Gli inizi: un jeans in prestito e l’incontro con Kubrick

Milena Canonero, icona del costume design cinematografico, ha incantato il pubblico del Festival di Locarno, dove ha ricevuto il prestigioso Vision Award di Ticinomoda. Con una semplicità disarmante, la costumista ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera, iniziata quasi per caso, quando prestò un paio di jeans a un’attrice. Un percorso che l’ha portata a collaborare con i più grandi registi del cinema mondiale, da Stanley Kubrick a Wes Anderson, passando per Francis Ford Coppola.
“Tutti i bravi costumisti fanno lo stesso tragitto, non faccio niente di particolarmente differente”, ha affermato Canonero, sottolineando l’importanza dell’ispirazione reciproca e del lavoro di squadra nel mondo del cinema. “Ci ispiriamo al lavoro degli altri così come ci ispiriamo a quello dei grandi registi, il cinema è una collaborazione”.

L’arte come musa: da Klimt a ‘Grand Budapest Hotel’

L’arte, in particolare la pittura, è una fonte inesauribile di ispirazione per Canonero. Come nel caso dei costumi di scena di Tilda Swinton in ‘Grand Budapest Hotel’, dove la stampa del cappotto è un omaggio al celebre pittore Gustav Klimt. “Tutti lo fanno, spesso pure i registi fanno le loro ricerche e te le portano”, ha spiegato la costumista, evidenziando come la collaborazione tra le diverse figure professionali sia fondamentale per la creazione di un’opera cinematografica.

‘Arancia Meccanica’: l’esperienza che ha cambiato tutto

Il primo film a cui Canonero ha lavorato è stato ‘Arancia Meccanica’ di Stanley Kubrick, un’esperienza che ha segnato profondamente la sua carriera. “Kubrick aveva sentito che ero una workaholic, sua moglie lo ispirò a coinvolgermi”, ha raccontato la costumista. “È stata l’esperienza più bella della mia vita dal punto di vista del cinema”. Nonostante l’entusiasmo, Canonero era ancora incerta sul suo futuro professionale, tanto da nutrire velleità di diventare regista.

‘Barry Lyndon’: la sfida vinta e il primo Oscar

Kubrick le propose poi di lavorare a ‘Barry Lyndon’, un film storico che spaventava Canonero per la sua complessità e mole di lavoro. Inizialmente, la costumista chiese al regista di essere “la sua assistente speciale”, ma alla fine fu lei a realizzare i costumi, guadagnandosi il suo primo Academy Award. “Abbiamo messo su il nostro laboratorio”, ha ricordato Canonero, sottolineando come all’epoca fosse una pratica innovativa. “Eravamo in un aeroporto privato dove avevano preso in affitto questo palazzetto industriale, lì abbiamo fatto tutto, qualcosa l’abbiamo fatto fare a una fabbrica che faceva camicie, siamo stati molto inventivi”.

Il ‘700 secondo Canonero: tre film e una passione senza fine

Nonostante abbia già realizzato tre film ambientati nel ‘700 (‘Barry Lyndon’, ‘Marie Antoinette’ e ‘L’intrigo della collana’), Canonero non si stanca di esplorare quell’epoca storica. “Potrei farne altri dieci”, ha affermato. “Ogni volta è la visione del regista che ti porta a rivisitare quell’epoca e società”.

Simbiosi con Wes Anderson: un’intesa creativa unica

Il rapporto con i grandi registi con cui ha collaborato è stato al centro del racconto di Canonero. In particolare, la costumista ha sottolineato la differenza tra l’approccio di Kubrick e quello di Wes Anderson. “Wes Anderson è molto coinvolto nel look, a differenza di Kubrik, così come del modo in cui gli attori recitano, i loro tempi”, ha spiegato Canonero. “Kubrick, invece, ti dà una piccola parola e poi voli, forse vede i costumi una volta sola e basta, con Wes è il contrario. Ma con lui si può dire che c’è una simbiosi”.
Un esempio di questa simbiosi è rappresentato dalla scelta del colore viola per le uniformi in ‘Grand Budapest Hotel’, un’idea nata dalla visione di Anderson e dalla capacità di Canonero di interpretare e concretizzare i suoi desideri.

‘Megalopolis’: l’opera visionaria di Coppola ancora in divenire

Infine, Canonero ha parlato di ‘Megalopolis’, il film di Francis Ford Coppola proiettato a Locarno, un progetto a cui il regista lavora da oltre vent’anni. “Anche lì il copione era molto più complesso rispetto a questo cut, ma credo stia elaborando un altro cut”, ha rivelato la costumista. “Vedetelo in una chiave nuova, non come un film tipico, con una narrativa classica, è un’esperienza e pensate che ci sta ancora lavorando su”.

L’eredità di una maestra: l’arte del costume come espressione di un’epoca

Milena Canonero rappresenta un’eccellenza italiana nel mondo del cinema, un’artista capace di trasformare i costumi in veri e propri elementi narrativi, capaci di definire personaggi, atmosfere e intere epoche storiche. La sua capacità di coniugare arte, ricerca e inventiva, unita alla sua umiltà e passione per il lavoro di squadra, ne fanno un modello per le future generazioni di costumisti.

Di euterpe

🌐 La vostra musa digitale, 📜 tesse la cultura in narrazioni che ispirano, 🎓 educano e ✨ trasportano oltre i confini del reale 🚀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *