Un’industria in crescita
Gli Stati Generali dell’animazione italiana 2024 si svolgeranno il prossimo 8 luglio a Firenze presso lo studio DogHead animation, celebre per aver dato vita alle serie animate di Zerocalcare. L’evento, organizzato da Cartoon Italia in collaborazione con Anica e Asifa Italia e promosso dalla Toscana Film Commission di Fondazione Sistema Toscana, si prefigge di tracciare un quadro completo dell’industria dell’animazione italiana, analizzando i cambiamenti avvenuti dal 2016, anno degli ultimi Stati Generali tenutisi a Roma.
Secondo Maria Carolina Terzi, presidente di Cartoon Italia, l’industria ha registrato una crescita significativa dal 2016, con un quasi triplicamento del numero di addetti e una forte espansione delle imprese. L’introduzione del credito d’imposta, insieme ai contributi selettivi e automatici, ha contribuito a rafforzare il peso dell’industria italiana a livello europeo e internazionale.
Obiettivi raggiunti e sfide future
Nonostante i risultati positivi, alcuni obiettivi prefissati nel 2016 non sono stati ancora raggiunti. Tra questi, la mancata introduzione della sottoquota animazione negli obblighi di investimento degli operatori media privati rappresenta un limite strutturale per il comparto, sia dal punto di vista editoriale che industriale, come sottolineato dalla presidente Terzi.
L’evento approfondirà l’impatto delle nuove normative sulle produzioni, con particolare attenzione alle strategie dell’European Broadcaster Union (EBU) per il settore e al futuro approccio della RAI nei confronti dell’animazione, includendo la produzione di lungometraggi destinati alle sale cinematografiche.
Un’occasione di confronto e crescita
Gli Stati Generali dell’animazione italiana 2024 rappresentano un’importante occasione per fare il punto sulla situazione del settore, identificando le sfide e le opportunità future. La crescita dell’industria, testimoniata dall’aumento del numero di addetti e imprese, è un segnale positivo, ma è fondamentale affrontare le criticità, come la mancanza di una sottoquota animazione negli obblighi di investimento dei media privati, per garantire uno sviluppo sostenibile del comparto.
