La notizia della presenza di agenti dell’agenzia federale statunitense Immigration and Customs Enforcement (ICE) sul suolo italiano in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 ha generato un acceso dibattito pubblico e politico. Tuttavia, dopo giorni di indiscrezioni e smentite, è arrivata la conferma ufficiale da parte del Viminale e di fonti americane, delineando con maggiore precisione i contorni di questa collaborazione internazionale in materia di sicurezza. Lungi dall’assumere compiti di ordine pubblico, il ruolo degli agenti statunitensi sarà prettamente investigativo e di supporto informativo.
Un Supporto Investigativo Contro la Criminalità Transnazionale
La divisione dell’ICE coinvolta non sarà quella operativa nota per i controlli sull’immigrazione negli Stati Uniti, bensì l’Homeland Security Investigations (HSI). Questa branca dell’agenzia, già presente da anni in Italia e in oltre 50 altre nazioni, è specializzata nel contrasto a reati transfrontalieri come il terrorismo e il traffico di droga. Il loro compito, come specificato in una nota del Ministero dell’Interno, sarà quello di “verificare e mitigare i rischi derivanti dalle organizzazioni criminali transnazionali”. In pratica, gli esperti dell’HSI opereranno all’interno di una sala operativa allestita presso il Consolato USA a Milano, dove affiancheranno il Servizio di Sicurezza Diplomatica del Dipartimento di Stato americano e le autorità italiane.
Il loro contributo consisterà principalmente nella consultazione delle proprie banche dati e nello scambio di informazioni di intelligence con le forze dell’ordine italiane. Si tratta di una prassi consolidata per i grandi eventi internazionali, dove la cooperazione informativa tra nazioni è fondamentale per prevenire minacce complesse. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha sottolineato che la presenza di rappresentanti di forze dell’ordine straniere avverrà “nelle sale operative, con un ruolo di collaborazione soprattutto informativa, come accade per qualsiasi grande evento internazionale”.
La Garanzia dell’Autorità Italiana e le Reazioni Politiche
Sia le autorità italiane che quelle statunitensi hanno tenuto a precisare un punto fondamentale: tutte le operazioni di sicurezza e di ordine pubblico sul territorio italiano resteranno di esclusiva competenza delle forze di polizia nazionali. Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza saranno le uniche forze visibili e operative sul campo. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha liquidato le polemiche come una “tempesta in un bicchiere d’acqua”, smentendo categoricamente l’ipotesi di vedere agenti ICE operare per le strade italiane come accade a Minneapolis e definendo tale scenario una “fake news”.
Nonostante le rassicurazioni, la notizia ha suscitato reazioni contrastanti. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha espresso forte preoccupazione, dichiarando che gli agenti dell’ICE “non sono i benvenuti a Milano” e definendo l’agenzia una “milizia che uccide”, in riferimento a recenti episodi di violenza negli Stati Uniti. Sala ha sottolineato che la sicurezza deve essere garantita secondo criteri democratici e nel rispetto delle leggi italiane. Anche altre figure politiche hanno espresso perplessità, alimentando un dibattito sulla sovranità nazionale e sulle modalità di cooperazione internazionale in materia di sicurezza.
Un Modello di Cooperazione Consolidato
La collaborazione tra l’HSI e le autorità italiane non è una novità. Questi investigatori sono presenti da anni nel nostro Paese e la loro funzione è sempre stata quella di supporto e raccordo informativo. Per le Olimpiadi, il dispositivo di sicurezza nazionale prevede un impegno complessivo di circa 6.000 unità, supportato da sistemi di sorveglianza avanzati come droni e dispositivi di vigilanza aerea. In questo imponente schieramento, il contributo degli analisti americani si inserisce come un tassello specialistico, focalizzato sull’analisi di minacce che, per loro natura, non conoscono confini.
In conclusione, la presenza dell’Homeland Security Investigations a Milano-Cortina 2026 rappresenta un capitolo della complessa gestione della sicurezza dei grandi eventi globali. Un’operazione di intelligence e analisi del rischio che si svolgerà dietro le quinte, lasciando il controllo operativo e visibile del territorio interamente nelle mani delle competenti e professionali forze dell’ordine italiane, garanti della sicurezza di atleti, delegazioni e spettatori.
