imputato, fu inizialmente assolto in primo e secondo grado, per poi essere condannato a 16 anni di reclusione al termine di un processo d’appello-bis, con sentenza resa definitiva dalla Cassazione nel 2015. Una condanna basata su un quadro indiziario, in assenza di una prova regina o di una confessione.
Tuttavia, la vicenda non si è mai conclusa. La riapertura delle indagini su Andrea Sempio, il cui DNA è stato oggetto di recenti e complessi accertamenti, ha introdotto nuovi elementi e interrogativi. Sempio era già stato indagato e la sua posizione archiviata nel 2017. Un’archiviazione che oggi è al centro di un’altra inchiesta, condotta dalla Procura di Brescia, per una presunta corruzione che vedrebbe coinvolto l’allora procuratore di Pavia, Mario Venditti, il quale ha sempre respinto ogni accusa. Questo intreccio di procedimenti rende il quadro ancora più intricato e la ricerca della verità una strada tortuosa e piena di ostacoli.
Cosa accadrà ora?
La gip Daniela Garlaschelli dovrà ora valutare l’ammissibilità e la rilevanza della richiesta di incidente probatorio. Se accolta, un perito da lei nominato analizzerà le memorie digitali dei due computer, cercando tracce, accessi, file cancellati o nascosti che possano fornire elementi decisivi. I risultati di questa perizia avranno valore di prova piena in un eventuale futuro processo. La difesa di Sempio spera di trovare elementi a discarico del proprio assistito, mentre le altre parti cercheranno conferme alle proprie tesi. La “scatola nera” dei computer di Chiara e Alberto potrebbe, a quasi due decenni di distanza, custodire ancora la chiave per risolvere un giallo che ha segnato un’intera nazione.
