Una confessione tanto dolorosa quanto decisa, che ridefinisce i confini dei legami familiari e afferma un principio di autodeterminazione personale. Corinne Clery, icona del cinema e del teatro, ha scelto il programma Storie al bivio, condotto da Monica Setta su Rai2, per rendere pubblica una scelta privata e di grande peso: sta intraprendendo un’azione legale affinché suo figlio, Alex Wayaffe, non possa essere designato come suo tutore in futuro. Una decisione che arriva al culmine di un silenzio lungo quasi un decennio, una frattura che l’attrice considera ormai insanabile.
“Le cose con mio figlio Alex sono andate troppo avanti, non ci parliamo da nove anni”, ha dichiarato l’attrice, svelando una ferita profonda che tocca anche la generazione successiva. “Da un anno non sento più le mie nipotine. Per questo sto sistemando le carte con gli avvocati in modo che, se un domani ne avessi bisogno, non sarà Alex a farmi da tutore”. A confermare la serietà dell’intento è intervenuto in trasmissione anche l’avvocato dell’attrice, Enrico Valentini, che ha parlato di un lavoro già in corso in questa direzione.
Le radici di un conflitto lungo e doloroso
Il rapporto tra Corinne Clery e il figlio Alex è da tempo al centro delle cronache. L’attrice ha parlato in più occasioni di un legame conflittuale, segnato da incomprensioni e, soprattutto, da questioni economiche che hanno avvelenato la relazione. In passato, la Clery aveva accennato a come si fosse sentita umiliata e mortificata, fino a denunciare una “violenza psicologica” subita per anni. È importante sottolineare, come ha tenuto a precisare lei stessa, che non si è mai trattato di violenza fisica: “Voglio smentire che mio figlio, come è stato detto, sia un violento. Mi ha fatto violenza psicologica per anni, ma non mi ha mai picchiato. Altrimenti lo avrei denunciato”.
La vicenda legale più aspra tra i due riguarda la vendita di una villa di proprietà dell’attrice, che sarebbe stata messa sul mercato dal figlio senza il suo consenso, un evento che la Clery ha definito “il momento più brutto della mia vita”. Questo episodio ha segnato il punto di non ritorno, portando la questione nelle aule di tribunale e cristallizzando una distanza affettiva apparentemente incolmabile. “Dopo otto anni, ormai per me il rapporto è perso. Si parleranno i nostri avvocati”, ha affermato con rassegnazione.
La scelta del tutore: un atto di autonomia
La decisione di Corinne Clery di designare una figura diversa dal figlio per la propria tutela legale è un passo che, sebbene nasca da un profondo dolore, si inserisce in una riflessione moderna sul concetto di cura e responsabilità. La legge italiana prevede che, in caso di necessità, il giudice tutelare nomini un tutore per assistere una persona incapace di provvedere ai propri interessi. La scelta ricade preferenzialmente sui familiari più stretti, ma la volontà espressa dalla persona interessata, quando capace di intendere e di volere, assume un peso rilevante.
La mossa dell’attrice è quindi un chiaro esercizio della propria volontà, un modo per “progettare” il proprio futuro assicurandosi che a prendersi cura di lei sia una persona di sua assoluta fiducia, al di fuori di un legame filiale ormai compromesso. Questa scelta è ulteriormente motivata dalla sua visione del futuro, che non esclude nuove tappe importanti.
Una nuova vita a 70 anni: l’amore con Claudio Gentili e il sogno del matrimonio
Nonostante l’amarezza per la situazione familiare, Corinne Clery sta vivendo una fase di rinascita personale e sentimentale. Accanto a lei da circa tre anni c’è Claudio Gentili, un imprenditore e ingegnere che l’ha accompagnata anche nello studio di Storie al bivio. “Sono rinata grazie a un affetto speciale, Claudio”, ha confidato a Monica Setta. La loro relazione è solida e proiettata verso il futuro, tanto che l’attrice non esclude la possibilità di un nuovo matrimonio.
“Potrei anche volermi risposare”, ha aggiunto, “Frequento una persona a cui voglio profondamente bene e non vorrei avere impedimenti a questo proposito”. Il compagno ha confermato questo desiderio, dichiarando con romanticismo: “Fosse per me, sposerei Corinne domani”. Questa prospettiva di un nuovo inizio sentimentale rende ancora più comprensibile la sua volontà di definire chiaramente e legalmente ogni aspetto della sua vita, garantendosi serenità e libertà di scelta.
Amiche e rivali: Barbara Bouchet e i ricordi di Hollywood
Ospite in studio insieme a Corinne Clery era l’amica e collega Barbara Bouchet. L’incontro ha offerto uno spaccato di complicità e di ricordi condivisi, inclusi aneddoti della loro epoca d’oro a Hollywood. Entrambe le attrici hanno rivelato di essere state corteggiate dal celebre attore Warren Beatty. “Era bellissimo”, ha raccontato la Clery, “Mi fece una corte spietata ma dissi di no”.
Anche Barbara Bouchet ha aperto il suo cuore, parlando del grande amore per il marito, l’imprenditore Luigi Borghese, scomparso nel 2016, e della speranza di non rimanere sola. “So di non essere più una ragazzina”, ha confessato, “ma sogno ancora di incontrare un nuovo amore”. Parole che, insieme a quelle della Clery, dipingono il ritratto di due donne forti e resilienti, capaci di guardare al futuro con coraggio e desiderio di felicità, riscrivendo le regole dell’amore e della vita anche nella terza età.
