Mosca – Si infittisce il mistero attorno all’attentato che ha gravemente ferito il generale Vladimir Alekseyev, figura di spicco e numero due del GRU, il potente servizio di intelligence militare russo. Le autorità russe hanno annunciato una svolta decisiva nelle indagini con l’arresto del presunto esecutore materiale, Lyubomir Korba, un cittadino russo di 63 anni, fermato a Dubai e prontamente estradato a Mosca. L’accusa, pesantissima, è di aver agito su diretto incarico dei servizi segreti ucraini.
La versione del Cremlino: un “attacco terroristico” orchestrato da Kiev
Secondo il Comitato Investigativo della Federazione Russa (Sk), Korba sarebbe giunto a Mosca alla fine di dicembre con il preciso obiettivo di compiere un “attacco terroristico”. La portavoce della commissione, Svetlana Petrenko, ha dichiarato che l’uomo, originario della regione ucraina di Ternopil, avrebbe agito su istruzioni dirette di Kiev. Poche ore dopo l’agguato, avvenuto il 6 febbraio sulle scale del condominio dove risiede il generale, Korba sarebbe volato negli Emirati Arabi Uniti, da dove è stato poi estradato grazie alla collaborazione delle autorità locali. Il presidente russo Vladimir Putin ha personalmente ringraziato il leader degli Emirati Arabi Uniti per la cooperazione fornita.
L’attentato è avvenuto con una pistola Makarov dotata di silenziatore, e il generale Alekseyev è stato raggiunto da diversi colpi alla schiena, riportando ferite critiche che hanno richiesto un intervento chirurgico d’urgenza. Attualmente, le sue condizioni sono state descritte come stabili e non sarebbe più in pericolo di vita.
I presunti complici e la fuga in Ucraina
Le indagini russe non si fermano a Korba. L’FSB, il servizio di sicurezza federale, ha reso noto di aver arrestato a Mosca anche un presunto complice, Viktor Vasin, di 66 anni. Una terza persona, una donna di nome Zinaida Serebritskaya, 54 anni, sarebbe invece riuscita a fuggire in Ucraina. Secondo gli investigatori, la donna, vicina di casa del generale, avrebbe avuto il ruolo di “occhio silenzioso”, raccogliendo informazioni cruciali sui suoi spostamenti e le sue abitudini.
Chi è Vladimir Alekseyev: un uomo chiave del potere russo
Il generale Alekseyev, 64 anni, è una figura centrale nell’apparato di sicurezza russo. Vice capo del GRU dal 2011, è considerato uno degli strateghi delle operazioni militari e ibride di Mosca, in particolare contro l’Ucraina. Nato nella regione ucraina di Vinnytsia, il suo nome è legato a dossier internazionali di primo piano. È stato sanzionato dagli Stati Uniti per il suo presunto ruolo negli attacchi informatici alle elezioni americane del 2016 e dall’Unione Europea per il caso dell’avvelenamento dell’ex spia Sergei Skripal nel Regno Unito. Alekseyev ha avuto un ruolo anche nella gestione della rivolta del gruppo mercenario Wagner nel giugno 2023, negoziando direttamente con il suo leader, Yevgeny Prigozhin. La sua posizione lo rende un obiettivo di altissimo valore strategico.
La reazione di Kiev e lo scenario internazionale
Mentre Mosca non ha dubbi nell’accusare Kiev, il governo ucraino respinge fermamente ogni addebito, suggerendo che l’attentato possa essere il risultato di un regolamento di conti interno ai servizi segreti russi. Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha definito l’attacco un “atto terroristico” volto a sabotare i negoziati di pace. L’episodio si inserisce in un clima di altissima tensione, con continui attacchi missilistici e di droni su entrambi i fronti. Proprio nelle stesse ore della notizia dell’arresto, si registravano bombardamenti russi su diverse città ucraine, tra cui Kiev e Odessa, e attacchi ucraini che hanno lasciato decine di migliaia di persone senza riscaldamento nella regione russa di Belgorod.
Questo attentato e le accuse incrociate rischiano di esacerbare ulteriormente il conflitto, rendendo ancora più impervia la strada verso una soluzione diplomatica.
