ROMA – In un mondo in cui “l’ordine internazionale che conoscevamo vacilla” e “logiche di potenza e di sopraffazione cercano di prevalere”, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha levato una voce ferma e chiara in difesa dei valori fondanti della cooperazione multilaterale e, in particolare, del progetto europeo. In occasione della tradizionale cerimonia per lo scambio degli auguri di fine anno con il Corpo Diplomatico accreditato presso il Quirinale, il Capo dello Stato ha pronunciato un discorso denso di significato, in cui ha delineato le sfide cruciali del nostro tempo, dalla guerra in Ucraina alla crisi in Medio Oriente, fino alla minaccia rappresentata da un nuovo disordine mondiale basato sulla violenza.

L’Unione Europea: Un Sostegno che Tutela, non una Gabbia

Il passaggio più incisivo e commentato del suo intervento ha riguardato la natura e la funzione dell’Unione Europea. Con parole nette, Mattarella ha respinto la retorica che dipinge l’UE come un insieme di vincoli opprimenti. “La libera condivisione di principi e di norme non è una gabbia che costringe, ma un sostegno che tutela, soprattutto i più deboli”, ha affermato il Presidente. Una dichiarazione che assume un peso specifico in un’epoca di spinte sovraniste e di critiche all’integrazione comunitaria.

Proseguendo nella sua analisi, Mattarella ha puntato il dito contro specifici attori globali: “Non sorprende che vengano contestate da corporazioni internazionali che si espandono pretendendo di non dover osservare alcuna regola: questa non sarebbe libertà ma arbitrio”. Un monito diretto a quelle entità economiche transnazionali che, forti del loro potere, cercano di sottrarsi a quadri normativi condivisi, mettendo a rischio i diritti e le tutele costruite in decenni di collaborazione internazionale. La storia, ha ricordato il Capo dello Stato, insegna che “dinamiche puramente bilaterali pongono il più debole alla mercé del più forte”.

Un Ordine Internazionale Sotto Attacco

Il discorso del Presidente si è inserito in una più ampia riflessione sulla preoccupante fase che le relazioni internazionali stanno attraversando. Mattarella ha parlato di un’epoca in cui valori che si credevano consolidati – come la dignità della persona, i diritti umani e l’uguaglianza tra gli Stati – appaiono “sovente accantonati”. Ha messo in guardia contro i tentativi di dar vita a un “nuovo ordine” fondato sulla “sopraffazione con ogni mezzo, violenza, guerra, conquista”. Un’ipotesi che, secondo il Presidente, “va respinta” con fermezza.

In questo contesto, ha richiamato l’importanza della Carta delle Nazioni Unite, sottoscritta ottant’anni fa per “salvare le future generazioni dal flagello della guerra” e “riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo”. L’Unione Europea stessa, ha sottolineato, è “una delle più riuscite esperienze di pace tra i popoli e di democrazia”, nata proprio nella costante ricerca di pace e libertà.

I Fronti di Crisi: dall’Ucraina al Medio Oriente

Il Presidente non ha mancato di toccare i principali focolai di crisi che scuotono il pianeta. Ha ricordato che per il popolo ucraino questo è il “quarto Natale di guerra”, ribadendo che “l’Europa e l’Italia restano saldamente al fianco dell’Ucraina e del suo popolo, con l’obiettivo di una pace equa, giusta e duratura”. Ha condannato la “svolta antistorica di conquista territoriale” intrapresa dalla Federazione Russa, sottolineando come non possa “evocare la pace chi muove la guerra”.

Un pensiero è andato anche al Medio Oriente, nuovamente sconvolto da una spirale di violenza. Mattarella ha auspicato il raggiungimento di una pace e stabilità che non possono prescindere dalla “pacifica coesistenza, nella sicurezza, dei popoli israeliano e palestinese, nella cornice della soluzione a due Stati”. Un obiettivo da difendere contro ogni tentativo di comprometterne la praticabilità.

Infine, un severo avvertimento è stato lanciato riguardo alla corsa agli armamenti, in particolare quelli nucleari. Il Presidente ha definito “un crimine contro l’umanità” non solo l’uso, ma anche “la sola concreta minaccia di introdurre nei conflitti armamenti nucleari”.

Il Valore del Multilateralismo

Il filo conduttore dell’intero intervento è stato un appassionato appello a difendere e rafforzare il multilateralismo. L’Unione Europea, in questa visione, rappresenta un modello di come “l’equilibrio della collaborazione, degli obiettivi di benessere condivisi, della costruzione di fiducia reciproca” possa sostituire l’equilibrio delle armi. Un’architettura di regole e valori che, seppur imperfetta e continuamente messa alla prova, rimane l’unico argine contro la legge del più forte e l’unico strumento per tutelare i più vulnerabili sulla scena mondiale.

Di veritas

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