In un caso che intreccia politica, giustizia internazionale e accuse di spionaggio informatico, la Camera dei deputati di Brasilia ha deciso di non espellere la parlamentare Carla Zambelli, figura di spicco dell’ala ‘bolsonarista’ del Partito Liberale (PL). La votazione, conclusasi con 227 voti a favore della sua espulsione e 170 contrari, non ha raggiunto la maggioranza assoluta di 257 voti necessari per la revoca del mandato. Questa decisione crea un paradosso istituzionale, poiché la deputata, attualmente detenuta in Italia, è stata condannata in via definitiva dalla Corte Suprema brasiliana.

Le Pesanti Accuse e le Condanne

La posizione di Carla Zambelli è compromessa da due distinte condanne. La più grave, a dieci anni di reclusione, riguarda il suo coinvolgimento, insieme all’hacker Walter Delgatti Neto, nell’invasione del sistema informatico del Consiglio Nazionale di Giustizia (CNJ). Secondo l’accusa, l’obiettivo era quello di minare la credibilità del sistema giudiziario brasiliano inserendo documenti falsi, tra cui un finto mandato di arresto contro il giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes, considerato un avversario politico dai sostenitori di Bolsonaro. L’hacker Delgatti ha affermato di aver agito su ordine diretto della deputata, che gli avrebbe promesso sostegno finanziario e un impiego.

A questa si aggiunge un’altra condanna per possesso illegale di arma da fuoco, legata a un episodio avvenuto alla vigilia delle elezioni del 2022, quando inseguì e minacciò con una pistola un sostenitore dell’allora candidato Lula. Entrambe le sentenze della Corte Suprema includevano la perdita del suo mandato parlamentare come pena accessoria.

Scontro tra Poteri: la Corte Suprema e il Parlamento

La decisione della Camera dei Deputati di non ratificare la perdita del mandato decretata dalla magistratura ha acceso un forte dibattito sullo scontro tra poteri in Brasile. Mentre la Corte Suprema ha agito sulla base di una condanna penale definitiva, il Parlamento ha rivendicato la propria autonomia nel decidere sulla composizione dei suoi membri. Esponenti del Partito dei Lavoratori (PT), il partito del presidente Lula, hanno definito la decisione “una vergogna” e hanno annunciato un ricorso alla stessa Corte Suprema contro il voto della Camera. La questione solleva interrogativi fondamentali sull’estensione dell’immunità parlamentare di fronte a crimini conclamati.

La Fuga in Italia e la Battaglia per l’Estradizione

Dopo la prima condanna, Carla Zambelli, che possiede anche la cittadinanza italiana, ha lasciato il Brasile sostenendo di essere vittima di “persecuzione politica” e si è rifugiata in Italia. A seguito di un mandato di cattura internazionale inserito nella “lista rossa” dell’Interpol, è stata arrestata a Roma nel luglio 2025 e da allora è detenuta nel carcere di Rebibbia.

Il Brasile ha formalmente richiesto la sua estradizione. Il processo è in corso presso la Corte d’Appello di Roma, che ha richiesto alle autorità brasiliane garanzie sulle condizioni del sistema carcerario femminile prima di prendere una decisione definitiva. La difesa della Zambelli punta a evitare il rientro in Brasile, sostenendo che lì non avrebbe un processo equo. La vicenda è complessa anche a causa della doppia cittadinanza: il Brasile, per principio, non estrada i propri cittadini, il che potrebbe indebolire la richiesta basata sul principio di reciprocità.

Chi è Carla Zambelli: un Profilo Politico

Eletta per la prima volta nel 2018 e rieletta nel 2022 con un vasto consenso, Carla Zambelli è una delle voci più radicali e influenti della destra brasiliana. Fedelissima dell’ex presidente Jair Bolsonaro, ha costruito la sua carriera politica su una retorica aggressiva contro la corruzione e le istituzioni, in particolare la magistratura. La sua vicenda personale si inserisce nel più ampio contesto della profonda polarizzazione che ancora oggi divide il Brasile, un Paese che continua a fare i conti con l’eredità politica del bolsonarismo e i suoi attacchi alle fondamenta democratiche.

Di atlante

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