BOLOGNA – Il mondo accademico è scosso da una vicenda che intreccia criminalità informatica e disinformazione. La Procura di Bologna ha aperto un’inchiesta a seguito di una denuncia presentata dal Cineca, il consorzio interuniversitario responsabile della gestione dei test di ammissione a Medicina per conto del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). Al centro delle indagini vi sono due filoni distinti ma ugualmente preoccupanti: reiterati tentativi di attacchi hacker per carpire le domande d’esame e una campagna di fake news orchestrata, secondo l’accusa, da alcuni studi legali.

L’ATTACCO HACKER: IL TENTATIVO DI PHISHING

Nei giorni immediatamente precedenti al secondo appello degli esami del cosiddetto “semestre filtro” di Medicina, tenutosi il 10 dicembre, i sistemi del Cineca sono finiti nel mirino di criminali informatici. Secondo quanto riportato, tra il 7 e il 9 dicembre, sono state inviate diverse email fraudolente ai tecnici del consorzio nel tentativo di ottenere illegalmente i quesiti delle prove, in particolare quelli di Fisica, materia risultata ostica per molti candidati.

La tecnica utilizzata è quella del phishing, una truffa informatica ben nota che consiste nell’ingannare la vittima fingendosi un’entità affidabile. Gli hacker hanno simulato comunicazioni interne al Cineca, chiedendo l’invio delle domande ad altri uffici del consorzio stesso. In un’escalation di audacia, alcune di queste email sembravano provenire addirittura da un account apparentemente riconducibile a una dirigente del MUR, nel tentativo di rendere la richiesta più credibile.

Tuttavia, il tentativo di intrusione è stato prontamente sventato. I tecnici del Cineca, insospettiti dalla natura delle richieste, non sono caduti nella trappola. Hanno immediatamente allertato i vertici del consorzio e segnalato l’accaduto alla polizia postale. Seguendo le indicazioni degli investigatori, hanno poi risposto alle email fraudolente fingendo di collaborare, ma allegando link traccianti con lo scopo di identificare i responsabili dell’attacco. La direttrice generale del Cineca, Alessandra Poggiani, ha ribadito che “i tentativi sono andati a vuoto e sono stati prevenuti con perizia e con il sostegno del nucleo operativo cybersicurezza locale”.

IL FRONTE DELLE FAKE NEWS E IL RUOLO DEGLI STUDI LEGALI

Il secondo filone dell’inchiesta, non meno grave, riguarda la deliberata diffusione di notizie false relative alla regolarità delle prove. La denuncia del Cineca punta il dito contro alcuni studi legali che, attraverso i loro canali social, avrebbero diffuso informazioni ingannevoli.

In particolare, il 9 dicembre, alla vigilia della seconda prova, sarebbero stati pubblicati screenshot di presunte domande d’esame. Si è poi scoperto che tali quesiti non erano quelli corretti. L’ipotesi degli inquirenti è che l’obiettivo di questa manovra fosse quello di minare la credibilità dei test, alimentare il malcontento tra gli studenti e, di conseguenza, incentivare la presentazione di costosi ricorsi legali, offrendo i propri servizi a pagamento.

LE INDAGINI DELLA PROCURA DI BOLOGNA

La Procura di Bologna, guidata da Paolo Guido, ha aperto un fascicolo per fare luce su entrambi gli episodi. Le ipotesi di reato sono ancora in fase di valutazione e potrebbero spaziare dalla tentata truffa all’accesso abusivo a sistema informatico. Gli investigatori della polizia postale sono al lavoro per analizzare il traffico telematico e risalire agli indirizzi IP utilizzati per inviare le email di phishing, nel tentativo di dare un volto e un nome agli hacker.

Parallelamente, si indaga sulla campagna di disinformazione per accertare le responsabilità degli studi legali coinvolti e comprendere la portata del fenomeno. Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha specificato che la denuncia è stata un’azione condivisa con il Cineca, proprio per garantire la massima trasparenza e regolarità della prova.

Questa vicenda solleva interrogativi profondi sulla sicurezza dei sistemi informatici che gestiscono procedure così delicate e sull’etica di chi cerca di trarre profitto dalle ansie e dalle speranze di migliaia di giovani aspiranti medici. La prontezza di riflessi dei tecnici del Cineca e la tempestiva azione delle forze dell’ordine sono state fondamentali per preservare l’integrità di un percorso selettivo già di per sé oggetto di numerose polemiche e dibattiti.

Di veritas

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