Sono trascorse dieci, interminabili, primavere dal 25 gennaio 2016, giorno in cui la vita del giovane ricercatore italiano Giulio Regeni fu spezzata al Cairo. Un decennio di dolore, depistaggi, silenzi istituzionali e di una lotta instancabile per la verità, condotta con una dignità e una forza incrollabili dai suoi genitori, Paola Deffendi e Claudio Regeni. Oggi, quella battaglia civile e umana trova una nuova, potente cassa di risonanza nel documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, diretto da Simone Manetti, un’opera necessaria che arriverà nelle sale cinematografiche italiane come evento speciale il 2, 3 e 4 febbraio 2026.

Il titolo del film riecheggia la frase pronunciata da Paola Deffendi dopo aver riconosciuto il corpo martoriato del figlio, parole che si sono impresse a fuoco nella memoria collettiva italiana: “Su quel viso ho visto tutto il male del mondo”. E proprio da questo abisso di dolore prende le mosse il racconto di Manetti, che per la prima volta dà voce, in prima persona e senza filtri, ai genitori di Giulio e alla loro legale, l’avvocata Alessandra Ballerini, che li affianca sin dall’inizio in questo tortuoso percorso giudiziario.

Una narrazione dall’interno del processo

Il documentario, scritto da Manetti con Emanuele Cava e Matteo Billi, non è una semplice ricostruzione cronologica, ma un’immersione diretta nella verità giudiziaria che si sta faticosamente componendo. Il regista ha seguito fin dal suo inizio, nella primavera del 2024, il processo in corso presso la Corte d’Assise di Roma, filmando ogni udienza e accompagnando in aula Claudio, Paola e l’avvocata Ballerini. La narrazione si sviluppa così attraverso le deposizioni dei testimoni, facendo emergere responsabilità, omissioni e verità a lungo negate. Un approccio che permette di mettere ordine in una matassa intricata di eventi, ipotesi e depistaggi che hanno caratterizzato questi dieci anni.

Al centro del procedimento ci sono quattro agenti della National Security egiziana, accusati del sequestro, delle torture e dell’omicidio del giovane dottorando dell’Università di Cambridge, che si trovava in Egitto per una ricerca sui sindacati indipendenti. Un processo complesso, che ha rischiato di arenarsi a causa dell’irreperibilità degli imputati e della scarsa collaborazione delle autorità egiziane, ma che è stato “sbloccato” da una sentenza della Corte Costituzionale e la cui sentenza è attesa entro la fine del 2026.

La genesi di un film necessario

Prodotto da Ganesh Produzioni e Fandango, in collaborazione con Sky e altre realtà produttive, “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” si propone come un contributo fondamentale per non permettere che l’oblio cali su una delle ferite più profonde della storia recente italiana. “Confidiamo che la diffusione di questo documentario possa fare conoscere la nostra lunga battaglia per ottenere verità e giustizia”, hanno dichiarato i coniugi Regeni, “e possa fare comprendere tutto il male che abbiamo dovuto affrontare e gli ideali che ci hanno animati”. La loro speranza è che la consapevolezza di quel “male del mondo” possa rendere più difficile la sua reiterazione ai danni dei “molti Giuli e Giulie del mondo”.

Le date e le proiezioni speciali

Il film, della durata di 100 minuti, sarà distribuito da Fandango e la sua uscita sarà anticipata da un tour di anteprime significative:

  • 25 gennaio 2026: Anteprima nazionale a Fiumicello Villa Vicentina (Udine), paese di origine di Giulio, in occasione del decimo anniversario della sua scomparsa.
  • 26 gennaio 2026: Proiezione speciale all’Anteo Palazzo del Cinema di Milano, preceduta da un incontro alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.
  • 28 gennaio 2026: Evento a Roma presso il Cinema Nuovo Sacher.
  • 29 gennaio 2026: Proiezione al Cinema Modernissimo – Cineteca di Bologna.

Successivamente, il documentario sarà nelle sale come evento speciale il 2, 3 e 4 febbraio 2026. Il progetto ha già ottenuto importanti riconoscimenti, vincendo il Mia Market Bio to B – Doc Award 2025 e il Visioni Incontra Bio to B – Doc Award 2025.

Un monito universale per i diritti umani

“Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” non è solo un film-inchiesta, ma un tributo alla memoria di un giovane studioso e un potente monito sulla difesa dei diritti umani. Trasforma il dolore privato di una famiglia in un atto di resistenza civile e politica, restituendo voce a Giulio e trasformando il suo sacrificio in un appello universale per una giustizia che non accetti compromessi diplomatici o ragioni di Stato. Un’opera che, attraverso il linguaggio del cinema, si fa strumento di memoria attiva, scuotendo le coscienze e mantenendo accesi i riflettori su una verità che l’Italia intera ha il dovere di pretendere.

Di euterpe

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