Città del Vaticano – Un appello forte e chiaro a riscoprire l’essenza più autentica del servizio pubblico, fondato sull’ascolto, sulla responsabilità e sulla cura dei più deboli. Questo il cuore del messaggio che Papa Leone XIV ha rivolto a una delegazione di sindaci dei Comuni capoluogo di provincia e ai presidenti delle Anci regionali, ricevuti questa mattina in un’udienza privata nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico. Tra i presenti, anche la sindaca di Genova, Silvia Salis, che ha definito l’incontro “una grande emozione e un grande privilegio”.

L’appello del Pontefice: “Diventare maestri di dedizione al bene comune”

In un discorso denso di significato, svoltosi nell’atmosfera del periodo natalizio, Papa Leone XIV ha invitato gli amministratori locali a “diventare maestri di dedizione al bene comune”. Il Pontefice ha sottolineato come la nascita di Cristo riveli la vera natura del potere: non dominio, ma servizio e responsabilità. Ha esortato i sindaci a non essere semplici gestori della cosa pubblica, ma veri e propri custodi delle loro comunità, fatte non di numeri ma di “volti e storie da custodire come tesori preziosi”.

Il Papa ha messo in guardia contro un potere “disumano” che ignora la dignità della vita, evocando la figura di Erode e la strage degli innocenti. Al contrario, ha indicato la via dell’umiltà, dell’onestà e della condivisione come virtù indispensabili per chi governa. L’ascolto, in particolare, è stato definito una “dinamica sociale” fondamentale, il punto di partenza per comprendere le necessità reali delle persone, specialmente dei più fragili: famiglie in difficoltà, giovani, anziani soli e poveri.

Le sfide delle città moderne: dalla demografia alla solitudine

Leone XIV ha elencato con lucidità le complesse sfide che affliggono le città italiane: la crisi demografica, la solitudine degli anziani, l’inquinamento, i conflitti sociali e il “grido silenzioso dei poveri”. Ha inoltre puntato l’attenzione su nuove forme di disagio come i disturbi psichici, la depressione e la povertà culturale, definendo il gioco d’azzardo una “piaga che rovina molte famiglie”. Di fronte a questo quadro, il Papa ha esortato i sindaci a favorire una “alleanza sociale per la speranza”, citando l’invito del suo predecessore, Papa Francesco, a far recuperare a tutti la “gioia di vivere”.

Rievocando le parole del venerabile Giorgio La Pira, il “sindaco santo” di Firenze, ha ricordato che il dovere fondamentale di un primo cittadino è intervenire laddove c’è sofferenza, con tutti gli strumenti che “l’amore suggerisce e che la legge fornisce”. Un monito a non lasciare indietro nessuno, perché una democrazia che non parte dagli ultimi “si atrofizza, diventa un nominalismo”.

La reazione della sindaca di Genova, Silvia Salis

La sindaca di Genova, Silvia Salis, eletta a maggio 2025, ha accolto con profonda partecipazione le parole del Pontefice. “Accolgo con grande impegno l’invito che ci ha fatto il papa a ‘diventare maestri di dedizione al bene comune'”, ha dichiarato al termine dell’udienza. Per la prima cittadina, l’incontro, avvenuto durante il periodo natalizio, assume un significato ancora più profondo.

“Vorrei che questo messaggio accompagnasse ogni giorno la nostra azione amministrativa e politica”, ha proseguito Salis, “perché, come ci ha detto il papa, non ci manchi mai il coraggio di offrire speranza alla gente, attraverso l’ascolto che deve partire dai più poveri, dai più fragili e dai più sofferenti”. Le sue parole riflettono l’impegno a tradurre l’alto richiamo spirituale del Papa in un metodo di governo concreto, basato sulla vicinanza e sulla cura della comunità.

Un legame speciale con la Liguria

L’udienza ha rappresentato anche un’occasione per la delegazione ligure, coordinata dal direttore generale dell’Anci Liguria Pierluigi Vinai, per ricordare al Pontefice le sue radici. Papa Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost, vanta infatti un antenato materno, Jacques Martino, nato a Sanremo nel 1806. Un legame storico che rafforza ulteriormente il dialogo tra la Santa Sede e il territorio ligure, con l’auspicio, espresso da Vinai, di poter accogliere presto il Papa nella regione.

Di veritas

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