Il mare come destino, come specchio dell’anima, come campo di battaglia per affermare il proprio diritto a esistere. È questo il cuore pulsante di “Sea Sisters”, l’atteso film diretto da Brunella Filì, che approda in anteprima mondiale al Bari International Film&Tv Festival 2026. Presentata nella prestigiosa sezione competitiva internazionale “Meridiana”, l’opera sarà proiettata il 26 marzo presso il suggestivo Teatro Kursaal Santalucia, promettendo di essere uno degli eventi più significativi della kermesse.
Frutto di una coproduzione internazionale tra Italia e Norvegia, che vede unite le forze di Nightswim, Officinema Doc srl e Rein Films, il film è un viaggio cinematografico durato ben sette anni. Un lungo periodo di riprese che ha permesso alla regista e alla co-sceneggiatrice Antonella W. Gaeta di tessere con pazienza e profondità un racconto che attraversa l’Europa, dal calore del Mar Mediterraneo alle gelide acque del Mar Glaciale Artico.
Due Donne, Due Mari, Un Unico Destino
“Sea Sisters” esplora le traiettorie parallele di due donne straordinarie, apparentemente agli antipodi ma unite da un’invisibile corrente di determinazione. Da un lato, nel Sud Italia, tra le coste assolate di Gallipoli e Santa Maria di Leuca, conosciamo Antonia Capani. La sua è una vita segnata dall’assenza: il padre, pescatore, è scomparso in un naufragio avvolto nel mistero prima che lei potesse conoscerlo. Spinta da un desiderio quasi ancestrale di seguirne le orme, Antonia lotta quotidianamente contro i pregiudizi di una comunità patriarcale che fatica ad accettare una donna al timone di una barca da pesca. La sua è una battaglia per il diritto a ereditare un mestiere che è anche un’eredità affettiva e identitaria.
Dall’altro lato, nei fiordi sferzati dal vento di Tromsø e fino all’estremo Capo Nord, incontriamo Sandra Andersen Eira. Capitana Sámi, appartenente al popolo indigeno dell’Artico, Sandra ha realizzato ciò che per Antonia è ancora un sogno: guida il proprio peschereccio. Ma la sua affermazione professionale ha avuto un costo personale altissimo: la perdita della custodia della figlia Leah, a causa di una professione ritenuta inadatta a una madre. La sua sete di giustizia e autodeterminazione non si ferma, però, alle onde. L’impegno politico come membro del Parlamento Sámi la conduce a una scelta ancora più radicale e sconvolgente: partire come volontaria per la guerra in Ucraina.
Un Racconto Universale di Libertà e Sogni
La regia di Brunella Filì, nota per la sua capacità di catturare l’essenza umana nei suoi documentari premiati come “Emergency Exit”, costruisce un ponte visivo ed emotivo tra questi due mondi. Il film, attraverso uno sguardo intimo e cinematografico, non si limita a documentare due vite, ma le mette in dialogo, mostrando come, a migliaia di chilometri di distanza, le sfide poste dalle norme culturali e dalle disparità di genere siano dolorosamente universali. Il mare, elemento che unisce e separa, diventa la metafora potente del desiderio di libertà, della complessità dei sogni e del coraggio necessario per inseguirli contro ogni avversità.
Il progetto ha ricevuto un importante sostegno da numerose istituzioni, tra cui l’Apulia Film Commission, il Ministero della Cultura, la Regione Puglia e il Comune di Gallipoli, a testimonianza del valore culturale e sociale dell’opera. “Sea Sisters” si preannuncia così non solo come un film, ma come un manifesto sul diritto inalienabile di ogni individuo a scegliere il proprio orizzonte e a navigare verso di esso, qualunque sia la tempesta da affrontare.
