Milano – Un’ombra cupa si allunga sulla periferia nord di Milano, in quella zona di Cimiano attraversata da via Padova, dove un tragico ritrovamento ha scosso la quiete delle festività di fine anno. Il corpo senza vita di una giovane donna, successivamente identificata come la 19enne Aurora Livoli, è stato scoperto nella mattinata di lunedì 29 dicembre nel cortile interno di un palazzo al civico 74 di via Paruta. Quello che inizialmente appariva come un mistero si è rapidamente trasformato in un’indagine per omicidio, coordinata dal pubblico ministero Antonio Pansa della Procura di Milano.

La scoperta e i primi rilievi

A dare l’allarme, intorno alle 8:30 del mattino, è stato il custode dello stabile. La scena che si è presentata ai primi soccorritori e ai Carabinieri della compagnia Porta Monforte e del Nucleo Radiomobile è stata da subito carica di interrogativi. La giovane donna, inizialmente stimata tra i 25 e i 30 anni, giaceva a terra, semivestita. Indossava pantaloni di una tuta, scarpe da ginnastica e un giubbotto o una felpa aperta, ma era priva di maglietta e, secondo alcune fonti, anche degli indumenti intimi. Sul suo corpo, in particolare sul viso e sul collo, erano presenti lividi ed ecchimosi che, sebbene non sembrassero essere la causa diretta del decesso, hanno immediatamente indirizzato le indagini verso l’ipotesi di una morte violenta. Il medico legale ha escluso fin da subito una caduta accidentale dall’alto, rafforzando la pista dell’aggressione.

L’identificazione di Aurora Livoli

Per ore, l’identità della vittima è rimasta un enigma. La ragazza non aveva con sé né documenti né telefono. Nessuno tra i residenti del condominio, un complesso residenziale il cui cancello rimane spesso aperto, l’ha riconosciuta. La svolta è arrivata grazie all’analisi meticolosa delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della zona. I Carabinieri hanno diffuso alcuni fotogrammi che ritraevano la giovane, sperando nel riconoscimento da parte di qualcuno. La strategia ha funzionato: la vittima è stata identificata come Aurora Livoli, 19 anni, nata a Roma ma residente in provincia di Latina. La sua famiglia ne aveva denunciato l’allontanamento da casa il 4 novembre precedente. L’ultimo contatto telefonico con i genitori risaliva al 26 novembre, una chiamata in cui Aurora aveva detto di stare bene ma di non voler tornare, senza specificare dove si trovasse.

Le indagini: si cerca un uomo

L’inchiesta, ora formalmente per omicidio volontario, si concentra sulla ricostruzione delle ultime ore di vita di Aurora. I filmati delle telecamere di sorveglianza sono diventati l’elemento cardine dell’indagine. In un video, si vede Aurora entrare nel cortile del palazzo di via Paruta in compagnia di un uomo. Secondo quanto trapelato, i due non sembravano in conflitto; l’andatura era tranquilla, come se si conoscessero e fossero diretti verso la stessa meta. Tuttavia, circa un’ora dopo, lo stesso uomo è stato ripreso mentre si allontanava da solo, ripercorrendo la strada a ritroso. I militari del Nucleo Investigativo stanno ora concentrando tutti i loro sforzi nella ricerca di quest’uomo, considerato una figura chiave per risolvere il giallo.

Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, coordinati dal pm Pansa, vi è anche quella di una possibile violenza sessuale subita dalla ragazza prima di essere uccisa. A suggerirlo è il modo in cui è stato ritrovato il corpo, parzialmente svestito. Saranno tuttavia gli esami di laboratorio e, soprattutto, l’esito dell’autopsia, prevista per i primi giorni di gennaio, a fornire certezze sulle cause esatte della morte e a confermare o smentire l’ipotesi della violenza.

Di veritas

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