Un anno di vibrante attività culturale, di sfide superate e di sguardi rivolti al futuro. Così si potrebbe riassumere il 2025 del Museo Nazionale del Cinema di Torino, che archivia dodici mesi di intensa programmazione con un bilancio più che lusinghiero. Sono state oltre 760.000 le presenze registrate all’interno della Mole Antonelliana, un dato che testimonia non solo il fascino intramontabile del simbolo di Torino, ma anche la vitalità di un’istituzione che continua a dialogare con il suo pubblico in modi sempre nuovi e coinvolgenti. Un risultato definito “importante” dal presidente Enzo Ghigo e dal direttore Carlo Chatrian, che sottolineano come questo numero confermi il trend positivo di crescita del museo.

Il dato assume un valore ancora più significativo se si considera un fattore non trascurabile: la chiusura programmata dell’ascensore panoramico per manutenzione nei mesi di giugno e luglio. Questo intervento tecnico, necessario e non più procrastinabile, ha inevitabilmente inciso sui flussi, privando temporaneamente i visitatori di una delle esperienze più amate e iconiche offerte dalla Mole. Nonostante ciò, il museo ha dimostrato una notevole capacità di attrazione, mantenendo un elevato numero di ingressi e confermando la sua solidità.

Un Ecosistema Culturale da Quasi un Milione di Persone

La vera forza del Museo Nazionale del Cinema, tuttavia, risiede nella sua capacità di agire come un vero e proprio hub culturale, un epicentro da cui si irradiano energie e iniziative che abbracciano l’intera città e dialogano con il mondo. Se ai visitatori della Mole si sommano infatti le presenze registrate in tutte le attività afferenti alla fondazione, il numero complessivo sfiora il milione di persone. Un traguardo che rende orgogliosi Ghigo e Chatrian e che attesta il ruolo strategico dell’istituzione a livello locale, nazionale e internazionale.

Questo straordinario risultato è il frutto di una visione d’insieme che integra diverse realtà, ciascuna con la sua specifica identità e il suo pubblico di riferimento. Un vero e proprio ecosistema culturale che comprende:

  • Il Cinema Massimo, sala d’essai e punto di riferimento per i cinefili torinesi.
  • Il Torino Film Festival (TFF), uno degli appuntamenti cinematografici più importanti d’Italia, che nella sua 43ª edizione ha registrato 38.000 presenze.
  • Il Lovers Film Festival, il più antico festival a tema LGBTQ+ d’Europa, che nel 2025 ha celebrato la sua 40ª edizione.
  • Il Festival CinemAmbiente, storica rassegna dedicata alle tematiche ambientali.
  • Il Torino Film Lab (TFL), laboratorio internazionale che supporta talenti emergenti da tutto il mondo.

A queste si aggiungono le numerose mostre temporanee, come la fortunata “The Art of James Cameron”, e le preziose collaborazioni con altri enti e realtà culturali, che arricchiscono costantemente l’offerta e amplificano l’impatto del museo sul territorio e oltre.

Sinergia e Innovazione: la Visione per il Futuro

Il successo del 2025 non è un punto d’arrivo, ma uno stimolo a proseguire lungo un percorso di rinnovamento e crescita. Le parole di Ghigo e Chatrian delineano una chiara visione per il futuro, fondata su due pilastri: la sinergia con le istituzioni del territorio e il dialogo costante con i più importanti referenti nazionali e internazionali. Questa strategia mira a consolidare ulteriormente il posizionamento di Torino come città del cinema e della cultura, capace di attrarre talenti, produzioni e pubblico da ogni parte del mondo.

L’impegno è quello di continuare a offrire un’esperienza culturale ricca e diversificata, che sappia coniugare la valorizzazione del patrimonio cinematografico con la sperimentazione di nuovi linguaggi e l’attenzione alle tematiche contemporanee. Il Museo Nazionale del Cinema si conferma così non solo un custode della memoria della settima arte, ma anche e soprattutto un laboratorio di idee e un motore di sviluppo culturale, pronto a scrivere nuove, appassionanti pagine della sua storia.

Di euterpe

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