ROMA – Un messaggio forte e chiaro, denso di preoccupazione ma anche di incrollabile sostegno. Nel solenne contesto della cerimonia per lo scambio degli auguri di fine anno con il Corpo Diplomatico, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dedicato un passaggio cruciale del suo intervento alla guerra in Ucraina, una ferita aperta nel cuore dell’Europa che si appresta a vivere il suo “quarto Natale di guerra”. Le sue parole, pronunciate al Quirinale, non solo hanno ribadito la posizione netta dell’Italia e dell’Unione Europea, ma hanno anche offerto una profonda analisi delle implicazioni globali del conflitto.

Un’aggressione che moltiplica le vittime e la distruzione

Il Capo dello Stato ha dipinto un quadro a tinte fosche della realtà quotidiana del popolo ucraino. “Si moltiplicano gli attacchi russi alle città e alle infrastrutture energetiche e civili. Le vittime civili sono sempre più numerose”, ha dichiarato Mattarella, evidenziando una strategia bellica che mira a piegare la resistenza del paese colpendo deliberatamente la popolazione. Questa tattica disumana, come sottolineato dal Sottosegretario agli Esteri Maria Tripodi in una recente riunione del G7+, mira a “trasformare l’inverno in un’arma di pressione contro la popolazione civile”. I dati confermano la drammaticità della situazione: recenti attacchi russi hanno lasciato oltre un milione di famiglie ucraine senza elettricità, con blackout che colpiscono duramente città come Odessa e la stessa centrale nucleare di Zaporizhzhia. Le stime sulle vittime civili dall’inizio del conflitto sono allarmanti, con decine di migliaia di morti e feriti, a testimonianza di una violenza indiscriminata.

Il sostegno incrollabile di Italia ed Europa

Di fronte a questa brutalità, la risposta dell’Italia e dell’Europa è stata ferma e unitaria. “L’Europa e l’Italia restano saldamente al fianco dell’Ucraina e del suo popolo”, ha affermato con vigore il Presidente, delineando l’obiettivo comune: “una pace equa, giusta e duratura, rispettosa del diritto internazionale, dell’indipendenza, della sovranità, dell’integrità territoriale, della sicurezza ucraine”. Questo sostegno non è solo politico e diplomatico, ma si concretizza in aiuti militari e finanziari significativi. L’Italia, anche nel suo ruolo di presidenza del G7, ha posto il supporto a Kiev come una priorità assoluta, come dimostra l’accordo bilaterale sugli impegni di sicurezza firmato a febbraio 2024. L’Unione Europea, dal canto suo, sta lavorando a un nuovo pacchetto di sostegno finanziario per il biennio 2026-2027, volto a garantire la stabilità economica e la capacità di difesa dell’Ucraina.

No a un nuovo ordine basato sulla sopraffazione

L’analisi del Presidente Mattarella si è spinta oltre la cronaca del conflitto, inquadrandolo in una più ampia crisi dell’ordine internazionale. Ha messo in guardia contro i tentativi di alcuni attori globali, con un chiaro riferimento alla Federazione Russa, di instaurare un “nuovo ordine” basato sulla “sopraffazione con ogni mezzo, violenza, guerra, conquista”. Mattarella ha definito la scelta di Mosca come una “svolta antistorica”, un ritorno alla “crudele prepotenza delle armi” e alla ricerca di “zone di influenza” che l’Europa credeva di aver superato. “Appare insensata la pace evocata da parte di chi, muovendo guerra, pretende in realtà di imporre le proprie condizioni”, ha chiosato, sottolineando la contraddizione di chi “non può evocare la pace” essendo la causa stessa della guerra.

L’appello al diritto internazionale e alla pace giusta

Il cuore del messaggio del Presidente risiede nel richiamo ai valori fondanti della comunità internazionale, nati dalle ceneri dei totalitarismi del XX secolo. Ha ricordato le generazioni che hanno lottato “contro il nazifascismo in Europa, contro il colonialismo, contro i totalitarismi per rivendicare libertà e diritti”, sacrifici che oggi rischiano di essere vanificati. La via maestra, per Mattarella, resta quella del diritto internazionale e della cooperazione multilaterale, incarnata dalle Nazioni Unite. La pace, per essere tale, non può essere una resa imposta con la forza, ma deve essere “equa, giusta e duratura”, fondata sul rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina. Un principio che l’Italia e i suoi partner europei continueranno a difendere con determinazione, mantenendo la pressione sulla Russia attraverso le sanzioni e l’isolamento diplomatico, fino a quando non sarà ripristinata la legalità internazionale.

Di veritas

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