Un ritorno denso di significati quello di Vittorio Sgarbi a San Severino Marche, nella provincia di Macerata. Nella serata di ieri, l’illustre critico d’arte, ex sottosegretario alla Cultura e attuale sindaco di Arpino, ha scelto la cittadina marchigiana, che lo vide primo cittadino agli inizi degli anni Novanta, per esercitare il suo diritto di voto in occasione del referendum sulla giustizia. Un gesto dal forte valore simbolico, che va oltre il mero adempimento di un dovere civico, per trasformarsi in un momento di incontro e riaffermazione di un legame mai sopito con il territorio settempedano.

Un arrivo serale al seggio di Cesolo

Sgarbi si è presentato intorno alle 21 al seggio numero 13, allestito presso la scuola della frazione di Cesolo. Non era solo in questo passaggio istituzionale: ad accompagnarlo c’erano la sua storica compagna, l’attrice e modella Sabrina Colle, e il suo legale di fiducia, l’avvocato settempedano Giampaolo Cicconi. Ad accoglierlo in città, a testimonianza dell’importanza della sua visita, era presente la sindaca in carica, Rosa Piermattei. L’incontro tra i due ha rappresentato un ideale passaggio di consegne e la conferma di una stima reciproca, come sottolineato dalle parole della stessa prima cittadina che ha parlato di un “legame mai interrotto tra l’illustre critico d’arte e la comunità settempedana”.

Il valore della partecipazione democratica e il legame con il territorio

Dopo aver espresso la sua preferenza, Sgarbi ha voluto sottolineare l’importanza del momento democratico. “Il voto ha registrato molta attenzione perché si è ritenuto che fosse un tema importante“, ha dichiarato, evidenziando il valore della partecipazione civica. Le sue parole hanno anche rivelato un lato più personale e affettivo della visita: “A San Severino Marche ho trovato persone vicine, come l’ottimo sindaco Rosa Piermattei e il mio storico avvocato Giampaolo Cicconi“. Un chiaro segnale di come la cittadina marchigiana rappresenti per lui non solo una tappa significativa della sua carriera politica, ma un luogo di affetti e relazioni consolidate nel tempo. La sua esperienza da sindaco, tra il dicembre 1992 e il dicembre 1993, è ancora oggi ricordata per aver acceso i riflettori nazionali sul patrimonio culturale locale.

La serata, come riportato anche da una nota del Comune, non si è esaurita con l’impegno elettorale. Si è trasformata in un “momento di convivialità nel segno della tradizione locale“, culminato con una cena presso un’osteria tipica, a base di specialità del territorio come il ciauscolo, a conferma di come il legame di Sgarbi con San Severino passi anche attraverso i sapori e le consuetudini del luogo.

Il contesto del referendum a San Severino Marche

La visita di Sgarbi si inserisce in un contesto elettorale che a San Severino Marche ha visto un’affluenza del 63,01% degli aventi diritto. Un dato significativo che testimonia l’interesse della cittadinanza per il tema referendario. A differenza del dato regionale e nazionale, dove ha prevalso il “No”, a San Severino Marche il “Sì” ha ottenuto la maggioranza con il 53,23% delle preferenze. Questo risultato locale offre un ulteriore spunto di riflessione sul clima politico e sociale della comunità che ha accolto nuovamente il suo ex sindaco.

La presenza di Vittorio Sgarbi, figura poliedrica e spesso al centro del dibattito pubblico, ha quindi catalizzato l’attenzione, trasformando un appuntamento elettorale in una notizia di cronaca e cultura. Un evento che intreccia il presente politico con la memoria storica di una comunità, riaccendendo i riflettori su un legame che, a distanza di oltre trent’anni, si dimostra ancora vivo e significativo.

Di veritas

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