Un quarto di secolo merita una celebrazione che non sia solo un omaggio al passato, ma anche un audace sguardo verso il futuro. È con questo spirito che Rai Cinema chiude le manifestazioni per il suo 25° anniversario lanciando un progetto innovativo e intergenerazionale: il podcast “Take 25”. Disponibile dal 27 novembre su RaiPlay, RaiPlay Sound e Spotify, questa serie audio si propone di tessere un filo narrativo tra i maestri che hanno fatto la storia recente del cinema italiano e le nuove voci digitali che oggi lo raccontano e lo vivono.

L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra Rai Cinema e No Name Radio, il canale totalmente digitale della Rai, si articola come un viaggio sonoro in otto tappe, registrate nel suggestivo Metastudio di Via Asiago. L’obiettivo è duplice: da un lato, rendere omaggio alla ricca storia di Rai Cinema, ai suoi film e ai talenti che l’hanno resa grande; dall’altro, ampliare l’orizzonte del pubblico, coinvolgendo in particolare le generazioni più giovani attraverso un linguaggio a loro familiare.

Un dialogo tra passato e futuro: i protagonisti

A guidare questo dialogo sono due giovani talenti del mondo digitale: l’attrice e content creator Jenny De Nucci e il content creator e “cinema storyteller” Antonio James Mascoli. La loro freschezza e la loro capacità di comunicare con un pubblico moderno si intrecciano con l’esperienza e la profondità di otto registi di spicco, che hanno contribuito in maniera significativa al percorso di Rai Cinema. Ogni puntata vedrà infatti la partecipazione di un ospite diverso, in un parterre che rappresenta la diversità e la ricchezza del nostro panorama cinematografico.

Gli otto registi che si racconteranno ai microfoni di “Take 25” sono:

  • Margherita Vicario
  • Micaela Ramazzotti
  • Massimiliano Bruno
  • Giulia Steigerwalt
  • Francesco Bruni
  • Paolo Genovese
  • Sydney Sibilia
  • Pif (Pierfrancesco Diliberto)

Un elenco di nomi che spazia tra generi, stili e percorsi differenti, garantendo così un confronto vivace e multisfaccettato su cosa significhi fare cinema oggi e ieri.

La domanda chiave: “A 25 anni cosa stavi facendo?”

Il titolo stesso del podcast, “Take 25”, è un gioco di parole che evoca sia il ciak cinematografico sia l’età anagrafica che funge da catalizzatore per la conversazione. Ogni episodio, infatti, si apre con una domanda rituale, la stessa per tutti gli ospiti: “A 25 anni cosa stavi facendo?”. Questa semplice domanda diventa il pretesto per un viaggio a ritroso, un’esplorazione del personalissimo incontro di ciascun regista con la settima arte. Un punto di partenza che permette di svelare aneddoti, sogni giovanili, sfide e momenti di svolta che hanno definito le loro carriere.

Questo approccio narrativo mira a creare un racconto intimo e diretto, capace di andare oltre l’analisi critica dei film per toccare le corde più umane e personali degli artisti. È un modo per mostrare come la passione per il cinema possa nascere e svilupparsi in modi imprevedibili, restituendo la complessità e il fascino del mestiere del regista.

Un progetto strategico per un nuovo pubblico

“Take 25” non è solo un’operazione nostalgica, ma una mossa strategica che si inserisce in un più ampio sforzo da parte della Rai di rinnovare la propria offerta culturale, puntando con decisione sulla produzione digitale. Dopo un’estate di grande cinema offerta sulle reti generaliste, questo podcast rappresenta il culmine delle celebrazioni, un “ciak” finale che è in realtà un’apertura verso nuovi orizzonti.

L’intento è chiaro: costruire un ponte tra il cinema d’autore e i nuovi linguaggi della comunicazione, favorendo un incontro proficuo tra chi il cinema lo crea e chi oggi ne fruisce e ne parla attraverso i social media e le piattaforme digitali. Come sottolineato dagli stessi conduttori, il formato podcast permette di raggiungere un pubblico diverso, raccontando il cinema in un modo più intimo e accessibile, con la convinzione che il futuro della settima arte passi anche dalla capacità di dialogare con le nuove generazioni, senza mai dimenticare la propria storia.

Di euterpe

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