VARESE – Il fondatore della Lega Nord, Umberto Bossi, è morto all’età di 84 anni. Il decesso è avvenuto nella serata di giovedì all’ospedale di Circolo di Varese, dove era stato ricoverato in terapia intensiva. La sua scomparsa chiude un capitolo fondamentale della politica italiana, segnando la fine di un’era per il movimento che ha profondamente influenzato il dibattito pubblico a partire dalla fine degli anni ’80.

Una Lunga Battaglia per la Salute

Da oltre vent’anni, Umberto Bossi combatteva con le conseguenze di un grave ictus cerebrale che lo aveva colpito nel marzo del 2004. Quell’evento aveva segnato uno spartiacque nella sua vita, lasciandogli permanenti difficoltà motorie e di linguaggio che ne avevano limitato l’attività pubblica, pur senza mai spegnere del tutto la sua influenza politica. Nonostante le precarie condizioni di salute, Bossi aveva continuato a essere un punto di riferimento per una parte del mondo leghista, mantenendo il suo seggio in Parlamento fino alle elezioni del 2022.

Le Origini e l’Ascesa Politica: dal Federalismo alla Padania

Nato a Cassano Magnago, in provincia di Varese, il 19 settembre 1941, Umberto Bossi ha iniziato la sua carriera politica negli anni ’70. Dopo aver abbandonato gli studi di medicina, si è avvicinato ai movimenti autonomisti, trovando ispirazione nel federalismo. La sua vera ascesa inizia con la fondazione della Lega Lombarda nel 1984, un movimento destinato a diventare il nucleo della futura Lega Nord.

Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, Bossi è riuscito a federare diversi movimenti regionalisti del Nord Italia, dando vita alla Lega Nord. Il partito si è imposto sulla scena politica nazionale cavalcando il malcontento verso la classe politica tradizionale, riassunto nello slogan iconico “Roma ladrona”. Le sue battaglie per il federalismo fiscale e l’autonomia delle regioni settentrionali hanno raccolto un consenso crescente, portando la Lega a diventare una forza determinante nel panorama politico.

  • 1987: Viene eletto per la prima volta al Senato, guadagnandosi il soprannome di “Senatùr”.
  • 1991: Nasce ufficialmente la Lega Nord come federazione di movimenti regionali.
  • Anni ’90: Il partito si afferma con la spinta secessionista e l’idea della “Padania”, un’entità territoriale autonoma del Nord Italia.

Protagonista della Seconda Repubblica

Con lo scandalo di Tangentopoli e la crisi dei partiti tradizionali, Umberto Bossi è diventato uno dei protagonisti indiscussi della cosiddetta Seconda Repubblica. La sua alleanza con Silvio Berlusconi nel 1994 è stata cruciale per la vittoria del centrodestra, anche se l’idillio è durato pochi mesi, portando alla caduta del primo governo Berlusconi.

Negli anni successivi, Bossi ha continuato a essere una figura centrale, alternando opposizione e partecipazione al governo. È stato più volte ministro nei governi di centrodestra, ricoprendo l’incarico di Ministro per le Riforme Istituzionali. La sua leadership carismatica e il suo linguaggio colorito e diretto hanno contribuito a creare una mitologia politica attorno al partito, con simboli e riti come le adunate a Pontida e il rito dell’ampolla sul fiume Po.

Gli Ultimi Anni e il Rapporto con la “Nuova” Lega

Dopo l’ictus del 2004 e lo scandalo per presunti fondi neri che lo ha portato alle dimissioni da segretario federale nel 2012, il ruolo di Bossi all’interno del partito è diventato più marginale. Ha assistito alla trasformazione del suo movimento, prima sotto la guida di Roberto Maroni e poi con Matteo Salvini, che ha impresso una svolta nazionalista al partito, abbandonando in parte le originarie istanze federaliste. Bossi non ha mai nascosto un certo dissenso verso questa evoluzione, cercando di riportare l’attenzione sui temi autonomisti che avevano caratterizzato la nascita della Lega.

Il Cordoglio del Mondo Politico

La notizia della scomparsa di Umberto Bossi ha suscitato unanime cordoglio nel mondo politico italiano. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo ha ricordato come “un leader politico appassionato e un sincero democratico”. Messaggi di vicinanza sono giunti da esponenti di tutti gli schieramenti, che hanno riconosciuto il suo ruolo di primo piano nella storia recente del Paese. Matteo Salvini, attuale leader della Lega, ha salutato il suo predecessore con un semplice ma significativo “Ciao, Capo”.

I funerali si terranno domenica a Pontida, luogo simbolo delle storiche adunate leghiste, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, inclusa la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Di veritas

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