Buriram, Thailandia – Il rombo dei motori è pronto a scatenarsi di nuovo. La stagione 2026 della MotoGP è alle porte e, come da tradizione, i test pre-campionato hanno offerto i primi, succosi verdetti. Se il nome sulla bocca di tutti è ancora quello di Marc Marquez, fresco campione del mondo e ora pilota ufficiale del Ducati Lenovo Team, il segnale più forte e inaspettato è arrivato da Noale. L’Aprilia, infatti, ha letteralmente dominato la scena nei test di Sepang e, soprattutto, a Buriram, candidandosi con prepotenza al ruolo di principale sfidante della corazzata di Borgo Panigale.
Aprilia, un ruggito che spaventa: Bezzecchi da record in Thailandia
L’ultimo giorno di test sul Circuito Internazionale di Chang, in Thailandia, ha lasciato un’impronta indelebile: quella della gomma posteriore dell’Aprilia RS-GP di Marco Bezzecchi. Il pilota romagnolo, con un giro stratosferico, ha polverizzato il record della pista, fermando il cronometro su un incredibile 1:28.668. Un tempo che non è solo una statistica, ma una dichiarazione di guerra. La moto veneta si è dimostrata non solo veloce sul giro secco, ma anche estremamente competitiva sul passo gara, come confermato dalle ottime prestazioni di tutti i piloti della galassia Aprilia. Ai Ogura, con la RS-GP del team satellite Trackhouse, si è piazzato al secondo posto, a meno di un decimo dal compagno di marca. Anche il campione del mondo 2024, Jorge Martín, al suo debutto con Aprilia, ha mostrato un ottimo feeling con la nuova moto, chiudendo nella top ten. Questo stato di forma eccezionale posiziona la casa di Noale come la vera sorpresa, o forse la conferma, di questo inizio di stagione.
Marquez e la Ducati: il favorito con qualche incognita
Nonostante l’exploit dell’Aprilia, il favorito numero uno per la vittoria finale resta lui, Marc Marquez. L’otto volte campione del mondo, dopo una stagione di “apprendistato” nel team Gresini, è approdato alla squadra ufficiale Ducati con un solo obiettivo: conquistare il decimo titolo iridato, il settimo nella classe regina, e superare così una leggenda come Valentino Rossi. La Desmosedici GP26 è, sulla carta, la moto da battere, ma i test thailandesi non sono stati privi di difficoltà per il fenomeno di Cervera. Marquez è stato protagonista di ben tre cadute nel weekend e ha sofferto di problemi di stomaco che ne hanno limitato il lavoro. Nonostante ciò, ha chiuso con il terzo tempo assoluto, dimostrando una velocità di base spaventosa. Al suo fianco nel box ci sarà il due volte campione del mondo Francesco “Pecco” Bagnaia, che dopo una stagione sottotono è determinato a riscattarsi. La Ducati schiera un vero e proprio squadrone, che include anche il fratello di Marc, Álex Márquez (team Gresini), e i piloti del team Pertamina Enduro VR46.
La griglia dei pretendenti: un parterre de rois
La lotta per il titolo non sarà un affare a due. La griglia di partenza del 2026 è una delle più competitive di sempre, con ben quattro campioni del mondo della MotoGP pronti a dare battaglia:
- Jorge Martín (Aprilia Racing): Campione del mondo 2024, lo spagnolo ha lasciato Ducati per sposare il progetto Aprilia, dove ha subito trovato un’ottima intesa.
- Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team): Iridato nel 2022 e 2023, cerca il riscatto dopo una stagione difficile.
- Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP): Campione nel 2021, il francese spera che il nuovo motore V4 della Yamaha possa colmare il gap con i rivali.
- Joan Mir (Honda HRC Castrol): Il campione del 2020 guida la riscossa della Honda, che dopo anni bui ha mostrato segnali di ripresa nei test.
Rookies e novità: ventate di freschezza in MotoGP
La stagione 2026 vedrà anche l’esordio di talenti molto attesi. Il più acclamato è senza dubbio Toprak Razgatlioglu. Il tre volte campione del mondo Superbike approda in MotoGP con il team Prima Pramac Yamaha e sarà il primo pilota turco a correre nella classe regina. Il suo stile di guida spettacolare è atteso con grande curiosità, anche se i primi test sono stati di adattamento. Un’altra “quasi prima volta” è quella del Brasile, che ritrova un suo pilota in top class dopo Alex Barros nel 2007. Si tratta di Diogo Moreira (Pro Honda LCR), che nel 2025 ha fatto la storia vincendo il titolo mondiale della Moto2, il primo in assoluto per il suo paese nel motomondiale.
L’ultima danza dei 1000cc: la rivoluzione del 2027
Il campionato 2026 segna la fine di un’era. Sarà infatti l’ultima stagione in cui le MotoGP saranno spinte da motori da 1000cc. Dal 2027, una vera e propria rivoluzione tecnica cambierà il volto della classe regina, con l’obiettivo di aumentare sicurezza, sostenibilità e spettacolo. Le principali novità saranno:
- Motori da 850cc: La cilindrata verrà ridotta per diminuire le velocità di punta.
- Carburante 100% sostenibile: Un passo deciso verso un motociclismo più “green”.
- Aerodinamica ridotta: Le appendici alari saranno limitate per favorire i sorpassi.
- Abolizione degli abbassatori: I dispositivi “ride-height” saranno banditi per restituire centralità al talento del pilota.
Inoltre, il calendario vedrà delle novità, come il ritorno del GP del Brasile e lo spostamento del GP d’Australia su un inedito circuito cittadino ad Adelaide.
Le altre case: Honda e Yamaha in risalita, KTM cerca conferme
Se Ducati e Aprilia sembrano avere una marcia in più, le case giapponesi non stanno a guardare. La Honda HRC, dopo cinque anni senza vittorie, punta a tornare al vertice. I due podi di Joan Mir nelle ultime gare del 2025 e una pre-season positiva fanno ben sperare. La Yamaha, dal canto suo, ha compiuto una scelta coraggiosa, abbandonando il tradizionale motore 4 cilindri in linea per un nuovo V4, un cambiamento filosofico importante per la casa di Iwata. Infine, la KTM, con Maverick Viñales e il rookie Pedro Acosta, cerca di inserirsi stabilmente nella lotta per le posizioni di vertice, potendo contare anche sulla consulenza di un ex campione come Jorge Lorenzo.
La stagione sta per iniziare, con la prima gara in programma proprio in Thailandia. Marc Marquez andrà a caccia del decimo sigillo, ma la concorrenza, capitanata da un’Aprilia arrembante, è più agguerrita che mai. Si preannuncia un mondiale incerto, spettacolare e ricco di colpi di scena, l’ultimo grande ballo prima della rivoluzione.
