Roma – Un proscenio che si apre sulla storia, un sipario che si alza su una vita dedicata al palcoscenico. Nel centenario della sua morte (1925-2025), la capitale rende omaggio a uno dei giganti della cultura italiana, Eduardo Scarpetta, con una straordinaria mostra allestita negli spazi della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Intitolata “Eduardo Scarpetta. Il teatro come dinastia”, l’esposizione, visitabile a ingresso libero fino al 27 febbraio 2026, non è una semplice commemorazione, ma un’analisi profonda e un racconto avvincente dell’uomo che ha trasformato la commedia popolare in un genere nobile, gettando le fondamenta del teatro moderno.
Nata dalla prestigiosa collaborazione tra la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, la Biblioteca Museo Teatrale SIAE e l’Archivio Storico SIAE, la mostra si configura come un’immersione totale nella drammaturgia napoletana e italiana a cavallo tra Otto e Novecento. Un percorso che, attraverso un’impressionante mole di materiali, restituisce la figura di Scarpetta in tutta la sua poliedrica complessità: non solo attore e autore, ma anche capocomico visionario e instancabile innovatore.
Un viaggio nel cuore del teatro Scarpettiano
Entrare nelle sale della Biblioteca Nazionale significa accomodarsi in prima fila per assistere alla parabola artistica di un genio. Il visitatore è accolto da un tesoro di documenti che tracciano la sua carriera passo dopo passo: dai primi esordi al fianco di Antonio Petito, fino alla consacrazione definitiva con capolavori immortali come “Miseria e Nobiltà”. La mostra espone un patrimonio inestimabile: fotografie di scena che catturano l’energia del palcoscenico, ritratti caricaturali firmati da artisti dell’epoca come Romeo Marchetti, e un fitto carteggio con i protagonisti della scena teatrale di allora, tra cui spiccano nomi come Luigi Rasi ed Edoardo Boutet.
Ma sono i copioni, manoscritti e a stampa, a costituire il cuore pulsante dell’esposizione. Conservati con cura dalla Biblioteca Teatrale SIAE, questi documenti sono testimoni preziosi non solo del processo creativo di Scarpetta, ma anche della fondamentale missione della SIAE nella tutela del diritto d’autore. Sfogliando idealmente queste pagine, spesso fitte di annotazioni, correzioni e appunti di scena, si percepisce il respiro vivo del mestiere, si riscoprono le battute fulminanti del suo alter ego, Don Felice Sciosciammocca, e la verve di opere come “‘Na Santarella”, “Nu turco napulitano” e “Tre pecore viziose!!!”.
La celebre disputa con D’Annunzio e l’eredità dinastica
La mostra non trascura uno degli episodi più significativi e dibattuti della biografia di Scarpetta: la celebre disputa legale con Gabriele D’Annunzio. Scarpetta, con la sua irriverente genialità, aveva osato realizzare una parodia de “La figlia di Iorio” del Vate. Ne scaturì un processo che segnò un punto di svolta nella storia del diritto d’autore in Italia e che, nonostante l’assoluzione finale, lasciò una ferita profonda nell’animo di Scarpetta, tanto da spingerlo a ritirarsi dalle scene. L’esposizione documenta questo scontro tra titani, offrendo un affresco vivido del clima culturale dell’epoca.
L’eredità di Scarpetta, però, non poteva essere fermata da una battaglia legale. Essa è fluita, potente e inarrestabile, nelle vene dei suoi figli, dando vita a una delle più importanti dinastie teatrali del Novecento. Una sezione speciale è infatti dedicata ai figli, tra cui i celeberrimi Eduardo, Titina e Peppino De Filippo. A testimonianza di questo passaggio di consegne artistico e familiare, la mostra espone un pezzo di inestimabile valore: il copione autografo di Eduardo De Filippo “Chill’è pazzo!!…”, un filo rosso che lega indissolubilmente il padre ai figli, il maestro agli allievi che ne hanno raccolto e magnificato il lascito.
Tra tradizione e innovazione: uno sguardo multimediale
Coerentemente con lo spirito innovatore di Scarpetta, la mostra non si limita a un’esposizione tradizionale, ma abbraccia le potenzialità della tecnologia. Una sezione multimediale permette ai visitatori di sfogliare digitalmente opere e riviste d’epoca custodite dalla Biblioteca Nazionale e di consultare preziosi materiali provenienti dall’Archivio delle Teche Rai. Questo approccio, che unisce rigore filologico e fruizione moderna, rende l’esperienza ancora più coinvolgente e accessibile.
A impreziosire ulteriormente il percorso, per la prima volta in assoluto, vengono mostrate al pubblico fotografie tratte dall’Archivio privato di Luigi Esposito, noto artista napoletano e stretto collaboratore sia di Scarpetta che, in seguito, del grande Totò. Immagini inedite che aprono una finestra intima e privata sulla vita e sul lavoro di questi mostri sacri del palcoscenico.
La mostra “Eduardo Scarpetta. Il teatro come dinastia” è dunque molto più di una celebrazione: è un atto di riscoperta, un’indagine culturale che, tra locandine, carteggi e memorie, permette di riascoltare la voce senza tempo di un genio che ha insegnato all’Italia a ridere di sé stessa, con intelligenza e profondità.
- Luogo: Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale Castro Pretorio, 105 – Roma
- Date: Fino al 27 febbraio 2026
- Orari: Dal lunedì al giovedì ore 10:00-18:00; venerdì ore 10:00-13:00
- Ingresso: Libero
