La Sardegna si trova a fronteggiare una situazione di grave emergenza a seguito del passaggio del ciclone “Harry”, che ha sferzato l’isola con violente mareggiate e piogge intense, causando danni ingenti stimati in centinaia di milioni di euro. In risposta a questa crisi, la Giunta regionale, guidata dalla presidente Alessandra Todde, ha deliberato la richiesta di stato di emergenza regionale, un passo fondamentale per poter accedere agli aiuti nazionali.
La governatrice, durante un sopralluogo sulla spiaggia del Poetto a Cagliari, una delle aree più colpite, ha confermato l’impegno della Regione e il dialogo costante con il governo centrale. “Questa mattina è convocata la giunta regionale e approveremo una delibera per lo stato di emergenza regionale e così da essere pronti per lo stato di emergenza nazionale da parte del Consiglio dei Ministri”, ha dichiarato ai giornalisti. Al suo fianco, in un segnale di forte sinergia istituzionale, erano presenti il capo della Protezione Civile nazionale, Fabio Ciciliano, l’assessora regionale dell’Ambiente, Rosanna Laconi, la prefetta di Cagliari Paola Dessì e il sindaco del capoluogo, Massimo Zedda.
L’asse Roma-Cagliari: massima attenzione dal Governo
La risposta da parte dell’esecutivo nazionale non si è fatta attendere. La presidente Todde ha reso noto di aver avuto colloqui proficui con il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, e con il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Entrambi mi hanno assicurato che il Consiglio dei Ministri sarà immediato per discutere dello stato di emergenza nazionale. Quindi c’è massima attenzione”, ha spiegato la governatrice, sottolineando la vicinanza espressa dal governo alla comunità sarda. Anche la Premier Giorgia Meloni ha seguito da vicino l’evolversi della situazione, partecipando a una riunione presso la sede della Protezione Civile a Roma con i vertici istituzionali, inclusa la stessa Todde, per coordinare i primi interventi. Il Consiglio dei Ministri è previsto per lunedì, con l’obiettivo di deliberare lo stato di emergenza e stanziare le prime, necessarie risorse.
La conta dei danni e le prime misure
La procedura per la gestione dell’emergenza è già stata avviata. L’assessora Laconi ha preso contatto con tutti i sindaci dei comuni colpiti, invitandoli a dichiarare lo stato di emergenza a livello locale per poter essere inseriti nel percorso di quantificazione dei danni e di ristoro. Una prima stima della Protezione Civile regionale parla di un fabbisogno di oltre 200 milioni di euro solo per le prime urgenze, una cifra destinata inevitabilmente a salire.
I danni sono diffusi e riguardano non solo le infrastrutture, come strade e porti, ma anche il patrimonio ambientale e culturale. Le violente mareggiate, con onde che hanno superato i 9 metri, hanno letteralmente cancellato tratti di spiagge iconiche come Cala Goloritzè e Cala Mariolu, e devastato il litorale del Poetto. Il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, ha evidenziato come le zone di Poetto e Sant’Elia siano state le più martoriate, con danni a stabilimenti balneari, caduta di alberi e disagi persino ad alcuni edifici scolastici.
Il sistema di Protezione Civile e la risposta della comunità
Nonostante la violenza inedita del ciclone, il sistema di allerta e di protezione civile ha dimostrato la sua efficacia. Il capo del Dipartimento nazionale, Fabio Ciciliano, ha sottolineato come la sinergia tra i vari livelli istituzionali – Dipartimento nazionale, Regione, Prefetture e Comuni – abbia permesso di evitare vittime, un risultato non scontato di fronte a un evento di tale portata. “Siamo abituati, purtroppo, a contare i morti perché fanno notizia. Quasi mai si contano i morti evitati grazie ai comportamenti corretti. Questo, secondo me, è il punto centrale”, ha affermato Ciciliano.
Accanto all’impegno delle istituzioni, è emersa con forza anche la reazione della società civile. Sul lungomare Poetto, cittadini e associazioni di volontariato si sono dati appuntamento per una giornata di pulizia straordinaria, un gesto concreto per prendersi cura del proprio territorio e rimediare ai danni lasciati dalla mareggiata. Un segnale di resilienza e di amore per un bene comune, che dimostra la volontà della comunità di ripartire immediatamente.
Le prospettive future: ricostruzione e prevenzione
Ora l’attenzione è tutta rivolta alla fase di ricostruzione e al sostegno alle attività produttive messe in ginocchio, dall’itticoltura al settore turistico-balneare. La dichiarazione dello stato di emergenza nazionale sarà cruciale per sbloccare fondi e procedure accelerate. La presidente Todde ha ricevuto rassicurazioni sulla disponibilità di risorse, anche attingendo a fondi europei. L’evento estremo ha riacceso il dibattito sulla necessità di una seria pianificazione per la mitigazione del rischio idrogeologico e la protezione delle coste, sempre più esposte agli effetti del cambiamento climatico. Come ha sottolineato il professor Paolo Ciavola dell’Università di Ferrara, impegnato a monitorare l’impatto del ciclone sulle coste sarde, eventi di questa intensità sono sempre meno rari e richiedono un approccio scientifico e preventivo.
