CHIETI – Torna a far discutere il caso della cosiddetta “famiglia nel bosco”, il nucleo familiare anglo-australiano composto da Nathan Trevallion, Catherine Birmingham e i loro tre figli minori, che ha scelto uno stile di vita neo-rurale a Palmoli, in provincia di Chieti. A riaccendere i riflettori sulla vicenda, che ha assunto contorni mediatici e politici di rilevanza nazionale, è una dura presa di posizione dei legali della coppia, gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas.
In una nota ufficiale, i difensori hanno dichiarato di voler intraprendere azioni legali “nei confronti di chiunque si renda responsabile della grave disinformazione” che circonda i loro assistiti. L’allarme è scattato, spiegano, a seguito della “diffusione integrale di ordinanze e relazioni che attengono a dati e fatti personalissimi dei minori coinvolti in questa drammatica e dolorosa vicenda”.
La smentita delle “fake news”
Nel mirino dei legali ci sono quelle che definiscono “sensazionalistiche quanto ridicole dichiarazioni” che hanno contribuito a creare un’immagine distorta della famiglia. Tra le falsità più eclatanti, citano “i fantomatici e inesistenti spazzolini di peli d’asino, malattie gravi mai curate o piuttosto la mancanza di vaccini”. Si tratta, secondo gli avvocati, di “questioni ampiamente smentite che, pur tuttavia, hanno il potere di creare ulteriore confusione e, soprattutto, danni irreversibili” per i bambini.
L’obiettivo di questa campagna di disinformazione, sostengono i legali, sarebbe quello di “tratteggiare l’idea della famiglia selvaggia approdata sul pianeta Terra”, un’immagine che danneggia profondamente la reputazione dei loro assistiti e il benessere psicologico dei figli.
Il contesto della vicenda giudiziaria
La vicenda ha avuto inizio quando i servizi sociali, a seguito di un ricovero della famiglia per un’intossicazione da funghi, hanno avviato accertamenti sulle condizioni di vita dei minori. Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha successivamente disposto la sospensione della responsabilità genitoriale e l’allontanamento dei tre bambini, collocandoli in una struttura protetta insieme alla madre. La decisione dei giudici si fonda su presunte “gravi e pregiudizievoli violazioni dei diritti dei figli all’integrità fisica e psichica, all’assistenza materiale e morale, alla vita di relazione e alla riservatezza”.
Tra le criticità sollevate dal Tribunale vi sono le condizioni abitative del casolare, ritenute inadeguate, la presunta mancanza di socializzazione dei bambini e dubbi sul percorso di istruzione parentale (homeschooling) intrapreso dai genitori. In particolare, secondo una relazione, la figlia maggiore non saprebbe né leggere né scrivere. La difesa, tuttavia, contesta fermamente queste valutazioni, sostenendo di aver depositato documentazione che prova i contatti dei minori con i loro coetanei e il loro benessere.
Le ultime evoluzioni e lo scontro politico
Il caso ha rapidamente travalicato i confini giudiziari, diventando terreno di scontro politico. Esponenti di centro-destra, tra cui il leader della Lega Matteo Salvini, hanno preso le difese della famiglia, parlando di “violenza di Stato” e contestando la decisione del Tribunale. Anche la premier Giorgia Meloni avrebbe valutato l’invio di ispettori ministeriali per approfondire la gestione del procedimento.
Recentemente, il Tribunale ha disposto una consulenza tecnica d’ufficio per accertare le competenze genitoriali della coppia e lo stato psico-fisico dei minori. Nel frattempo, la Corte d’Appello dell’Aquila ha respinto un ricorso dei genitori, confermando la permanenza dei bambini nella struttura protetta anche durante le festività natalizie, sebbene sia stato concesso al padre un incontro di due ore e mezza il giorno di Natale. La difesa lamenta che l’ordinanza del tribunale sia stata emessa prima del deposito di loro atti e documenti ritenuti cruciali.
La battaglia legale è dunque ancora in corso, con la Corte d’Appello che avrà tempo fino al 27 gennaio per decidere sul reclamo contro la sospensione della potestà genitoriale. Una vicenda complessa che intreccia diritto di famiglia, scelte di vita alternative, tutela dei minori e l’impatto, spesso controverso, dell’informazione mediatica.
