SORIANO CALABRO (VIBO VALENTIA) – Un’aggressione violenta, consumatasi nel tardo pomeriggio di sabato nel cuore delle Preserre vibonesi, ha trovato una rapida svolta grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri. Un giovane di 22 anni, Francesco Farina, è stato arrestato con la pesante accusa di tentato omicidio ai danni del cugino, Vincenzo Cocciolo, di 38 anni. L’episodio, che ha scosso la comunità di Soriano Calabro, sarebbe scaturito al culmine di una lite.
La Dinamica dell’Aggressione
Secondo le prime ricostruzioni, l’accoltellamento è avvenuto intorno alle 17:30 in via Giardinieri, nei pressi dell’ex caserma dei Carabinieri. La vittima, residente nel vicino comune di Sorianello, è stata raggiunta da più fendenti al torace, al collo e al dorso. Immediato l’allarme, lanciato da alcuni passanti che hanno prestato i primi, cruciali soccorsi in attesa dell’arrivo del personale sanitario. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Vibo Valentia, l’uomo è stato ricoverato. Inizialmente le sue condizioni erano state definite gravi, ma le informazioni più recenti indicano che non sarebbe in pericolo di vita.
Le Indagini e il Fermo del Presunto Responsabile
I Carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, intervenuti sul posto, hanno immediatamente avviato le indagini per fare luce sulla vicenda. La caccia all’aggressore, che si era dato alla fuga subito dopo il fatto, si è conclusa in poche ore. Già nella notte tra sabato e domenica, i militari hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria il 22enne Francesco Farina, ritenuto il responsabile del gesto. L’arresto è stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo Valentia, che ha disposto la custodia cautelare in carcere per il giovane.
Il Movente e i Primi Sviluppi Giudiziari
Il movente del tentato omicidio è ancora al vaglio degli inquirenti, ma le prime indiscrezioni parlano di una lite tra i due cugini. Durante l’interrogatorio di convalida, Francesco Farina, pur avvalendosi della facoltà di non rispondere, ha rilasciato dichiarazioni spontanee. Ha confermato che il ferimento è avvenuto a seguito di una discussione, ha indicato il luogo dove aveva nascosto l’arma utilizzata e ha precisato di essere rientrato a casa subito dopo l’aggressione, senza tentare la fuga. Gli investigatori stanno comunque vagliando ogni pista, inclusa quella legata a vecchi contrasti o ruggini pregresse. Le indagini, a cura del Norm di Serra San Bruno, proseguono per chiarire ogni dettaglio della dinamica e il contesto in cui è maturata l’aggressione.
