Una svolta significativa si profila nella gestione della sicurezza lungo la frontiera italo-slovena. A partire dal prossimo mese di marzo, terminerà la pratica dei trasferimenti temporanei di personale di Polizia da altre sedi, una misura finora adottata per rafforzare i controlli al confine. La notizia, di grande rilevanza per l’assetto della sicurezza nel Nord-Est, è stata comunicata dal sindacato di polizia Silp Cgil al termine di un importante incontro tenutosi a Roma con i vertici del Dipartimento di pubblica sicurezza.

Contestualmente a questa decisione, emerge un progetto di notevole portata strategica: l’istituzione di un Reparto Mobile della Polizia di Stato a Gorizia. Questa iniziativa, se confermata, rappresenterebbe una soluzione strutturale e permanente alle esigenze di controllo e sicurezza di un’area di frontiera particolarmente sensibile, superando la logica dell’emergenza e degli aggregati temporanei di personale.

Cronistoria dei controlli di frontiera e la sospensione di Schengen

Per comprendere appieno la portata di questi cambiamenti, è necessario ripercorrere le tappe che hanno condotto all’attuale situazione. I controlli al confine con la Slovenia, e la conseguente sospensione del trattato di Schengen, furono reintrodotti in via eccezionale il 21 ottobre 2023. La decisione del governo italiano fu motivata da crescenti preoccupazioni legate alla sicurezza internazionale, in particolare dal timore di possibili infiltrazioni di elementi terroristici lungo la rotta balcanica, un timore acuito dall’attentato di Hamas del 7 ottobre.

Quella che doveva essere una misura temporanea, inizialmente prevista per soli 10 giorni, è stata oggetto di continue e successive proroghe.

  • Ottobre 2023 – Gennaio 2024: La misura, introdotta per 10 giorni, è stata rinnovata a più riprese fino al 19 gennaio 2024.
  • Gennaio 2024 – Giugno 2024: Una prima proroga significativa di cinque mesi.
  • Giugno 2024 – Dicembre 2024: Un’ulteriore estensione di sei mesi.
  • Dicembre 2024 – Giugno 2026: Di recente, la sospensione del regime di libera circolazione di Schengen è stata confermata per altri sei mesi, posticipando la scadenza al 18 giugno 2026.

Quest’ultima proroga è stata giustificata non solo dal “continuo rischio di infiltrazioni terroristiche” e dalle crisi in Medio Oriente e Ucraina, ma anche in previsione di eventi di portata internazionale che richiederanno un eccezionale dispiegamento di forze di sicurezza sul territorio nazionale. In particolare, l’attenzione è rivolta alle imminenti Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 (6-22 febbraio) e alle successive Paralimpiadi (6-15 marzo).

La proposta del Reparto Mobile a Gorizia: una soluzione strutturale

La fine dei trasferimenti temporanei di personale, annunciata dal Silp Cgil, si inserisce in una visione di più lungo periodo per la gestione della sicurezza in Friuli Venezia Giulia. L’impiego costante di agenti aggregati da altre province, sebbene efficace nel breve termine, comporta notevoli costi e un dispendio di risorse umane. L’istituzione di un Reparto Mobile e di un Reparto Prevenzione Crimine con sede stabile nella regione, come richiesto anche da altri sindacati come il SAP (Sindacato Autonomo di Polizia), garantirebbe un presidio permanente e una maggiore rapidità di intervento.

Gorizia, per la sua posizione geografica strategica tra Udine e Trieste e per i suoi collegamenti con la rete autostradale, è stata individuata come sede ideale per un nuovo Reparto. Una tale struttura permetterebbe di affrontare con maggiore efficacia le complesse sfide del territorio, che includono:

  1. La gestione dell’immigrazione irregolare lungo la Rotta Balcanica.
  2. La sicurezza del Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR) di Gradisca.
  3. La gestione dell’ordine pubblico in occasione di manifestazioni ed eventi di rilievo, come GO!2025.
  4. Il contrasto alla criminalità in aree complesse come quella dei cantieri di Monfalcone.

L’intenzione di procedere in questa direzione è stata confermata anche dal Questore di Gorizia, Luigi Di Ruscio, a seguito di incontri con il Dipartimento della Pubblica Sicurezza. La creazione di un presidio stabile non solo ottimizzerebbe i costi e le risorse, ma contribuirebbe a colmare le carenze di organico che da tempo affliggono le questure locali.

Il contesto internazionale e le implicazioni per i cittadini

La decisione italiana di prorogare i controlli si inserisce in un contesto europeo più ampio, dove anche altre nazioni hanno adottato misure simili per ragioni di sicurezza. La stessa Slovenia, ad esempio, ha esteso i controlli ai propri confini con Croazia e Ungheria. Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha assicurato che le modalità di controllo continueranno ad essere attuate in modo proporzionato, cercando di minimizzare l’impatto sulla circolazione transfrontaliera e sul traffico merci, un aspetto cruciale per l’economia e la vita quotidiana delle comunità di confine.

La sospensione di Schengen, sebbene necessaria per la sicurezza, rappresenta una limitazione alla piena libertà di circolazione, uno dei pilastri dell’Unione Europea. Il ritorno alla normalità, come ribadito in incontri bilaterali tra Italia e Slovenia, avverrà solo quando le condizioni di sicurezza lo permetteranno. Nel frattempo, la prospettiva di un Reparto Mobile a Gorizia segna un passo importante verso una gestione più stabile, efficiente e radicata sul territorio della sicurezza di frontiera.

Di veritas

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