Il mondo dell’alta moda è in lutto. Valentino Garavani, universalmente conosciuto come Valentino, si è spento il 19 gennaio all’età di 93 anni nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari. La notizia, diffusa dalla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, ha scosso profondamente l’intero panorama culturale internazionale, suscitando un’ondata di commozione e tributi da parte di personalità del mondo della moda, dello spettacolo e delle istituzioni.
Tra le voci più toccanti levatesi per ricordare il maestro, spicca quella della top model Claudia Schiffer. Con un post su Instagram carico di affetto e nostalgia, ha definito l’amico scomparso “una vera leggenda”, destinata a “vivere per sempre attraverso il marchio che ha creato, incarnazione di eleganza e glamour senza tempo”. Un legame, il loro, che andava ben oltre le passerelle, nutrito da momenti speciali e ricordi indelebili.
Il ricordo di un’amicizia: “Il mio abito da sposa, un onore che conserverò per sempre”
Nelle sue parole, la Schiffer rievoca con emozione i momenti condivisi: “Ho amato i momenti speciali in cui ho potuto dare vita alle sue creazioni dentro e fuori dalla passerella”. Tra i ricordi più cari, una campagna pubblicitaria a Roma, dove interpretò Anita Ekberg ne La Dolce Vita, e le “vacanze divertenti” trascorse insieme a Maiorca, Ibiza e St Tropez.
Ma il simbolo più potente e personale di questa amicizia è senza dubbio l’abito da sposa che lo stilista creò per lei, un capolavoro che la modella ha incorniciato nella sua casa “come costante ricordo della sua natura gentile, generosa, dolce e leale”. “Fargli creare il mio abito da sposa è stato uno dei grandi onori della mia vita, un momento che conserverò per sempre”, ha concluso, esprimendo l’orgoglio di aver fatto parte della sua vita.
Un coro unanime di cordoglio
Il tributo di Claudia Schiffer si unisce a un coro unanime di cordoglio. Dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha ricordato Valentino come uno “stilista di successo, capace di guardare oltre le tendenze e le convenzioni”, alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che lo ha definito “maestro indiscusso di stile ed eleganza e simbolo eterno dell’alta moda italiana”. Anche altre icone delle passerelle come Cindy Crawford si sono dette “con il cuore spezzato”, definendolo “un vero maestro del suo mestiere”. Stilisti come Donatella Versace e la famiglia Armani hanno sottolineato la perdita di un “vero Maestro” che incarnava “l’eccellenza della couture”. Attrici come Gwyneth Paltrow e Sophia Loren hanno condiviso ricordi personali, evidenziandone la gentilezza e l’umanità.
Valentino: una vita per la bellezza
Nato a Voghera l’11 maggio 1932, Valentino Clemente Ludovico Garavani ha rappresentato uno dei pilastri della moda italiana nel mondo. La sua carriera, iniziata negli anni ’50 dopo una formazione a Parigi presso celebri atelier come Balenciaga e Jean Dessès, è stata un crescendo di successi. Il debutto internazionale a Firenze nel 1962 segnò l’inizio di un’ascesa inarrestabile. La sua maison, fondata a Roma, è diventata sinonimo di lusso, raffinatezza e di un’eleganza senza tempo, incarnata dal celebre “Rosso Valentino“, una sfumatura di rosso così iconica da diventare il suo marchio di fabbrica.
Ha vestito le donne più famose e potenti del mondo, da Jacqueline Kennedy, per cui creò l’abito per le sue seconde nozze con Onassis, a icone del cinema come Audrey Hepburn, Elizabeth Taylor e Julia Roberts, indimenticabile nel suo abito Valentino alla notte degli Oscar del 2001.
Il suo ritiro dalle scene nel 2007 non ha scalfito la sua influenza. La sua eredità continua a vivere attraverso la maison che porta il suo nome, oggi guidata dal direttore creativo Alessandro Michele, e nel ricordo di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo e di indossare le sue creazioni.
L’eredità e l’ultimo saluto
Oltre a un’eredità creativa inestimabile, Valentino lascia un patrimonio personale stimato intorno a 1,5 miliardi di euro, composto da ville, castelli e opere d’arte. Non avendo discendenti diretti, la successione sarà regolata da un testamento che terrà conto della sua “famiglia allargata” di affetti, tra cui lo storico socio e compagno di vita Giancarlo Giammetti.
La camera ardente è stata allestita a Roma, nella storica sede della maison in Piazza Mignanelli, per permettere un ultimo omaggio a quello che è stato definito “l’ultimo imperatore della moda”. I funerali si terranno venerdì 23 gennaio nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.
