In una mossa che segna una netta cesura con il passato e promette di infiammare ulteriormente il dibattito politico a Bruxelles, la delegazione di Fratelli d’Italia (FdI) al Parlamento Europeo ha annunciato un cambio di strategia radicale riguardo le richieste di revoca dell’immunità parlamentare. Con un comunicato ufficiale, il partito ha reso noto di essersi espresso a favore della revoca per le eurodeputate del Partito Democratico, Elisabetta Gualmini e Alessandra Moretti, ma ha sottolineato che tale decisione non si basa sul merito dei singoli casi, bensì su una nuova linea politica adottata in risposta a quella che definisce una “strumentalizzazione” dell’istituto da parte della sinistra.

La decisione arriva a seguito del voto della commissione giuridica (JURI) del Parlamento UE che si è espressa favorevolmente alla revoca dell’immunità per Alessandra Moretti, mentre ha respinto la richiesta per Elisabetta Gualmini. Entrambe le eurodeputate sono coinvolte nell’ambito della vasta inchiesta sul cosiddetto Qatargate, lo scandalo di presunta corruzione che ha scosso le istituzioni europee. La decisione finale spetterà comunque alla sessione plenaria del Parlamento.

La “svolta politica” di Fratelli d’Italia

Il cuore della nuova posizione di FdI risiede in una critica feroce alla gestione del caso di Ilaria Salis, l’eurodeputata di Alleanza Verdi-Sinistra a cui il Parlamento Europeo ha recentemente confermato l’immunità. Secondo Fratelli d’Italia, la sinistra avrebbe “completamente svuotato di senso e piegato ad una logica di parte l’istituto dell’immunità parlamentare”. Per questo motivo, il partito ha dichiarato che d’ora in avanti le sue posizioni sulle richieste di revoca “risponderanno esclusivamente a valutazioni politiche”.

“Con questo spirito, a prescindere dal merito su cui pure riteniamo ci siano molti aspetti da chiarire, ci siamo espressi a favore della revoca sui casi che riguardano le colleghe Gualmini e Moretti”, si legge nella nota di FdI. Il partito ha poi aggiunto che manterrà questo criterio “fino a quando la sinistra europea – Pd e M5S compresi – non cesserà di usare lo strumento dell’immunità come una clava contro l’avversario politico”.

Questa dichiarazione segna un punto di non ritorno, trasformando una prerogativa nata per tutelare l’indipendenza dei parlamentari da persecuzioni politiche arbitrarie (fumus persecutionis) in un terreno di scontro prettamente partitico. L’immunità, infatti, non è un privilegio personale ma una garanzia per l’esercizio libero del mandato parlamentare.

Il Contesto: Qatargate e destini diversi per Moretti e Gualmini

Le richieste di revoca per Moretti e Gualmini sono state avanzate dalla magistratura belga nell’ambito dell’inchiesta Qatargate. La commissione JURI ha però deliberato in modo differente per le due esponenti del PD:

  • Per Alessandra Moretti, la richiesta di revoca è stata approvata con 16 voti a favore, 7 contrari e un astenuto. Fonti europee suggeriscono che a pesare sulla sua posizione siano stati alcuni viaggi, in particolare uno a Varsavia per incontrare un ambasciatore marocchino considerato figura centrale nell’inchiesta.
  • Per Elisabetta Gualmini, la richiesta è stata respinta con un risultato speculare: 16 voti contrari, 7 a favore e un astenuto. In questo caso, le evidenze a suo carico sono state ritenute meno concrete.

Alessandra Moretti ha commentato il voto definendolo “politico” e si è detta “amareggiata”, sostenendo di aver già smentito su base documentale gli elementi presentati dalla procura. Anche il suo legale ha ribadito che le contestazioni riguardano la sua tipica attività di parlamentare a tutela dei diritti umani. Frattanto, Fratelli d’Italia ha colto l’occasione per chiedere che venga fatta luce anche su un altro recente caso che ha coinvolto l’ex Alta Rappresentante Federica Mogherini.

Il Precedente del Caso Salis e il Dibattito sull’Immunità

La decisione di Fratelli d’Italia è una diretta conseguenza della vicenda di Ilaria Salis. L’eurodeputata, eletta con AVS mentre era detenuta in Ungheria con l’accusa di aver aggredito dei militanti di estrema destra, ha visto il Parlamento Europeo respingere la richiesta di revoca della sua immunità. Questa decisione era stata duramente criticata da FdI, che l’aveva definita “un fatto grave” e un pronunciamento “squisitamente politico”, basato sull’appartenenza partitica e non sul diritto.

La mossa di FdI ora capovolge la prospettiva: se la valutazione politica è stata usata dalla sinistra per “salvare” Salis, lo stesso metro verrà usato dalla destra. Questo approccio, tuttavia, solleva interrogativi profondi sulla natura stessa dell’immunità parlamentare, un istituto giuridico le cui procedure sono dettagliatamente normate dal Regolamento del Parlamento Europeo. La sua funzione è proteggere l’integrità dell’assemblea legislativa, non diventare un’arma nel gioco delle parti. La polemica è destinata a continuare, con il rischio di erodere ulteriormente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee.

Di atlante

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