PALMOLI (Chieti) – Una vera e propria corsa contro il tempo per riunire una famiglia. È quanto stanno affrontando gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, del foro di Chieti, nominati nuovi legali di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la coppia anglo-australiana che ha scelto di vivere in un casolare isolato nei boschi di Palmoli, in provincia di Chieti. I due professionisti hanno preso il posto del precedente difensore, Giovanni Angelucci, che ha rimesso il suo mandato denunciando “troppe pressanti ingerenze esterne” e la difficoltà nel trovare un punto d’incontro con i suoi assistiti. La priorità assoluta per il nuovo collegio difensivo è la preparazione e il deposito del ricorso contro l’ordinanza del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, che ha disposto il collocamento dei tre figli minori della coppia in una casa famiglia. La scadenza per la presentazione dell’istanza è fissata per sabato 29 novembre, un termine che incombe e che aggiunge ulteriore pressione a una vicenda già complessa e delicata.
Il cambio di strategia difensiva e le ragioni della rinuncia di Angelucci
La decisione di cambiare la difesa segna una svolta significativa nella strategia legale della famiglia. L’avvocato Angelucci ha motivato la sua rinuncia parlando di un rapporto di fiducia incrinato, a causa di non meglio specificate “interferenze esterne”. Dalle sue dichiarazioni emerge anche la frustrazione per il rifiuto da parte dei coniugi di diverse soluzioni abitative alternative, tra cui un’abitazione messa a disposizione gratuitamente da un imprenditore locale e un’altra suggerita dal sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli. Secondo il legale uscente, la coppia avrebbe anche respinto l’idea di un progetto di ristrutturazione straordinaria del loro attuale immobile, ritenendolo “troppo invasivo e impattante”.
Dal canto loro, i coniugi Trevallion-Birmingham, in una lettera diffusa tramite i nuovi legali, hanno fornito la loro versione dei fatti, negando categoricamente di aver mai rifiutato aiuti. Hanno attribuito parte delle incomprensioni alle difficoltà con la lingua italiana, specialmente con i tecnicismi giuridici, affermando di aver compreso appieno il contenuto dell’ordinanza del tribunale solo dopo averne ricevuto una traduzione in inglese. La coppia ha ribadito che ogni loro scelta è sempre stata guidata dal benessere dei figli e ha espresso la volontà di instaurare un dialogo più costruttivo e collaborativo con le istituzioni.
Una vicenda che divide l’opinione pubblica e diventa caso politico
Il caso della “famiglia del bosco” ha rapidamente superato i confini della cronaca locale, attirando l’attenzione dei media nazionali e internazionali e innescando un acceso dibattito pubblico. La loro scelta di vita, improntata all’autosufficienza e al contatto con la natura, ha sollevato questioni complesse che intrecciano il diritto alla libertà educativa dei genitori, la tutela dei minori e il ruolo dello Stato nelle scelte familiari. La vicenda è diventata anche terreno di scontro politico, con l’intervento di figure come il leader della Lega, Matteo Salvini, che ha espresso la sua contrarietà alla decisione dei giudici, e la risposta di esponenti della sinistra, trasformando un caso di diritto di famiglia in un simbolo di visioni opposte della società. Anche il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, è intervenuto sulla questione, annunciando di aver richiesto tutti gli atti per valutare eventuali profili di rilievo disciplinare.
Le motivazioni del Tribunale e la speranza in un nuovo inizio
Il provvedimento del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila si fonda sulla necessità di tutelare il “diritto alla vita di relazione” e la sicurezza dei bambini. I giudici hanno evidenziato come l’isolamento prolungato e le precarie condizioni igienico-sanitarie dell’abitazione potessero rappresentare un rischio concreto per il loro equilibrato sviluppo psico-fisico. Non è in discussione, quindi, l’amore dei genitori, ma la valutazione oggettiva delle condizioni di vita dei minori.
Nonostante le difficoltà, si intravedono spiragli di speranza. Recentemente, la famiglia avrebbe espresso apprezzamento per un casolare, sempre a Palmoli, offerto in comodato d’uso gratuito da un ristoratore di Ortona. L’abitazione, ristrutturata e dotata dei servizi essenziali come acqua corrente e camini in ogni stanza, potrebbe rappresentare quel compromesso necessario a sbloccare l’impasse giudiziario, permettendo alla famiglia di riunirsi in un ambiente idoneo, senza rinunciare alla loro filosofia di vita a contatto con la natura. Mentre gli avvocati Femminella e Solinas lavorano al ricorso, l’attenzione resta alta su una storia che interroga profondamente la nostra società sui limiti tra libertà individuale e responsabilità collettiva nella crescita delle nuove generazioni.
