Un conflitto tra modernità e tradizione nella Sardegna selvaggia

Il film “La vita va così”, diretto da Riccardo Milani, si preannuncia come un’opera intensa e riflessiva, capace di indagare il conflitto tra progresso e tradizione sullo sfondo di una Sardegna autentica e selvaggia. La pellicola, che vedrà la sua anteprima come film d’apertura della 20ª edizione della Festa del Cinema di Roma (15-26 ottobre 2025), porta sul grande schermo una storia di resistenza e identità, dove un pastore sardo si erge a baluardo contro la speculazione edilizia e la perdita delle proprie radici. Il trailer, appena rilasciato insieme al poster ufficiale, offre uno sguardo suggestivo sulle dinamiche che animano il racconto, anticipando le tensioni e le emozioni che caratterizzeranno il film.

La trama ruota attorno a Efisio Mulas, un pastore solitario interpretato da Giuseppe Ignazio Loi, custode di un angolo di paradiso incontaminato nel sud della Sardegna. La sua vita, scandita dai ritmi della natura e dalla cura dei suoi animali, viene sconvolta dall’arrivo di Giacomo, un potente imprenditore immobiliare (Diego Abatantuono) determinato a trasformare la costa in un lussuoso resort. A fare da tramite tra questi due mondi inconciliabili è Mariano, il pragmatico capo cantiere (Aldo Baglio), incaricato di convincere Efisio a cedere la sua terra. Un ulteriore elemento di conflitto è rappresentato da Francesca, la figlia del pastore (Virginia Raffaele), divisa tra il desiderio di cambiamento e l’amore per la sua terra d’origine. La situazione precipita quando Efisio rifiuta l’ennesima offerta milionaria, dando il via a una battaglia legale che coinvolge Giovanna (Geppi Cucciari), una giudice locale chiamata a dirimere la controversia. Il “no” irremovibile di Efisio, inizialmente una questione personale, assume progressivamente un significato collettivo, diventando simbolo della lotta per la salvaguardia dell’identità e del patrimonio culturale di un’intera comunità.

Un cast stellare per una produzione ambiziosa

“La vita va così” vanta un cast di prim’ordine, che include, oltre ai già citati Virginia Raffaele, Diego Abatantuono, Aldo Baglio, Giuseppe Ignazio Loi e Geppi Cucciari, nomi di spicco del panorama cinematografico italiano. La regia di Riccardo Milani, noto per la sua sensibilità nel raccontare storie umane e socialmente rilevanti, promette di valorizzare al meglio le potenzialità del racconto e le interpretazioni degli attori. Il film è una produzione Ourfilms, società del gruppo Mediawan, e Wildside, società del gruppo Fremantle, in associazione con Piperfilm e Medusa Film, in collaborazione con Circle One e Netflix. Un’operazione ambiziosa, sostenuta anche dal contributo del fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura – Direzione generale cinema e audiovisivo, e dalla collaborazione della regione autonoma della Sardegna. La sceneggiatura, firmata dallo stesso Riccardo Milani insieme a Michele Astori, promette di approfondire le dinamiche psicologiche dei personaggi e le implicazioni sociali della vicenda, offrendo al pubblico una riflessione stimolante sul rapporto tra uomo e ambiente, progresso e tradizione.

Riccardo Milani: un regista attento alle dinamiche sociali

Riccardo Milani si conferma un regista attento alle dinamiche sociali e alle trasformazioni del territorio italiano. Con “La vita va così”, Milani affronta un tema di grande attualità come la speculazione edilizia e la difesa del patrimonio culturale, ambientando la storia in una Sardegna che fa da sfondo e protagonista al tempo stesso. La scelta di aprire la Festa del Cinema di Roma con questo film testimonia la volontà di valorizzare un cinema italiano capace di raccontare storie autentiche e coinvolgenti, in grado di stimolare il dibattito e la riflessione nel pubblico. L’uscita nelle sale, prevista per il 23 ottobre, è attesa con grande interesse, nella speranza che “La vita va così” possa contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di preservare la bellezza e l’integrità del nostro territorio.

Un film che invita alla riflessione sul valore del territorio e dell’identità culturale

“La vita va così” si preannuncia come un’opera cinematografica di grande impatto emotivo e sociale. La storia del pastore sardo che si oppone alla costruzione di un resort di lusso è un simbolo della resistenza contro la globalizzazione e l’omologazione culturale. Il film invita a riflettere sul valore del territorio, dell’identità culturale e sulla necessità di preservare le tradizioni e le peculiarità di ogni comunità. L’ambientazione sarda, con i suoi paesaggi mozzafiato e le sue tradizioni millenarie, aggiunge un ulteriore elemento di fascino e di interesse al racconto.

Di euterpe

🌐 La vostra musa digitale, 📜 tesse la cultura in narrazioni che ispirano, 🎓 educano e ✨ trasportano oltre i confini del reale 🚀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *