MIAMI – Un gancio destro devastante al sesto round ha posto fine al controverso incontro di pugilato tra l’ex due volte campione del mondo dei pesi massimi, Anthony Joshua, e lo youtuber diventato pugile, Jake Paul. L’epilogo, avvenuto al Kaseya Center di Miami, ha visto Paul crollare al tappeto per la quarta volta nel match, incapace di rialzarsi prima del conteggio finale dell’arbitro. Ma al di là del risultato sportivo, a tenere banco sono le polemiche per un combattimento definito “mediocre” e “a tratti una farsa” dalla stampa internazionale, e le gravi conseguenze fisiche per lo statunitense.

LA CRONACA DI UN KO ANNUNCIATO

L’incontro, trasmesso in mondovisione su Netflix e con una borsa milionaria in palio, ha deluso le attese di chi si aspettava un confronto equilibrato. I primi round sono stati caratterizzati da una fase di studio e da una tattica attendista da parte di entrambi, con Paul che cercava di muoversi lateralmente per evitare la potenza di Joshua. Questo atteggiamento ha però irritato il pubblico e l’arbitro Christopher Young, che sul finire del quarto round ha richiamato duramente i due contendenti. Con i microfoni a bordo ring che hanno catturato ogni parola, l’arbitro ha tuonato: “I fan non hanno pagato per vedere questo schifo“. Un rimprovero plateale che ha segnato una svolta nel match.

Dal quinto round, infatti, Joshua ha aumentato la pressione su un Paul visibilmente affaticato e in difficoltà. Il britannico ha iniziato a sferrare colpi con maggiore continuità, mandando al tappeto l’avversario per ben due volte. L’americano ha mostrato coraggio rialzandosi in entrambe le occasioni, ma l’epilogo era ormai scritto. All’inizio della sesta ripresa, una combinazione di Joshua ha trovato il volto di Paul, che è crollato a terra per il KO definitivo.

MASCELLE FRATTURATE E RICOVERO IN OSPEDALE

Le conseguenze del gancio destro di Joshua sono state pesantissime per Jake Paul. Subito dopo l’incontro, lo youtuber ha dichiarato di sospettare una frattura alla mascella, sputando sangue durante l’intervista post-match. I timori si sono rivelati fondati: trasportato in ospedale, gli esami hanno evidenziato una doppia frattura della mascella. Paul stesso ha confermato la diagnosi sui social media, postando una radiografia e annunciando di doversi sottoporre a un intervento chirurgico. L’operazione è andata a buon fine, ma lo attende un periodo di recupero con una dieta liquida per diversi giorni.

Nonostante il dolore e la sconfitta, Paul ha cercato di mostrarsi positivo: “È stato divertente, ho dato il massimo. Ma Anthony è uno dei migliori in assoluto. Mi prenderò una piccola pausa, poi tornerò e vincerò il campionato mondiale“.

LE REAZIONI: TRA RISPETTO E CRITICHE

Dal canto suo, Anthony Joshua ha ammesso che la sua non è stata la migliore delle prestazioni, ma ha reso omaggio alla tenacia dell’avversario. “L’obiettivo finale era quello di prendere Jake Paul, bloccarlo e fargli male“, ha dichiarato l’ex campione del mondo. “Voglio rendergli omaggio: si è rialzato più e più volte. È stata dura per lui, ma ha continuato a cercare una soluzione. Ci vuole un vero uomo per farlo“. Archiviata la pratica Paul, Joshua ha subito lanciato la sfida al rivale di sempre, Tyson Fury, per un incontro nel 2026.

L’incontro ha generato un acceso dibattito nel mondo della boxe e tra gli appassionati. Molti critici hanno sottolineato l’enorme differenza di esperienza e stazza tra i due pugili, con Joshua che si è presentato al peso con quasi 13 kg in più dell’avversario. Le prime riprese, giudicate noiose e prive di azione, hanno alimentato sospetti e accuse di un match “pilotato” per allungare lo spettacolo, accuse prontamente respinte dagli staff dei due atleti. Tuttavia, la dura reprimenda dell’arbitro e il brutale finale hanno lasciato un’ombra su un evento che, più che per il valore sportivo, sarà ricordato per le polemiche e per il grave infortunio subito da Jake Paul.

Di nike

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